Pubblicità

Una colonscopia è costata cara ad una Infermiera operante nella regione Toscana, che ora dovrà risarcire l’ASL per averle perforato vagina e retto.

La Corte dei Conti ha condannato una Infermiera a risarcire di 50.000 euro la Regione Toscana mediante l’Azienda sanitaria pubblica di appartenenza. Il sinistro risale ad una decina di anni fa. La professionista fu accusata di aver perforato, seppure involontariamente, la vagina e parte del retto di una paziente di 70 anni mentre questa era sottoposta a Colonscopia.

Ci troviamo nell’ospedale “Villamarina” di Piombino e dobbiamo tornare indietro con la mente al 2010. Dopo una colonscopia una paziente settantenne era finita in sala operatoria per la perforazione del retto e lesioni alla parete vaginale.

Durante la colonscopia la donna accusò forti dolori. Dopo una rapida verifica si capì che la sonda aveva perforato il retto intestinale. La procura apri un fascicolo dopo la denuncia dell’interessata. Le parti si misero d’accordo e la Regione Toscana, mediante l’ASL, fu costretta a ripagarla per 500.000 euro.

A finire sotto la scure del giudice la sola Infermiera, mentre la posizione del Medico venne subito archiviata. Il tribunale stabilì che la procedura di inserimento della sonda era esclusivamente di natura infermieristica.

Dopo un decennio di processi la collega è stata condannata a risarcire l’ASL per un decimo della somma iniziale, in quanto la sua funzione e la sua situazione economica non glielo permettevano.

E ancora una volta sono gli Infermieri a finire nel tritacarne, mentre i Medici continuano sempre a restarne fuori. Chissà perché.