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sabato, Luglio 2, 2022
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La qualità dell’assistenza infermieristica tra efficacia, competenza, efficienza ed accessibilità.

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La qualità è una caratteristica essenziale ed indispensabile dell’assistenza sanitaria ed è l’obiettivo che ogni professionista deve tenere in primo piano nello svolgimento delle proprie funzioni.

L’infermiere deve partecipare attivamente e in prima persona alla progettazione e alla realizzazione di una modalità assistenziale operativa che sia in grado di rinnovarsi, di superare le eventuali disfunzioni, di valorizzare le competenze e le professionalità garantendo, pertanto, risposte adeguate e in linea con le più recenti innovazioni, ai bisogni che il cittadino presenta.L’infermiere di oggi, infatti , ha un compito molto importante che è quello di offrire il proprio contributo specifico, fatto di conoscenze approfondite nella pratica assistenziale, per sviluppare il miglioramento della qualità dell’assistenza sanitaria. Tale miglioramento può raggiungersi solo grazie al contributo di competenze, di esperienze, di idee e progettualità diverse e integrate e, gli infermieri che si pongono in questa prospettiva nello svolgimento del proprio esercizio professionale, rappresentano i protagonisti di un ampio progetto di valorizzazione e di impegno professionale per un’assistenza infermieristica di Qualità.

Il raggiungimento di tali obiettivi , è dovuto in gran parte all’evoluzione della normativa ed in particolare alla Legge n. 42/99 che ha consentito il pieno riconoscimento dell’autonomia professionale grazie all’abrogazione del vecchio “Mansionario” e il riconoscimento di un nuovo status della professione non definita più “ausiliaria” ma caratterizzata da un proprio Profilo Professionale che impegna ad assumere la responsabilità dell’assistenza infermieristica generale del paziente.

Il miglioramento dell’erogazione del processo assistenziale è oggi possibile grazie allo sviluppo di approfondite competenze professionali e di un percorso formativo specialistico che consenta l’acquisizione di specifiche metodologie e di modalità operative tali da affrontare e dare soluzione ai problemi prioritari di salute e di qualità dei servizi in un’ottica più ampia di attenzione all’organizzazione, alla struttura, ai processi e alle risorse con le quali si opera in termini di efficienza raggiunta (saper fare) e di competenza dimostrata (sapere e saper essere). Per rendere concreto questo aspetto è necessario che ogni infermiere si impegni a sviluppare in modo operativo e ad utilizzare di routine il Processo di Nursing e i Piani di Assistenza Infermieristica, quali strumenti attuativi per realizzare interventi infermieristici volti alla Qualità, abbandonando le tradizionali modalità assistenziali del passato basate sull’approssimazione e la sola esperienza personale.

Secondo R. Palmer la qualità dell’assistenza “consiste nella capacità di migliorare lo stato di salute e di soddisfazione di una popolazione nei limiti concessi dalle tecnologie, dalle risorse disponibili e dalle caratteristiche dell’utenza”.

Gli autori C.C. Wright e D. Whittington affermano “……. dovreste comprendere che la qualità è un concetto complesso. Dato uno specifico bisogno di assistenza è possibile elencare i caratteri che descrivono la qualità ed elencare le attività che sono importanti per la qualità dell’assistenza”.

Secondo A. Donabedian la qualità è: “il livello di salute più elevato possibile, ottenibile con i mezzi più desiderabili, utilizzabili allo scopo”.

Volendo, quindi, definire in un modo molto semplice ed intuitivo il concetto di qualità si può far riferimento alla gestione di un paziente da parte dell’ infermiere.

Tale gestione può essere suddivisa in due settori di assistenza: tecnica ed interpersonale.

L’assistenza tecnica è l’applicazione della sicurezza e della tecnologia medica e delle altre discipline sanitarie alla gestione di un problema personale di salute.

La gestione interpersonale è invece il rapporto fisico, relazionale, comportamentale e verbale che intercorre tra utente e l’infermiere. E’ ovvio che i rapporti interpersonali possano influenzare la natura e il successo della gestione tecnica come è altrettanto valida l’ipotesi che la natura delle procedure tecniche utilizzate ed il loro grado di successo incidano sul rapporto interpersonale.

Inoltre è possibile individuare, nella qualità dell’assistenza, un terzo fattore denominato, detto “fattore di comfort”, che comprende aspetti come:

  • Il “front Office”;
  • Una sala d’attesa accogliente;
  • Le lenzuola pulite;
  • Un letto comodo;
  • La salvaguardia dell’intimità;
  • e altro.

