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domenica, Gennaio 23, 2022
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Infermieri sospesi a Firenze: non hanno la PEC. Nursind contro l’OPI.

La mancanza della casella di posta elettronica certificata (PEC) ha fatto scattare negli ultimi giorni la sospensione per 96 infermieri tra Firenze e Pistoia.

A tal proposito si registra la dura presa di posizione del sindacato degli infermieri Nursind, che ha definito anacronistica e inopportuna la scelta dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Firenze-Pistoia.

La difesa dell’Opi.

L’OPI, a sua volta, ha reagito immediatamente replicando di aver applicato una norma pubblica del 2020 e di avere atteso per mesi che i 9mila iscritti si dotassero di pec arrivando a distanza di un anno ad averne circa 500 ancora non in regola: 96 sospesi e 400 da valutare.

La controreplica di Nursind.

“Una decisione assurda e altamente dannosa per tutto il sistema sanitario”. È quanto dichiarato da Salvatore Sequino, coordinatore Nursind Toscana Centro ha attaccato l’Ordine degli Infermieri di Firenze e Pistoia per la sospensione di 96 infermieri a causa della mancata attivazione della casella di posta elettronica certificata.

Il segretario Nursind ha attaccato duramente l’Ordine.

“Dopo un anno di Covid con i reparti allo stremo per l’endemica carenza di personale, le ferie programmate, il piano vaccinale e l’ultima richiesta da parte della Regione Toscana, che ci obbliga a coprire le lacune delle Rsa, una sanzione così estrema ci sembra quantomeno inopportuna nelle tempistiche. Ci vorranno almeno 15 giorni per regolarizzare la situazione: nonostante l’Ordine si sia reso disponibile a fare commissioni anche tutti i giorni per riammettere i colleghi in servizio, la procedura ha dei tempi tecnici. E nel frattempo chi lavora nei reparti è costretto a fare i doppi turni per coprire le assenze. Nessuno mette in discussione il rispetto delle leggi ma bisognerebbe applicarle con un po’ di buon senso: tra aspettative, congedi parentali, ferie, oltre alla gestione dell’emergenza tuttora in corso, potrebbe presentarsi il problema di fare doppi turni più volte durante la settimana, con il conseguente aumento dello stress lavoro correlato e la difficoltà di mantenere lo standard del servizio pubblico. La sanzione arriva nel più sbagliato dei momenti e scarica il problema sulle spalle di coloro che restano in servizio: perché l’Ordine non ha provveduto a sollecitare i colleghi inadempienti nelle scorse settimane, invece di arrivare a una decisione così pesante? Qual è il senso di questa operazione? Quantomeno è necessario che qualcuno abbia il coraggio di fornirci una spiegazione, al fine di evitare che ci sentiamo presi in giro dal nostro stesso ordine professionale”.

Le spiegazioni dell’OPI.

“Lascia stupiti la nota diffusa dal Nursind in merito alla vicenda dei 96 colleghi sospesi dall’Ordine perché non in regola con la Pec. Soprattutto è sorprendente che un sindacato di categoria, quindi interamente dedicato alla professione, non conosca l’iter che c’è alle spalle di questo provvedimento. La legge parla chiaro e prevedeva la sospensione dei colleghi non in regola con la Pec da Luglio 2020, un anno fa. In quel momento avevamo 8200 infermieri senza Pec su 9000 iscritti. Non li abbiamo sospesi, come chiedeva il Ministero, ma abbiamo attivato una Pec gratuita e avviato una massiccia campagna informativa. A Maggio 2021, dopo nove mesi, avevamo 600 professionisti senza Pec e non più 8.200. Abbiamo quindi inviato una lettera di diffida a tutti ed effettuato approfondimenti sui singoli casi, facendo scattare la sospensione per 96 professionisti, mentre altri 400 sono in fase di valutazione. Ci saremmo aspettati piuttosto un aiuto da parte del sindacato che invece da mesi ha chiuso gli sportelli a causa del Covid e non ha fornito in questo senso alcun supporto agli infermieri in difficoltà con il rinnovo. Da parte nostra, dopo aver messo a disposizione i nostri uffici e aver contattato i singoli professionisti per un intero anno, non potevamo attendere oltre con la sospensione. Precisiamo che questa viene comunque revocata non appena il professionista si mette a norma. Proprio ieri 40 infermieri dei 96 sospesi sono stati reintegrati avendo provveduto a dotarsi di Pec, a dimostrazione della rapidità dell’iter” – hanno ribadito dall’OPI.

Una questione che ha origini lontane.

Proprio l’OPI nei mesi scorsi era intervenuto sulla questione attraverso i social spiegando che “a fronte di un totale di 9354 iscritti al nostro Ordine, ancora 828 risultano senza Pec. Abbiamo già inviato, come richiede la legge, 623 diffide e solo in 200 hanno risposto. Vogliamo quindi ribadire la necessità di mettersi in regola: chi non è a norma viene sospeso dall’Ordine”.

Cosa prescrive la norma: sospensione gino ad attivazione o riattivazione PEC.

La norma è chiara, ma non tutti gli OPI la applicano alla lettera. La sanzione è prevista dal Decreto legge 76 del 16 Luglio 2020 “Misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitale per il quale i professionisti, inclusi gli infermieri e infermieri pediatrici, che non comunicano il proprio domicilio digitale all’albo o elenco a cui sono iscritti, vanno incontro alla sospensione fino alla comunicazione della propria posta elettronica certificata. Nel 2020 Opi Firenze Pistoia si era fatta carico della spesa per l’attivazione di caselle gratuite”.

Redazione AssoCareNews.it
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