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lunedì, Febbraio 6, 2023
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Infermiera: “sulla bocciatura del bilancio OPI Firenze-Pistoia l’Ordine non può accusare i no-vax”.

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Ci scrive una Infermiera che vuole rimanere anonima: “sulla bocciatura del bilancio OPI Firenze-Pistoia l’Ordine non può accusare i no-vax”.

Egr. Direttore,

invio risposta al vostro articolo del 21 aprile: “Caos Assemblea Infermieri Firenze Pistoia, Infermiera: Accuse dell’Ordine assurde e offensive. Infermieri umiliati“.

Come la collega che mi ha preceduta, desidero rispondere anche io in relazione ai fatti relativi all’approvazione bilancio OPI Fi-PT ed a come sono stati narrati sui social in modo non veritiero da un ordine professionale che strumentalizza una narrativa dominante fritta e rifritta per suscitare impropriamente un clamore che dovrebbe invece esserci per ben altro! Ormai, anche se si rompe una sedia, la colpa è dei “novacs”; sta diventando un’attribuzione univoca ed insopportabile usata per denigrare chiunque si opponga all’essere “conformi totali al sistema” dei più! Che lo faccia un gruppo di professionisti è molto avvilente!

Anche io – come la collega – preferisco restare anonima visto il clima che si respira ormai da due anni a questa parte, cosa di cui c’è da andare ben poco fieri in un Paese “civile e democratico”.

Come la collega, anche io sono vaccinata con tre dosi (lo dichiaro per non essere subito etichettata come novacs), ma io sono contraria all’obbligo e dichiaro di averlo fatto solo per lavorare (e quindi per mero sostentamento, perché c’è anche chi, se non lavora, non mangia, ma forse i nostri “migliori” al governo e per cui l’Ordine prova tanta simpatia e devozione non lo sanno).

Detto questo e sperando di essere così uscita dalla retorica “tutta colpa dei novacs” e tornando al tema bilancio, ho ben notato che dal 2020 vi è stato un bel salto di qualità del suddetto Ordine Professionale, ma questo miglioramento ha riguardato l’Ordine stesso e non la situazione degli iscritti. Un sito web messo a nuovo, nuove assunzioni di personale amministrativo, incarichi vari, partecipazioni a convegni, una redazione per un giornale on-line dedicato, ricerca di nuove Sedi (immobili), alcuni sponsor ben visibili sul sito istituzionale (ad esempio un istituto privato che eroga lezioni di lingua inglese).

Altra cosa che mi ha dato molto fastidio (non ha a che fare con le spese tout court, ma non è assolutamente professionale) è il fatto che la home-page si apra con una bandiera dell’Ucraina come sfondo. Trovo che questo sia un messaggio che un infermiere mai dovrebbe esprimere, indipendentemente da come la si pensi ed indipendentemente da ciò che viene narrato dai media! Trovo sia in contrasto con quanto espresso negli artt. 3 e 28 del Codice Deontologico anche se apertamente non è stato scritto “siamo dalla parte di…” ma di certo mettere la bandiera di un determinato Paese, è di per sé una presa di posizione del tutto inappropriata (potevano mettere la bandiera della pace, ad esempio!).

Ci sarebbero anche tante cose da dire che hanno a che fare con la trascuratezza a cui siamo stati abbandonati (chi lavora e sta sul pezzo, non coloro che hanno incarichi apicali) e che è qualcosa che è nato molti anni fa, ma sarebbe un discorso troppo lungo.

Sarebbe un bene se il direttivo dell’Ordine non esprimesse slogan grotteschi (“i novacs che irrompono… tutta colpa loro”), uscisse dalla propria auto-celebrazione e si facesse davvero un giro negli ospedali per vedere dal vivo le condizioni di lavoro dei suoi iscritti.

Una collega Infermiera

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