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venerdì, Luglio 1, 2022
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Infermiera lavora per soli 5 giorni e viene promossa in distacco sindacale.

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Polemiche in Sicilia per la promozione di una Infermiera che è stata in servizio per appena 5 giorni prima del distacco sindacale.

Nel 2020, in piena pandemia da cCovid, l’infermiera avrebbe lavorato solo 5 giorni, perchè in distacco sindacale a Messina, ma nonostante ciò è stata promossa ottenendo un’aumento dello stipendio a partire dal gennaio 2021 e ora percepirà quindi gli arretrati.

Sono insorti i sindacati Uil, Cgil e Fials – che però non fanno pubblicamente il nome dell’interessata – pressati anche dai tanti colleghi della donna che invece nel 2020 hanno lavorato.

Sulla vicenda Pippo Calapai (Uil-Fpl), Antonio Trino (Cgil-Fp) e Domenico La Rocca (Fials), hanno fatto un esposto all’assessorato regionale alla Salute chiedendo una indagine ispettiva nell’Asp: come mai – si chiedono – l’infermiera ha lavorato solo cinque giorni ottenendo, però, una valutazione positiva che gli è valsa la progressione economica orizzontale? La Peo, scrivono, viene riconosciuta ai lavoratori del pubblico impiego “attraverso criteri di meritocrazia, legati alla effettiva presenza sul lavoro ed alla valutazione positiva da parte del dirigente responsabile del servizio, che attesta che il lavoratore ha partecipato al raggiungimento della performance nella propria unità operativa”. Per i sindacalisti “appare veramente singolare che una sindacalista, che riveste funzioni apicali, in un noto sindacato confederale, con soli 5 giorni di presenza effettiva nell’anno 2020, presso il Poliambulatorio di Villafranca Tirrena dell’Asp di Messina, abbia ottenuto inspiegabilmente una valutazione positiva da parte del proprio dirigente”. “Guarda caso – proseguono – nella stesura della prima graduatoria, il punteggio attribuito era zero, invece, successivamente, in maniera inspiegabile, compare una scheda di valutazione positiva, che ha comportato l’inserimento nella graduatoria della sindacalista, con l’attribuzione della Peo con decorrenza degli arretrati da gennaio 2021, scavalcando moltissimi lavoratori, che hanno svolto la loro attività, specie in un momento particolarmente difficile a causa dell’esplosione della pandemia covid-19”. “Se il ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta – concludono – venisse a conoscenza di tale episodio, sicuramente , ne avrebbe ben da dire, ai dirigenti sindacali. Ma l’organismo indipendente di valutazione, che tra l’altro ha il compito di controllare la performance individuale dei lavoratori, non doveva controllare tutte le schede di valutazione?”. Il commissario dell’Asp messinese Bernardo Alagna ha detto che “per l’ufficio competente la persona in questione aveva i requisiti necessari” e che “l’Asp vuole restare fuori da faide tra sindacati”.

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