Infermiere Aeronautica Militare: ecco la storia di Angelo da Rimini

Parla Angelo S., Infermiere Aeronautica Militare: 'rifarei questa professione altre 1000 volte!'

Il nostro protagonista ci racconta la sua storia con le lacrime agli occhi.

Quando un uomo nasce Infermiere resta Infermiere per sempre, anche se nel frattempo ha deciso di cambiare totalmente lavoro. E’ il caso di Angelo S., sulla soglia dei 77 anni, ex-Infermiere dell’Aeronautica Militare, assicuratore nella ridente Rimini.

Lo avevamo incontrato assieme all’amico Vittorio Del Verme, anche lui ex-militare dell’Areonautica. La sua storia fu da noi riportata in un altro quotidiano sanitario. Oggi siamo in grado di riproporvela aggiornata e rivisitata.

Angelo ha 76 anni, da oltre 30 anni ha abbandonato il Corpo Sanitario Aeronautico (di cui faceva parte marginalmente) e non fa più l’Infermiere. Ci ha raccontato come è riuscito tanti anni fa a diventare un sanitario nell’Areonautica e la sua storia è veramente intrisa di amore per una professione che “rifarei volentieri altre 1000 volte, perché mi ha dato tante soddisfazioni umane e professionali”. Il nostro ha abbandonato la carriera militare ormai un trentennio fa per dedicarsi all’assistenza in ambito privato e successivamente all’attività assicurativa; oggi è uno dei professionisti del settore più apprezzati in Romagna. E’ originario della Puglia e per anni si è occupato di assistere e curare piloti civili e di militari.

Nell’Aeronautica militare c’è stato solo poco più di tre lustri (circa 17 anni) e si è pensionato anticipatamente come Sottufficiale Maresciallo. Nella sua vita non ha mai smesso per un attimo di occuparsi di chi sta male o di chi gli chiede consigli su salute e benessere psico-fisico.

Iscritto regolarmente all’Albo nazionale degli Infermieri: un uomo onesto fino in fondo

La sua attività infermieristica e l’essere continuamente a contatto con parti terze lo ha sempre agevolato nell’attività assicurativa dove i rapporti umani e l’onestà intellettuale spesso fanno più dei contratti.

Angelo era uno degli Infermieri militari che fin dall’inizio ha deciso di iscriversi all’Albo degli Infermieri civili e quindi di aderire a quella che fino al 2017 si chiamava Federazione Nazionale dei Collegi Ipasvi (attuale FNOPI).

La sua attività militare nell’Aeronautica inizia sul Mar Piccolo a Taranto, nella sua amata Puglia. Era il 1955, infatti, quando si arruolò presso la SVAM (all’epoca SVTAM), ovvero la Scuola militare dell’Aeronautica sul Mar Piccolo. Qui, dopo 9 mesi, diventò finalmente Infermiere ed entrò di fatto nel suddetto Corpo sanitario (anche se ostacolato dalla parte Medica, che non ha mai digerito e non digerisce la presenza degli Infermieri). Nel settembre 1956 si trasferì in Emilia Romagna e precisamente in quella che poi è diventata la sua città adottiva: Rimini. Qui iniziò a lavorare presso la sede locale dell’Aeronautica Militare, dove conobbe l’amico fraterno Vittorio.

“A dire il vero ad oggi l’infermiere militare non è parte del Corpo Sanitario Militare, questo per chiaro volere dei medici militari. Non ha l’obbligo di iscrizione all’Ordine Professionale, nonostante la normativa nazionale lo imponga. Inoltre subisce una disparità di trattamento rispetto la medico militare, poiché non può esercitare la professione in ambito extra militare. Infatti da alcuni anni, prima l’IPASVI e oggi FNOPI, cercano di sanare questa situazione, purtroppo con esito negativo” – ci spiega un collega di Angelo.

“Iniziai ad occuparmi non solo dei militari, ma anche dei civili – ci spiega il nostro interlocutore – nello specifico prestavo la mia opera nell’Infermeria Piloti. Eravamo in due, assieme ad altri Istruttori Medici. Prestavamo assistenza, sopratutto dal punto di vista burocratico a circa 100 colleghi dell’A.M. e 500 piloti civili. Dal punto di vista sanitario facevamo poco, era un lavoro soprattutto legato alle cosiddette scartoffie”.

L’intervista

Come era organizzato il lavoro presso l’Infermiera Piloti di Rimini?

L’attività si divideva in due parti: una prettamente burocratica, l’altra più sanitaria. Nel primo caso compilavamo le cartelle cliniche dei piloti, dove registravamo i Parametri Vitali, i referti dopo eventuali visite diagnostiche anche di natura strumentale, la somministrazione di terapia orale, intramuscolo, endovenosa o per altre vie di somministrazione.

