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martedì, Agosto 9, 2022
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Infermieri del 118: no agli straordinari. Manca personale e la regione Toscana continua a non assumere.

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Il Servizio 118 della Toscana rischia di finire in tilt per lo stop minacciato dagli Infermieri. Maggiori difficoltà potrebbero registrarsi nell’Area Vasta Centro.

Gli Infermieri che lavorano nel Servizio 118 della Toscana sono sul piede di guerra e minacciano di stoppare gli straordinari se la Regione non assumerà personale per l’estate. Le assenze per Covid, le ferie estive, i permessi hanno ridotto al lumicino il personale infermieristico nell’Area Vasta Centro (che insiste sui territori di Firenze, Prato, Pistoia ed Empoli) e quello in servizio è costretto a fare turni massacranti.

Cgil, Cisl, Uil, Nursind e Cobas: basta straordinari, si assumano Infermieri.

Ecco perché quasi tutte le sigle sindacali hanno annunciato il “fermo” degli straordinari. In prima linea sono scesi Cgil, Cisl, Uil, Nursind e Cobas, ma presto potrebbero aggiungersi a loro altre organizzazioni. E’ quanto emerso nel corso di una apposita conferenza stampa: lo stress accumulato durante quasi tre anni di Pandemia Covid; l’assenza cronica di personale (nonostante graduatorie in vigore, da cui non si assume), le ferie non godute, l’assenza di colleghi infetti dal coronavirus rischiano di mandare in tilt l’intero sistema dell’emergenza-urgenza.

I Medici dell’Emergenza sono pochi, ma la Regione non ha voluto puntare sugli Infermieri.

“Sono anni che sappiamo che i medici di emergenza urgenza sono pochi, sono anni che sappiamo che il sistema si sarebbe dovuto reggere sempre di più sugli infermieri, eppure non si è fatto nulla — dicono i sindacati — Così noi ci dobbiamo caricare sulle spalle turni di straordinari, oltre alle docenze di formazione dei nuovi infermieri e alle attività extra come quella del Firenze Rocks. Ci sono colleghi che ancora devono smaltire le ferie del 2019, alcuni addirittura del 2018. Non è più sostenibile” – spiegano in una nota i sindacati.

Mancano dai 40 ai 60 Infermieri nel Servizio 118.

Ad oggi, secondo i sindacati, mancano all’appello 40 unità infermieristiche, da aggiungere ai 260 già in essere (tra ruolo e determinato). Con la riforma ideata dall’assessore regionale alla Salute, Simone Bezzini, è prevista nel 118 la presenza di sempre meno medici e sempre più infermieri. In tal caso il fabbisogno salirebbe da +40 a +60 unità.

L’Asl Centro, nel frattempo, ha cercato di ricorrere ai ripari annunciando l’assunzione di 24 Infermieri. Ma come dicevamo ne servono almeno il doppio.

Gli Infermieri: no all’arrivo di colleghi non formati nell’emergenza-urgenza.

“Non sono nuove assunzioni, ma trasferimenti da altri reparti che a loro volta rimarrebbero sguarniti. E delle due l’una: o ci mandano infermieri dai pronto soccorso e dalle terapie intensive, quindi già preparati, ma prendendoli da reparti già in sofferenza di personale, o al contrario devono essere formati. Gli infermieri chiedono inoltre garanzie sulla formazione e un riconoscimento dello status professionale, visto che lavoriamo quasi sempre senza medici accanto, e con la riforma succederà ancora di più, e quindi abbiamo responsabilità enormi” – chiosano i sindacati.

L’ASL minaccia la precettazione.

Anche l’ASL non ha atteso risposte: “l’azienda si trova costretta, qualora la posizione dovesse rimanere nei termini dichiarati, a procedere con ogni strumento giuridicamente adeguato a garantire la continuità dei servizi e la sicurezza dei cittadini, non escludendo il ricorso alla precettazione”.

I sindacati fanno la voce grossa: come si fa a precettare chi non sciopera ma rifiuta gli straordinari?

Così, Cgil, Cisl, Uil, Nursind e Cobas fanno parlano di paradosso: “per senso di responsabilità abbiamo indetto la sospensione degli straordinari a partire dall’11 luglio, per dare il tempo all’Asl, e ancor più alla Regione, di darci finalmente una risposta seria. Però la precettazione sarebbe uno strumento molto singolare, visto che non sciopereremmo, faremmo regolarmente i nostri turni di lavoro, come da contratto, smettendo solo di fare il di più. Possono davvero costringerci a farlo? Sarebbe un precedente preoccupante. Specie nella ‘democratica’ Toscana”.

Comitato di Redazione
Servizio Redazionale.
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