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Infermiera: parenti cambiano le mie medicazioni!

Infermiera: parenti cambiano le mie medicazioni!

Parenti serpenti? Infermiera denuncia l’intromissione nelle medicazioni avanzate. A scapito della professionalità della collega e della salute del paziente.

Infermiera, paziente, parenti. Un triangolo che sta esasperando una giovane collega del servizio domiciliare, che vuole raccontare la sua esperienza di assistenza, tra nervi a fior di pelle e la salute di un anziano da tutelare in ogni modo!

Pubblichiamo la lettera della collega.

Gentile redazione,

vi scrivo su vostro invito dopo avervi telefonato nel pomeriggio di ieri. Mi chiamo Vanessa, ho 26 anni e sono infermiera domiciliare. Negli ultimi tempi sto seguendo un anziano che è tornato a casa da poco dopo la frattura del femore e dell’omero.

Il mio problema è la relazione con i parenti e la loro incapacità di stare al proprio posto. Vi faccio alcuni esempi per capirci.

Durante il ricovero, il signor M. ha sviluppato una lesione di 3° stadio al sacro, in fase di lenta risoluzione grazie anche al lavoro continuato a casa da parte mia. Aggiungo che ho il master in wound care e che ho curato anche mia nonna, due anni fa.

Quasi tutti i giorni che arrivo dal sig. M la medicazione magicamente è sparita. “Si è scollata” mi dicono, ma se fosse scollata sarebbe nel pannolone, visto che ci vado ogni giorno la dovrei trovare almeno ogni tanto! Io gli ho spiegato molte volte la necessità di non alterare la medicazione e che le mie competenze mi permettono di essere in grado di curare il loro caro, ma niente! Una di loro mi ha detto che su internet ha visto che per medicare queste lesioni servono meno strati. Meno strati!!! Follia! Che cosa stiamo facendo? Un millefoglie?

Le due figlie oltretutto sono sempre disattente rispetto alle poche consegne (mascherate da suggerimenti) che gli lascio ogni singolo giorno: pulire la dentiera dopo mangiato, fargli vedere la tv per svagarlo, fargli compagnia, farlo bere. Niente. Ed il sig. M, che è in testa, poi me lo racconta.

Continuerò a lavorare professionalmente, anche nella relazione con loro. Ma a volte vorrei veramente urlargli che l’elemento peggiore per il sig. M è la loro continua intromissione senza nessuna base di competenza.

Credetemi, è dura.

Grazie per l’attenzione

Vanessa, infermiera!

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Grazie Vanessa di averci voluto raccontare la tua storia.

Purtroppo a volte la coesistenza con alcuni parenti è molto difficile, ma è necessario non smettere mai di cercare dialogo e condivisione.

Un abbraccio forte!

Redazione

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