Qual era in concreto il vostro impegno lavorativo?

Di fatto eravamo impegnati dal lunedì al venerdì. Restavamo a casa il sabato e la domenica, se non in casi eccezionali durante esercitazioni o eventi particolari, emergenze o reperibilità coattive. Entravamo in Infermeria Piloti alle ore 8.00 del mattino e ne uscivamo alle ore 16.00, con la dovuta pausa pranzo.

Come è stato indossare per la prima volta una divisa da Infermiere dell’Areonautica Militare?

E’ stata una bella soddisfazione. A scuola a Taranto ci hanno fatto studiare di tutto: i farmaci, l’igiene, la medicazione delle ferite semplici e difficili, le linee guida, i protocolli, le procedure e le istruzioni operativa in ambito militare e anche in quello civile. 

Quanto guadagnavi?

Non tanto, anzi si faceva la fame. Prendevo circa 6 mila lire, potevo togliermi qualche sfizio, ma non andare oltre.

Come era organizzata l’Infermeria Piloti a Rimini?

Non avevamo la possibilità di ricoveri lunghi, solo un paio di lettini. Ci dovevamo rivolgere per questo alle strutture sanitarie civili dell’hinterland. L’Infermeria era diretta da un Medico con il grado di Tenente Colonnello. 

Com’erano i rapporti con i Medici militari?

Devo dire che il rapporto era speciale. C’era una stretta collaborazione tra di noi e soprattutto il rispetto dei rispettivi ruoli. Mi davano piena autonomia. Grazie a loro sono cresciuto tantissimo dal punto di vista professionale.

Il profondo mutamento del Servizio Sanitario dell’Areonautica Militare

Dal 1955 ad oggi il Corpo Sanitario Aeronautico è profondamente mutato. Oggi ci lavorano Medici, Infermieri e Professionisti Sanitari che hanno una marcia e una preparazione in più rispetto al passato. Sono capaci di affrontare vari ambiti assistenziali, nelle “areas” di guerra e in tutti gli ambiti civili (in Italia e all’estero).

Le Infermerie dell’Aeronautica in Italia

I sottufficiali infermieri, dopo essersi laureati in Infermieristica presso l’Università “La Sapienza” di Roma, ottengono la qualifica presso la Scuola marescialli dell’Aeronautica Militare di Viterbo come Operatore Sanitario Specializzato. Chi frequenta i corsi normali della Scuola ottiene esclusivamente il titolo di maresciallo di 3a classe.

L’iter formativo dei corsi per allievi marescialli – si legge nell’apposito portale dell’Aeronautica Militare – in linea con l’esigenza individuata dal Libro Bianco della Difesa 2015 di superiore qualità formativa ed addestrativa si articola su tre anni di studi al termine dei quali i frequentatori conseguono la laurea di primo livello in “scienze politiche e relazioni internazionali” in virtù di apposita convenzione stipulata con l’Università degli studi della Tuscia di Viterbo o quella in “infermieristica” ed in “tecniche di laboratorio biomedico” presso la sede distaccata di Viterbo dell’Università “La Sapienza”.

Il Corpo Sanitario Aeronautico è formato attualmente da 6 Infermerie principali, che hanno essenzialmente l’obiettivo di offrire assistenza per consulenze poli-specialistiche e terapeutiche. E ciò sia per gli utenti militari, sia per quelli civili.

Le 6 Infermerie principali dell’Aeronautica Militare

A livello nazionale ci sono 6 Infermerie Principali che fanno riferimento all’Areonautica Militare. Si tratta di:

  1. Infermeria Principale di Milano, dipendente dall’Istituto di Medicina Legale “Angelo Mosso” di Milano;
  2. Infermeria Principale di Roma, dipendente dall’Istituto di Medicina Legale “Aldo di Loreto” di Roma;
  3. Infermeria Polifunzionale di Pozzuoli (Accademia Aeronautica);
  4. Dipartimento di Medicina Legale di Bari, struttura inter-forze gestita dall’Aeronautica;
  5. Infermeria Principale di Aeroporto di Verona-Villafranca (predisposizione delle attrezzature campali Role 1 per le operazioni all’estero);
  6. Infermeria Principale di Pratica di Mare (trasporto pazienti altamente infettivi, evacuazione aeromedica e organizzazione Aeromedical Staging Unit per il Gruppo di Protezione Sanitaria).

Ovviamente alle Infermerie Principali vanno aggiunte quelle Secondarie ubicate nelle strutture militari sparse ovunque lungo il perimetro italiano, come quella in cui lavorava il nostro amico appulo-riminese.

Ringraziamo Angelo per il suo contributo e Vittorio per le informazione forniteci sull’Aeronautica Militare.

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