Mancano gli OSS e gli Infermieri sono costretti ad un demansionamento senza precedenti.

Il presidente dell’Opi Caserta, Gennaro Mona, interviene nel dibattito sulla cronica carenza di personale infermieristico.

“La carenza di personale nella sanità italiana è un tema quanto mai caldo, specialmente quello infermieristico. Spesso le aziende sanitarie oltre che pensare alla salute dei cittadini sono costrette a fare i conti con i budget e con tutto ciò che ne scaturisce. Questo va a impattare, in primis, sulla risposta all’esigenza dell’utenza e, in secundis sul rapporto utenza-assistenti (medici/infermieri)” – lo riferisce Gennaro Mona, presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Caserta.

Gli studi dicono che il rapporto infermiere/paziente dovrebbe essere di 1:6, mentre in alcune realtà campane si arriva addirittura a 1:17.

“Che la carenza di infermieri ci sia e che sia un dato negativo per la gestione dell’assistenza sono suffragati anche da una serie di dati provenienti da una serie di studi, che indicano che il tasso di mortalità risulta del 20% inferiore quando ogni infermiere ha in carico un numero di pazienti pari a 6 o meno, rispetto a quei contesti dove ogni singolo infermiere ha in carico 10 o più pazienti” – aggiunge Mona.

Un altro studio ha sottolineato che il rischio di morte aumenta con l’esposizione a turni con ore di presenza infermieristica inferiori di almeno 8 ore rispetto al monte-ore programmato oppure con turni nei quali il turn over dei pazienti è molto elevato. In questo contesto diventa la cartina di tornasole la retribuzione per straordinario (laddove è pagato), che aumenta con una media del 11,05 per cento.

Qui vale la pena ricordare lo stress correlato al carico di lavoro da un lato e gli attacchi psicologici o fisici di cui spesso gli infermieri sono vittime.

“Tra l’altro – spiega Mona – la mancanza del personale di supporto (ad esempio gli OSS) fa sì che i pochi Infermieri in servizio debbano svolgere mansioni che non competono loro quindi demansionando il ruolo”.

Bisogna assolutamente e in modo rapido aumentare il rapporto infermieri/assistiti innanzitutto in quelle aree in cui sia per epidemiologia che per tasso demografico il divario tra bisogno e offerta è significativamente al di sopra della media di 1:6, solo in questo modo si potrà riuscire ad accompagnare l’evoluzione dei bisogni con l’appropriatezza di ciò che può offrire il SSN.

“Negli anni, il numero degli infermieri alle dipendenze del Servizio Sanitario Nazionale, è diminuito drasticamente; responsabili ne sono il blocco del turn-over e le mancate assunzioni, provvedimenti politico-sanitari imposti per fronteggiare la crisi economica e nel tentativo di rispettare i piani di rientro delle Regioni in deficit: è giunta l’ora di invertire la rotta” – conclude il presidente dell’OPI di Caserta.

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