Sono stati identificati sette aspetti misurabili della qualità dell’assistenza sanitaria che vanno sotto il nome di “dimensioni della qualità”:

  • Efficacia attesa: capacità potenziale di un certo intervento di modificare in, modo favorevole, le condizioni di salute delle persone a cui è rivolta quando tale intervento venga applicato in condizioni ottimali;
  • Efficacia pratica: risultati ottenuti dall’applicazione di routine di un intervento;
  • Competenza tecnica: grado di apprezzamento del servizio da parte dell’utente;
  • Efficienza: capacità di raggiungere i risultati attesi con il minor costo possibile;
  • Accessibilità: capacità di assicurare le cure appropriate a tutti coloro che ne hanno bisogno;

Appropriatezza: grado di utilità della prestazione rispetto al problema clinico ed allo stato delle conoscenze.

Negli ultimi anni, in particolare a partire dalla seconda Riforma del Sistema Sanitario Nazionale (DLgs. 502/92), è stata posta particolare enfasi sull’attenzione nei confronti del cittadino/cliente.

D’altra parte, nella filosofia del miglioramento continuo della qualità è necessario includere il punto di vista dell’utente quale strumento per rilevare alcuni aspetti attinenti le dimensioni della qualità del servizio avendo sempre presente, però, che ottenere il gradimento dell’utente non è compito facile.

A. Galgano, nel cercare di identificare le figure possibili, definisce l’ utente come:

  • “mostro affamato” di nuovi prodotti;
  • “spietato” perché se non è soddisfatto si rivolge ad altri;
  • “esigente” perché vuole sempre il meglio;
  • “timido” perché se non lo ottiene non lo segnala ma si rivolge ad altri fornitori;
  • “vendicativo” perché se ritiene di aver subito un torto si lamenta con tutti,
    “egocentrico”.

La qualità dell’assistenza infermieristica è la capacità di migliorare lo stato di salute e di soddisfazione dei pazienti nei limiti concessi dalle tecnologie, dalle risorse disponibili e dalle caratteristiche degli utenti.

Anche il grado di soddisfazione degli infermieri è collegato al concetto di qualità.Si sottolinea, infatti, che un’atmosfera di benessere generale permetterà sicuramente agli infermieri di svolgere la propria professione nel miglior modo possibile. La loro soddisfazione sarà lo specchio di un’ottima struttura al cui interno essi potranno manifestare la loro professionalità verso gli utenti ed avere buoni rapporti con i colleghi.

La soddisfazione dell’infermiere è, quindi, un criterio di giudizio sulla qualità di alcune funzioni ed aspetti dell’organizzazione ospedaliera poiché, tale struttura organizzativa considerata nel suo complesso, per poter sopravvivere e crescere deve tenere conto degli interessi degli infermieri. Struttura adeguata, risorse a sufficienza (sia materiali che umani), aggiornamento continuo, incentivi economici, clima lavorativo tranquillo senza clientelismi e favoritismi e gratificazione, rende soddisfatto e, contento l’infermiere.

La soddisfazione sarà lo specchio di un’ottima struttura. Il contributo degli infermieri, pertanto, è fondamentale per raggiungere la qualità dell’assistenza sanitaria perché sono i professionisti che assistono il paziente 24 ore su 24 . Tutto ciò avviene attraverso nuove metodologie di ricerca che vengono applicate dagli infermieri per garantire così un’ assistenza olistica e globale del paziente.

Solo così potremmo garantire una qualità assistenziale in grado di soddisfare le esigenze del paziente e offrendo così alla clientela un ottimo servizio. L’ infermiere, pertanto, dovrà aggiornarsi continuamente e dovrà confrontarsi con gli altri collaborando in équipe.

L’ infermiere quindi, che opera secondo una definizione che delimita un’area di esercizio professionale indipendente o un’area di perizia, deve assumersi la responsabilità di identificare i problemi, di convalidare continuamente la sua funzione, di migliorare i metodi che usa e di misurare gli effetti dell’assistenza infermieristica.

In questa nostra era, il nome che diamo al più affidabile tipo di analisi è la ricerca (Virginia Henderson).

Dott.ssa Monica Cardellicchiohttps://www.assocarenews.it/
Laurea magistrale in Scienze Infermieristiche ed Osteriche Master di I livello in Management e coordinamento delle professioni sanitarie Master di I livello in Wound Care basato su prove di efficacia Master di II livello in Management delle Aziende Sanitarie Professore a contratto presso il Policlinico di Bari della Laurea Magistrale in Scienze Infermieristiche ed Osteriche e della Laurea in Infermieristica . Segretaria della Commissione dell' albo dell' OPI di Taranto
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