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Intervista ad un Infermiere suicida.

Intervista ad un Infermiere suicida.

Infermiere racconta il suo tentativo di uccidersi: cosa può passare in testa quando sai che la morte sta arrivando?

Infermiere si racconta: il suo tentativo di suicidio è stato fermato casualmente da un passante. Intervista a chi ha tentato veramente di togliersi la vita.

Cosa puoi raccontare di te?

Sono un infermiere, lavoro a Firenze da pochi anni nel pubblico. Ho due figlie, una di 15 e una di 18. Nel 2011 ho tentato di togliermi la vita.

Come avevi progettato di toglierti la vita?

Ho assunto tanti farmaci assieme. Me li ero procurati a lavoro. Non volevo che mi trovassero per sbaglio le bambine quindi mi sono recato ad un parco e ho assunto tutto, per non sbagliare assieme ad alcolici. Volevo morire solo, come solo mi sentivo da troppo tempo.

Cosa puoi dirci rispetto ai pensieri che hanno affollato la tua mente tra l’assunzione e l’attesa della morte?

Una volta finito di inghiottire ho gettato la bottiglia e ho atteso. Nella mia esperienza posso dire che morire è tremendamente lento. Io personalmente ho ripensato un pò alla mia vita. Non a tutta, solo ad alcuni episodi flash. Ricordo che pensai al mio matrimonio e alla nascita delle bambine ma anche alla morte di mia madre quando ero poco più che cucciolo. Volevo morire e dentro di me ero triste e arrabbiato.

Molti, nell’attesa, hanno ripensamenti o provano a tornare indietro. Tu cosa hai sentito a riguardo?

Ero triste ma non ho mai pensato di tornare indietro. Sentivo il mondo continuare a vivere intorno a me e questo mi faceva comprendere come fosse inutile la mia vita. Anche quando ho iniziato a sentire dolore.

Come mai il tuo piano è andato storto?

Proprio appena stavo perdendo conoscenza, un signore mi ha notato e ha visto che mi sono accasciato. Avevo attorno a me i blister, è stato facile capire. Io però non mi sono accorto, me lo hanno detto dopo. Sono stato in coma alcuni giorni, poi altri giorni sveglio in rianimazione. Alla fine sono uscito ma ho dovuto continuare a seguire un percorso psicologico.

Qual’è stato il momento più difficile nel cercare di toglierti la vita?

Il momento più difficile è stato sicuramente guardare in volto mia moglie, poco dopo essermi svegliato. Era fuori dalla stanza, mi hanno detto che ha passato giorni e notti accanto e ha dovuto prendere aspettativa a lavoro.

Quale messaggio vuoi mandare alle persone che leggeranno questa intervista?

Ci sono le possibilità per superare ogni difficoltà. Non uccidetevi.

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Dott. Marco Tapinassi

Vice-Direttore. Infermiere in Psichiatria, webwriter, attentatore di biscotti ma anche coautore di libri sui concorsi pubblici. Immagina l'informazione come un fattore di crescita. Non perde nemmeno un tè con il suo Bianconiglio.

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