Kangaroo Mother Care: contatto terapeutico tra madre e bebè!

contatto madre figlio al centro del KMC
contatto madre figlio al centro del KMC

Il Kangaroo Mother Care: un modo di concepire il contatto tra madre e bebè molto diverso da altri modelli e sempre più usato in neonatologia: ecco perchè!

Il primo contatto che una madre, in natura, ha con il suo bambino è quando se lo porta al seno appena uscito dal canale vaginale. Questo atto istintivo di portarselo al cuore è innato. Il neonato in quell’attimo assapora per la prima volta il profumo della madre e con questo senso comunica. É un messaggio ancestrale. L’olfatto è il senso del ricordo, dell’infanzia, della vita. Questa prima comunicazione extra-uterina scatena una risposta ormonale e immunitaria.

Il fenomeno è stato studiato per molto tempo e sono tutti d’accordo che il contatto pelle a pelle sia protettivo nella prematurità. Così è stata creata l’idea della Marsupio Terapia o Kangaroo Mother Care (KMC).

Nelle terapie intensive neonatali, in condizioni anche estreme si da ai genitori o a volontari la possibilità di mettere a stretto contatto il prematuro o il neonato critico. Nell’apparente immobilità di un gesto eccezionale si scatenano messaggi continui e continui feedback positivi che facilitano il raggiungimento degli obbiettivi clinici impostati per la dimissione.

La KMC non porta beneficio solo al neonato ma anche all’adulto che si presta.

Il rilascio di endorfine e il contatto diretto creano intimità e ottimismo che servono per ricaricare le energie mentali messe a dura prova dall’ospedalizzazione. Il percorso continuerà anche a casa dato l’affiatamento che si instaura. La marsupio terapia, in ogni caso permette, oltre a una diversa armonia tra madre e figlio, anche una maggior probabilità di avere un esclusivo allattamento al seno.

In ospedale le condizioni che permettono di sconsigliare tale pratica sono poche, tuttavia, in questi rari casi ci viene in aiuto la tecnologia.

BabyBe: questo è il nome del cuscino attraverso il quale è possibile la simulazione del contatto. Il sistema permette la registrazione dei movimenti respiratori e cardiaci della madre che, via wireless, vengono inviati al materassino sul quale è adagiato il neonato. Il cuore di questa tecnologia è un particolare softgel, della famiglia dei poliuretani, prodotto dall’azienda vicentina Technogel ed approvato dalla FDA. Vicentino è anche il primo ospedale italiano, il S. Bortolo, terzo al mondo dopo quelli Santiago del Cile e Eindhoven in Olanda, ad aver utilizzato il dispositivo nel reparto di Patologia Neonatale.

Il materassino a tartaruga trasmette poi al neonato tutte le informazioni ricevute dalla madre. Il dispositivo è stato clinicamente validato per quanto riguarda la riduzione dello stress del prematuro che può accedere all’innovativo metodo di cura anche prima delle 32 settimane e del raggiungimento dei 1500 g.

La tecnologia quando viene in aiuto di un metodo naturale di cura diventa progresso. 

Sitografia

http://www.mami.org/Docs/raccomandazioni/ACTA1_02_KANGAROO.pdf

https://biomedicalcue.it/babybe-battiti-respiro-madre-figlio/10323/ 

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