Infermieri e pettorine rosse: non disturbateci durante la terapia!

Infermieri e pettorine rosse: non disturbateci durante la terapia!
Infermieri e pettorine rosse: non disturbateci durante la terapia!

Funzionano veramente?

Scrissi questo servizio alcuni anni fa quando mi occupavo della direzione di un’altra testata. Oggi è quantomai attuale in quanto non è cambiato praticamente nulla da allora, gli Infermieri continuano ad essere disturbati durante tutte le fasi della somministrazione della terapia farmacologia. Lo fanno i parenti, i colleghi e gli stessi pazienti. E ciò nonostante le ormai famose “pettorine rosse“. E voi le avete mai usate?

Tra le prime Aziende Sanitarie a sperimentare ufficialmente l’utilizzo di “pettorine rosse” con su scritto “Somministrazione Farmaci – Per favore non disturbare” fu l’Ospedale “Galliera” di Genova, uno dei più antichi nosocomi d’Italia e che si fregia di avere al suo interno una particolare autonomia manageriale dal punto di vista Infermieristico.

Ho sperimentato e indossato di persona una “pettorina” quando lavoravo presso l’Unità Operativa di Neurologia nell’ospedale genovese, posto su un terrazzamento con vista panoramica sul mare.

L’idea era ed è quella di non disturbare l’Infermiere durante la preparazione e la somministrazione dei farmaci in modo da ridurre al minimo il rischio di erroeri in quello che è uno degli atti più importante dell’assistenza sanitaria.

Le pettorine del Galliera di Genova

La pensavano e la pensano così al Galliera dove qualche tempo fa sono comparse le “Pettorine Rosse”. Gli Infermieri, dapprima in reparti-pilota, poi in tutto il resto della struttura ospedaliera, sono stati dotati di una casacca di colore rosso vivo con su impressa a chiare lettere la dicitura “Somministrazione farmaci – Per favore non disturbare”. 

Anche in altre aree assistenziali italiane si è fatta la stessa cosa, con risultati altalenanti dovuti alla non aderenza all’iniziativa da parte degli Infermieri o al non rispetto della regola proposta da parte dei familiari e degli stessi assistiti. Il peggior avversario del progetto, a Genova come in altre zone dello Stivale, erano e sono proprio i Professionisti Sanitari, che quasi in massa si rifiutavano e si rifiutano di indossare quella che in tatti definiscono una “ridicola mascherata”. Mascherata che tale non è se si pensa a quanto sia importante questa area dell’assistenza e il non sbagliare la terapia.

“Nelle attività che richiedono concentrazione, le distrazioni e le interruzioni possono generare incidenti – si leggeva in una vecchia locandina affissa ovunque nei corridoi del Galliera – per ridurre questo rischio l’Ospedale ha adottato questa pettorina che verrà indossata dall’infermiere/a quando somministra la terapia farmacologica”.

Dicevo tempo fa che la casacca è uno strumento per prevenire gli errori durante la delicata attività della somministrazione dei farmaci e rappresenta una nuova modalità che permette all’infermiere/a di dedicatasi completamente alla sua attività e ad ogni singolo paziente. Per questo dal Galliera ricordavano che “non va vissuta come una barriera tra paziente/familiare e operatore sanitario”.

E non è tutto, va ricordato che durante la somministrazione della terapia tutto il resto del personale è a disposizione per rispondere alle richieste di pazienti e parenti, mentre in caso di emergenze anche chi in quel momento indossa la pettorina rossa deve staccarsi dalle sue attività ed intervenire con immediatezza.

Sono solo gli Assistiti e i loro parenti o care-viver a disturbare durante la somministrazione della terapia?

Purtroppo no. I maggiori “disturbatori” restano i colleghi Infermieri, i Coordinatori Infermieristici e il personale tecnico e sanitario del reparto. A ciò va aggiunto l’utilizzo di smart-phone durante le fasi lavorativi. Da un recente studio, infatti, risulta che circa il 60% delle “distrazioni” è originato dall’utilizzo improprio del cellulare durante la preparazione/somministrazione o alle richieste dei colleghi.

Se al Galliera le “pettorine rosse” abbiano funzionato o funzionano bene è tutto da dimostrare, in altre realtà d’Italia le sperimentazioni non hanno portato finora a nulla di positivo, fatta eccezione per alcune “zone franche”, dove si punta molto sulla qualità rapportata alla giusta quantità del lavoro.

Se avete notizie di altre “pettorine” o di iniziative simili contattateci a redazione@assocarenews.it 

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