Ausilia Pulimeno, vice-presidente nazionale Ordine Infermieri.
Ausilia Pulimeno, vice-presidente nazionale Ordine Infermieri.
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L’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Roma interviene sulla fine del commissariamento della Sanità laziale: “ora serve una svolta. Serve assumere personale infermieristico per tutelare il cittadino”.

Gli infermieri di Roma e della Provincia salutano con soddisfazione l’annunciata uscita dal regime di commissariamento della sanità regionale. Puntiamo ora su una riorganizzazione complessiva dei modelli assistenziali per offrire servizi più efficienti ai cittadini e rispondere così alla crescente domanda di salute. Lo rende noto l‘Ordine delle Professioni Infermieristiche (OPI) della Capitale, come noto presieduto da Ausilia M. L. Pulimeno (nella foto), vice presidente FNOPI.

Il via libera della Conferenza Stato-Regioni al superamento del commissariamento apre nuovi scenari e alimenta nuove aspettative. A cominciare dal punto cruciale degli organici infermieristici, oggi molto carenti nelle Aziende sanitarie e ospedaliere di Roma e del Lazio a causa del blocco del turnover che si è protratto per anni generando gravi difficoltà nella copertura dei turni. Solo grazie all’impegno e al sacrificio di tanti infermieri è stato possibile garantire prestazioni essenziali nei reparti ospedalieri e nei servizi territoriali.

Criticità, queste, che con l’uscita dal commissariamento possono e devono essere superate definitivamente. Per questo chiediamo alla Regione Lazio un impegno altrettanto deciso per impinguare gli organici infermieristici, accelerando le procedure concorsuali e l’assunzione di nuovo personale.

Confidiamo che il Consiglio dei Ministri ratifichi al più presto la decisione maturata nella Conferenza Stato-Regioni per archiviare una volta per tutte la stagione commissariale e per poter rilanciare il Servizio Sanitario Regionale attraverso una programmazione finalmente adeguata alle esigenze della popolazione.

In questa chiave auspichiamo l’adozione di nuovi modelli organizzativi che da tempo proponiamo per promuovere e migliorare l’offerta assistenziale pubblica, tenendo conto dei bisogni dei cittadini e della necessità che questi manifestano di poter contare su servizi sanitari più efficienti e prossimali, implementandoli soprattutto sul territorio, dove le persone vivono, lavorano, studiano.