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Dirigenza Infermieristica: l’OPI di Catanzaro chiede attuazione L. 251/2000

Dirigenza Infermieristica: l’OPI di Catanzaro chiede attuazione L. 251/2000
Dirigenza Infermieristica: l'OPI di Catanzaro chiede attuazione L. 251/2000.

L’Ordine degli Infermieri di Catanzaro scrive ai direttori generali delle aziende sanitarie e ospedaliere della Provincia e chiede espressamente che venga attuala la Legge 251/2000, conosciuta anche come Legge sulla Dirigenza Infermieristica. Lo fa con una lettera aperta e con una diffida formale che precederà in caso di inadempimento la denuncia formale alle autorità giudiziarie competenti.

“Si chiede ai Direttori Generali delle Aziende, a compiere, in tempi ristretti  tutte le procedure per la predisposizione degli atti consequenziali per l’indizione dei concorsi pubblici, onde evitare inadempimenti di sorta. In mancanza di riscontro positivo, quest’ Ordine Professionale si riserva di adire le vie giurisdizionali al fine di tutelare la dignità professionale della Categoria Infermieristica”. Il riferimento è alla previsione della legge 251/2000″ – si legge nel documento dell’OPI di Catanzaro.

“La legge – è scritto nella lettera inviata ai DG e per conoscenza al presidente della Regione, al commissario ad acta e al dirigente generale Dipartimento della Salute Tutela e Politiche Sanitarie – definisce con chiarezza il quadro normativo, dettando precise indicazioni per l’istituzione dei Servizi di ciascuna delle aree previste. L’attuazione di questa legge nella Regione Calabria, è stata largamente disattesa da tutti i direttori generali che nel tempo si sono alternati alla guida delle aziende sanitarie e ospedaliere”.

E non è tutto: “Dobbiamo riconoscere al Commissario del Piano di rientro Ing. Massimo Scura di essersi fatto carico in quest’ultimo anno dell’emanazione di  Direttive e Decreti che faciliteranno la creazione,  in tutte le Aziende Sanitarie ed Ospedaliere della nostra Regione,  dei servizi delle Professioni Sanitarie con Responsabilità Dirigenziale, al tal fine è utile ricordare alle SS.LL. che  con nota Prot. n. 210754 del 15 giugno u.s., il Commissario ad acta, precisa che: ‘ogni azienda deve istituire la figura Dirigenziale delle Professioni Sanitarie, a seguito degli atti di indirizzo di cui al D.C.A. 130/2015, art. 45’. Nel particolare la nota riporta un chiaro ammonimento alle Aziende che  non hanno inserito nel proprio modello organizzativo (Atto Aziendale) il Dirigente delle Professioni Sanitarie. Inoltre, e di ieri l’emanazione del DCA 154/2018 relativo al piano delle Assunzioni nelle Aziende del SSR della Calabria, dove sono state autorizzate l’assunzione, quindi i concorsi, per  Dirigenti delle Professioni Sanitarie in tutte l’AA.SS.PP. e AA.OO”.
 
Ed è per questo che l’OPI ha scritto ai direttori generali, anche sollecitando il Servizio delle Professioni Sanitarie (SPS) a seguire le previsioni per il sistema degli incarichi previste da: contratto nazionale dirigenza STPA; legge n. 251 del 10 agosto 2000; DM 2 aprile 2001 “Determinazione delle classi della laurea specialistica universitaria delle professioni sanitarie” pubblicata nella G.U. n. 128 del 5 giugno 2001; legge 43/2006 “disposizioni in materia di professioni sanitarie infermieristiche e tecniche”; Dpcm 25 gennaio 2008 “Recepimento accordo, Stato – Regioni sulla disciplina per l’accesso alla qualifica unica di Dirigente delle professioni sanitarie infermieristiche”.
 
L’OPI sottolinea nella lettera l’importanza di migliorare  l’assistenza e la qualificazione delle risorse (umane, economiche e tecnologiche) nelle aziende sanitarie e ospedaliere e sollecita per raggiungere questi obiettivi “la collaborazione e l’integrazione di tutte le forze presenti, ciascuna con pari dignità ed ambiti propri d’autonomia. Oggi le scelte di politica sanitaria – afferma – portano la necessità ad una rivalutazione dei servizi territoriali, e non solo per motivi economici”.
 
E annuncia anche l’organizzazione per il mese di settembre di un evento accreditato AGENAS  dove si discuterà dell’esigenza di affermare la necessità di integrare le strutture sanitarie con l’istituzione dei servizi descritti “la cui dirigenza, nello spirito della normativa vigente ne rafforza l’autonomia e la responsabilità sia a livello clinico-assistenziale che in ambito gestionale, organizzativo e formativo”.
 

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