Pubblicità

L’Ordine degli Infermieri di Bari e l’Ordine degli Infermieri della BAT bacchettano la Regione Puglia per la non attivazione delle Unità di Soccorso Continuativo Assistenziale (USCA) anti Covid. Sul caso interviene anche il consigliere regionale Mario Conca.

Non c’è pace in Puglia per le USCA. Polemiche tra gli Ordini delle Professioni Infermieristiche di Bari e di Barletta, Andria e Trani per la non attivazione da parte della Regione e del governatore Michele Emiliano delle Unità di Soccorso Continuativo Assistenziale anti Covid.

I Pazienti a casa, colpiti dal Coronavirus, hanno bisogno di assistenza continuativa, soprattutto di quella Infermieristica, ma pare che la Regione Puglia non sia d’accordo e ha deciso di rinviare all’infinito l’attivazione delle USCA. Ufficialmente perché l’Ente non ha trovato un accordo con i Medici di Medicina Generale, che a loro volta pretendono procedure che li mettano in sicurezza al fine di prestare assistenza senza ammalarsi.

L’intervento di Andreula e Papagni.

Sono intervenuti nei giorni scorsi Saverio Andreula, presidente dell’OPI di Bari, e Giuseppe Papagni, presidente dell’OPI BAT, che hanno chiesto un urgente intervento di Emiliano e di Vito Montanaro, direttore del Dipartimento regionale Promozione della salute.

Saverio Andreula, presidente OPI Bari.
Saverio Andreula, presidente OPI Bari.
Giuseppe Papagni, presidente Ordine Infermieri BAT.
Giuseppe Papagni, presidente OPI BAT.

La presa di posizione di Mario Conca.

Polemiche anche da parte del consigliere regionale del M5S Mario Conca, che chiede lumi sulla non attivazione di questo servizio fondamentale, che doveva partire già da settimane.

Qui in basso la nota stampa degli OPI di Bari e BAT.

L’intervento di Mario Conca, consigliere regionale pugliese del Movimento 5 Stelle.

Mario Conca, consigliere regionale pugliese M5S.
Mario Conca, consigliere regionale pugliese M5S.

Le U.S.C.A. sono un flop in Puglia. Il D.P.C.M. le ha previste il 9 marzo, le regioni si dovevano adeguare entro il 20 marzo, ad un mese e mezzo dal provvedimento la Puglia è ancora ferma. A riferirlo Mario Conca, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle.

Le task-force di medici per la gestione domiciliare dei pazienti Covid-19, una ogni 50.000 abitanti, dovevano essere istituite dalle regioni e diventare subito operative allo scopo di rafforzare la medicina territoriale e di curare gli ammalati a casa evitando che le loro condizioni si aggravassero.

In Veneto e in Emilia-Romagna le U.S.C.A. sono partite subito, i team di medici sono andati presso il domicilio dei pazienti Covid-19 per fornire cure e assistenza.

In tutta la Puglia, alla data del 24 aprile, sarebbero dovute partire 80 U.S.C.A., secondo quanto annunciato dal presidente Emiliano, ma ciò non è accaduto: non ci sono dottori disponibili.

Le adesioni all’avviso sono state pochissime e addirittura in alcuni distretti nessun medico avrebbe partecipato, nonostante la paga oraria di 40 euro l’ora.

Ogni U.S.C.A avrebbe dovuto essere composta da cinque medici, che si sarebbero alternati in due turni giornalieri, per fare almeno 8 visite domiciliari al giorno.