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Infermieri in Svizzera, parla Alessandra Mafrica: “la mia vita è cambiata in meglio!”

Infermieri in Svizzera, parla Alessandra Mafrica: “la mia vita è cambiata in meglio!”
Infermieri in Svizzera, parla Alessandra Mafrica: "la mia vita è cambiata in meglio!"

Una testimonianza di vita e di professione

Lavorare come Infermieri all’estero è il sogno di tanti. Ad Alessandra Mafrica, collaboratrice di AssoCareNews.it, è cambiata la vita da quando ha accettato di “emigrare” in Svizzera ed iniziare l’attività professionale in terra straniera. E’ stata dapprima in Germania, poi ha svelto di cambiare nazione. Ecco la sua testimonianza, che certamente farà riflettere molti colleghi.

La Svizzera, la mia America!

Nel 2017 ho deciso che il mio futuro lavorativo da Infermiera non doveva realizzarsi in Italia. Non ero soddisfatta di quello che il mondo della mia professione fin dal 2013 mi aveva offerto, nella mia esperienza, frustrazione, scarsa possibilità di evolvermi, contratti a tempo determinato, insicurezza, scarso riconoscimento. Avevo perso il mio entusiasmo ed ogni giorno diventava sempre più pesante. Dopo il regime di dipendenza, ho tentato il regime libero-professionale, che mi dava sì più autonomia, ma non quella serenità che stavo cercando. Ho deciso così di puntare sulla vicina Svizzera. Amante delle sfide però, non ho scelto né la Svizzera italiana, né quella francese, nonostante padroneggiassi già le lingue ufficiali, ma spinta dal desiderio di sempre di imparare il tedesco, ho puntato il mio obiettivo sulle regioni germanofone.

Prima tappa: Berlino

Naturalmente non conoscevo la lingua, per imparare la quale sono atterrata il 2 Luglio 2017 a Berlino, dove ho vissuto per 7 mesi per raggiungere il livello di lingua richiesto per accedere nelle strutture sanitarie (B2). Inutile dire che quella di Berlino è stata un’esperienza unica. Era la prima volta che vivevo all’estero e non è stato facile inizialmente adattarsi ad una città enorme nella quale anche la comunicazione poteva essere un ostacolo. Ho seguito un corso intensivo presso la scuola di lingua GLS di Kastanienallee, che tutt’ora consiglierei per la competenza dei suoi insegnanti. Ho vissuto la città come meglio credevo di poter fare: con la macchina fotografica tra le mani. Alloggiavo assieme assieme ad un pittore che mi ha messo ha disposizione una stanza della sua abitazione, la cucina e i servizi erano in condivisione. Ho potuto sin dall’inizio vedere i miei progressi nella lingua tedesca nella misura in cui non avevo più paura di incappare in qualche dialogo serale con lui! Non è stato facile abituarsi a privarsi di parte della propria privacy, ma è stata un’esperienza che mi ha senza dubbio aiutato a migliorare la mia capacità di adattamento e flessibilità.

Finalmente la Svizzera

Una volta arrivata in Svizzera ho dovuto ricominciare tutto da capo. La Svizzera è un paese molto diverso dal nostro, con delle richieste molto alte. È un paese che però può dare molto. Da Agosto 2018 lavoro presso la Rehaklinik Bellikon nel Cantone Aargau nel reparto di terapia riabilitativa intensiva neurologica. A questo reparto accedono pazienti con diagnosi di ischemie ed emorragie cerebrali, anche di natura traumatica, che una volta stabilizzati clinicamente vengono trasferiti da noi per iniziare molto precocemente la riabilitazione neurologica. Sono molto soddisfatta. L’inizio è stato difficile, non solo dovevo abituarmi ad una nuova modalità di lavoro, ma dovevo farlo in una lingua che non era la mia. Con il tempo mi sono abituata, ora il tedesco non è un ostacolo, dopo circa tre mesi ho iniziato a comprendere anche il dialetto svizzero. I ritmi di lavoro sono serrati, ma vengono durante il turno programmate delle pause, nelle quali possiamo allontanarci dal reparto per distrarci e recuperare le energie. Nel reparto siamo tutti giovani e disposti ad essere l’uno il sostegno dell’altro (naturalmente non sempre è tutto rose e fiori, ma è normale quando molte persone lavorano assieme). Da subito mi sono sentita riconosciuta come professionista e come possibile portatrice di cambiamenti all’interno del team. Il mio parere è richiesto ed ascoltato.

Questo anno l’ho iniziato pianificando con la mia coordinatrice infermieristica degli obiettivi di crescita professionale che dovranno essere raggiunti durante l’anno 2019. Mi occuperò non solo di affinare quelle che oggi chiamiamo Soft Skills, ma diventerò referente per il mio reparto, assieme ad altri colleghi, per la documentazione infermieristica e per l’implementazione dell’utilizzo delle diagnosi infermieristiche.

Anche dal punto di vista economico posso sentirmi soddisfatta. La vita è piuttosto cara, ma se non si hanno almeno all’inizio troppe pretese si può vivere piuttosto bene e mi è comunque stato possibile ogni mese mettere qualche soldo da parte o comunque permettermi qualche giornata di relax.

Non ho intenzione di descrivere un paradiso di perfezione perché questo non è, difficoltà ce ne sono e sicuramente ce ne saranno sempre. Mi trovo comunque a risolvere qualche problema anche imprevisto. Voglio solamente rappresentare un paese che può offrire moltissime possibilità, ma che comunque non regala niente. Occorre molto impegno, perseveranza, pazienza, volontà e capacità di adattamento. Tutte caratteristiche che però possono portare lontano ed in alto professionalmente e che costituiscono sicuramente la base anche per una crescita personale.

Nuovi orizzonti professionali

Per chi come me cerca continuamente di evolversi la Svizzera può essere una buona opportunità. Ora sono stata contattata per collaborare nella ricerca e selezione di personale sanitario diventando così referente per l’Italia. La trovo una bellissima possibilità per supportare chi come me ha deciso di spostarsi per lavoro, utilizzando la mia esperienza ed i miei contatti.

Alessandra Mafrica, Infermiera in Svizzera e collaboratrice di AssoCareNews.it

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