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Infermieri sul piede di guerra. Perché aumenti solo ai colleghi del Pronto Soccorso? E tutto il resto?

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Gli infermieri italiani e piemontesi alzano la voce: “Aspettiamo ancora l’indennità prevista dalla scorsa legge di bilancio, è una vergogna”.

Intanto oggi il Consiglio regionale approva l’aumento degli straordinari dei dottori nei pronto soccorso. E noi?». Nemmeno il tempo di chiudere un fronte, che per la Regione se ne apre un altro. Lo riferisce il collega Alessandro Mondo su La Stampa.

Questa volta parliamo degli infermieri e degli operatori socio-sanitari – più numerosi dei medici e persino più richiesti, in un sistema sanitario dove si aprono continue voragini -, contenti che agli urgentisti nei pronto soccorso venga riconosciuto l’aumento a 100 euro lordi l’ora per le prestazioni aggiuntive, e proprio per questo speranzosi di analoga attenzione.

Nel loro caso, oltretutto, il capitolo degli straordinari non è ancora stato toccato: sono fermi alla trattativa sull’indennità di pronto soccorso, finanziata con le risorse assegnate dalla scorsa legge di bilancio.

Da qui il crescere dell’impazienza, accompagnata dai primi nervosismi, nonostante le rassicurazioni di Alberto Cirio e dell’assessore Icardi. «Non possiamo non rilevare che la stessa “sensibilità” non sia al momento stata riservata agli infermieri che lavorano nelle stesse strutture di urgenza – spiega Claudio Delli Carri, Nursing Up Piemonte -. La concretizzazione dell’incentivo sulle prestazioni aggiuntive di infermieri e professionisti della sanità che operano in tali settori è stata rimandata a future discussioni. Per carità, siamo favorevoli all’aumento della retribuzione delle indennità, che la Regione aveva preannunciato essere di almeno 30 euro l’ora, e ci fa piacere che la Regione lo concorderà con i sindacati: ci pare però incongruo vedere tanta tempestività per i medici e non altrettanta solerzia per gli infermieri». «Un conto è l’indennità per chi lavora nei Dea, altra cosa le retribuzioni aggiuntive – precisa Francesco Coppolella, Nursind Piemonte -: speriamo che la Regione non faccia confusione. In ogni caso, se le condizioni di lavoro continueranno a peggiorare non ci sarà incentivo economico che tenga». «Tralasciando le facili polemiche che potrebbero derivare dalla presa d’atto della mancata approvazione di un dispositivo unico che mirasse a incentivare contestualmente sia i medici sia gli infermieri che lavorano nei pronto, queste misure saranno comunque tuttavia una goccia nel mare se non si interverrà sulla carenza di organici, sull’organizzazione e sui modelli organizzativi, sulla valorizzazione delle conoscenze e delle capacità ed infine sulla giusta attribuzione delle giuste competenze ai giusti soggetti», rimarca Ivan Bufalo, presidente Ordine infermieri Torino.

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