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Principi di anestesia neonatale: la regola delle 9 “H”.

Principi di anestesia neonatale: la regola delle 9 “H”.

L’anestesia totale è uno stato di coma farmacologicamente indotto, tale procedura richiede degli accorgimenti particolari se effettuato in epoca neonatale.

La regola delle 9 “H”, che deriva dal mondo anglosassone, permette di valutare varie caratteristiche peculiari dell’anestesia generale effettuata in epoca neonatale cioè entro un anno di vita. L’anestesia generale si compone di ipnosi, analgesia e curarizzazione. Queste caratteristiche sono frutto di un attento monitoraggio e somministrazione farmacologica. Per i neonati l’equilibrio da raggiungere è ancora più difficile da mantenere,

L’ambito della rianimazione neonatale interessa medici, infermieri, infermieri pediatrici, fisioterapisti, logopedisti. Tutte le figure che ruotano attorno al neonato sono spinte dal comune interesse di mantenerlo in vita e dargli una prognosi più favorevole possibile.

Effettuare un’anestesia, ovvero l’induzione di uno stato di coma farmacologico, è sempre un momento delicato. In particolare per i piccoli pazienti, che all’inizio della loro vita si caratterizzano per essere i pazienti pediatrici tra i più fragili, la lotta tra la vita e la morte. Si rende necessario indurre uno stato di coma per poter effettuare interventi chirurgici o altre necessità cliniche. Il coma indotto viene poi mantenuto tramite altri farmaci (ipnoinducenti), mentre l’analgesia e la curarizzazione sono generati da particolari categorie di farmaci (antidolorifici e curari).

La regola delle 9 “H” deriva da un metodo mnemonico anglosassone di ricordarsi alcuni accorgimenti particolari. La gestione del rischio clinico in ambito pediatrico è ancora più difficile nei neonati/bambini per caratteristiche peculiari. Le 9 “H” derivano dai seguenti acronimi:

  1. Hypothermia, prevenire la dispersione di calore che nel neonato è maggiore che nell’adulto;
  2. Hypoglycemia, prevenire l’ipoglicemia attraverso infusioni continue di soluzioni glucidiche;
  3. Hyponatremia, prevenire l’iponatremia attraverso infusioni iposodiche;
  4. Hypocalcemia, evitare la riduzione del calcio a livello ematico calcolando per ogni ml di eritrociti 3 mg di calcio gluconato;
  5. Hemoglobin, controllare il livello degli eritrociti. Le emazie vanno trasfuse ad una velocità massima di 1,5 ml/kg/min. Va effettuata una trasfusione ogni qualvolta la pressione subisca una riduzione del 15%, tenendo conto che per 4 ml/Kg di eritrociti per ottenere l’aumento di 1 gr di Hb;
  6. Hypovolemia, il volume ematico non è di facile monitoraggio nel neonato; si consiglia di infondere boli di soluzioni cristalloidi 10 ml/kg ogni 20 minuti;
  7. Hypotension, il calo pressorio è da prevenire attraverso i dovuti controlli;
  8. Pulmonary Hypertension, evitare acidosi, ipercapnia, ipotermia, ipossiemia;
  9. Hypoxemia, valutare l’alto consumo di ossigeno circa 6-8 ml/kg/min e prevenire le apnee

Dott.ssa Giulia De Francesco

Infermiera, classe 1994. Vive a Imola e lavora presso l’Istituto di Montecatone - Ospedale di Riabilitazione; ha prestato la sua opera in passato nell'AUSL Romagna. Laurea in infermieristica con Lode presso l'Università di Bologna, I sessione (ottobre 2016). Master in funzioni di coordinamento con Lode presso l'Università di Modena e Reggio Emilia, I sessione (novembre 2018). Una pubblicazione scientifica sulla rivista italiana ANIPIO "Sperimentazione di una check-list per implementare un Bundle per la prevenzione delle batteriemie correlate a Catetere Venoso Centrale" (ottobre 2017). Ama leggere e camminare, non datele un microfono perché improvvisa un karaoke ovunque.

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