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venerdì, Gennaio 28, 2022
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Infermieri salvano la vita in strada a un 60enne in arresto cardiaco.

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Non erano in servizio i due infermieri che negli scorsi giorni hanno salvato la vita in strada a un 60enne in arresto cardiaco. «Una meravigliosa dimostrazione di come la nostra elevata professionalità rivesta, sempre di più, un ruolo cruciale nel sistema sanitario e sociale».

Il Presidente del Sindacato: «Emergono sempre di più il forte valore etico e la elevata funzione professionale degli infermieri nella nostra collettività. Eppure di tutto questo la nostra classe politica sembra ancora non volersene accorgere. Commuove, ma nel contempo fa anche riflettere, quanto accaduto a Savigno, nel bolognese, dove un 65enne, in arresto cardiaco, è stato salvato da due infermieri non in servizio, che non hanno esitato un attimo a tentare di rianimarlo, grazie anche alla presenza di un defibrillatore in zona. L’uomo è stato trasportato all’ospedale Maggiore e vivrà. Uno dei due non ci ha pensato due volte a lasciare le proprie bambine nelle mani di un passante per soccorrere il malcapitato.

È sotto gli occhi di tutti l’elevata professionalità dei nostri infermieri, sempre più ricercati e ambiti da paesi europei che, non lo dimentichiamo, riservano loro trattamenti economici e prospettive di carriera che qui in Italia sono ancora pura utopia. Eppure non sono più solo la Germania, l’Inghilterra o il Lussemburgo che si contendono i nostri giovani laureati, perchè cominciano ora ad arrivare anche chiamate anche dal Nord Europa, vedi Norvegia. Dove ci dicono di infermieri che possono arrivare ad uno stipendio di 3mila euro netti, con le spese dell’alloggio pagate per tutta la durata del loro contratto di lavoro».

Così Antonio De Palma, Presidente Nazionale del Nursing Up.

«Ci umilia e ci rattrista il fatto che le nostre battaglie, le nostre lotte di piazza, debbano nascere soprattutto da una triste motivazione di fondo, e cioè che la politica non tiene nella doverosa considerazione la nostra competenza, la solidità del nostro percorso di studi che pure, contraddizione palese, essa asserisce di voler favorire e promuovere. La forza della nostra esperienza è capace di fare la differenza nei frangenti più delicati, a vantaggio della salute dei cittadini.

Quello che è accaduto a Bologna non è un fatto casuale: nella quotidianità si verificano numerosi episodi di tal genere, che tuttavia non vengono raccontati e non finiscono sui giornali. Quanto accade rappresenta la prova tangibile di come sia fondamentale, per i nostri cittadini, di avere al proprio fianco professionalità come quelle degli infermieri italiani a presidio costante del loro benessere psico fisico.

Stiamo parlando di persone in grado di salvare vite umane in ogni momento, con il proprio straordinario impegno. Insomma, dovrebbe risultare naturale fare tutto ciò che serve per per valorizzare la crescita contrattuale degli infermieri ed offrire loro uno stipendio più dignitoso. Lo affermiamo, continua De Palma, a buona ragione, più che mai in questo momento, alla luce delle cruciali trattative per il rinnovo contrattuale in sanità che entreranno nel vivo dal prossimo mese di settembre, e dove le nostre legittime richieste ed aspettative, potrebbero finalmente trovare il doveroso riconoscimento.

Aprano gli occhi gli esponenti del Governo e delle Regioni. Lo facciano adesso.
Questi episodi tanto significativi fanno emergere senza mezzi termini il fondamentale ruolo sociale che la professione infermieristica svolge nella collettività ed il suo forte valore etico. Due grandi uomini, non a caso due infermieri, che non hanno esitato un momento per intervenire. Non erano in servizio e sono stati chiamati a scendere in campo dalla situazione di emergenza. Come se si trovassero all’interno di un ospedale e non in strada. In quel momento, per entrambi, tutto è passato in secondo piano, anche le proprie famiglie, i propri figli: hanno subito cercato la soluzione più tempestiva per salvare la vita di un cittadino che, senza la loro professionalità ed abnegabile spirito di servizio, non ce l’avrebbe di certo fatta. (foto-copertina di repertorio non riferita al testo)

Redazione AssoCareNews.it
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