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E’ bufera in Sicilia su un noto presidente di un Ordine delle Professioni Infermieristiche. Rischia il rinvio a giudizio per presunte irregolarità nelle elezioni del 2017. Denuncia presentata dagli avversari di allora.

Una indagine partita tre anni fa ha portato alla richiesta di rinvia a giudizio di un noto presidente di un Ordine delle Professioni Infermieristiche della Sicilia attualmente in carica e in procinto di essere rieletto. Visto il processo in corso omettiamo di citare il suo nome, anche perché da sempre garantisti e fiduciosi nell’operato della magistratura, che sarà dare la giusta chiave di lettura alla vicenda.

Ma cosa è accaduto. Pare che 5 consiglieri non eletti e candidati nella lista avversaria al su citato presidente abbiano presentato una denuncia alla magistratura per presunti brogli elettorali. Secondo i denunzianti ci sarebbero state almeno 15 schede votate e riportanti la stessa identica calligrafia. E non è tutto, sarebbero stati chiamati Infermieri a votare mentre erano in servizio e addirittura avrebbero votato presunti colleghi sprovvisti di documenti di identità.

Il presidente OPI si è sempre difeso di fronte alle accuse parlando di cosa fasulle attribuite alla sua persona. A quanto si è appreso sulle 15 schede, che risulterebbero in effetti scritte dalla stessa mano, non sarebbe stata fatta alcuna perizia calligrafica, pertanto ad oggi è impossibile capire chi le ha scritte.

Questo, però, è un vezzo tipico di molte passate elezioni anche nel resto d’Italia, quando comparivano e scomparivano (perché distrutte immediatamente per via di un regolamento elettorale alquanto anomalo) schede votate che sembravano scritte dalla stessa persona o in alcuni casi addirittura fotocopiate.

Sono cose che nell’ambiente degli OPI (e negli ex-IPASVI) tutti sapevano e sanno e che oggi hanno messo nei guai un presidente che è chiamato a difendersi davanti ad un magistrato.

Allo stato attuale non vi è il processo, ma solo la richiesta di un GIP di proseguire, sarà poi il magistrato titolare del procedimento a decidere sul da farsi.

Intanto gli avvocati di ambedue le parti sono al lavoro per l’accusa e per la difesa.

Va ricordato, infine, che se sarà dimostrata la colpevolezza del presidente OPI lo stesso dovrà decadere dall’eventuale ruolo di rappresentante rieletto, ma non cadrà la sua eventuale nuova maggioranza, che potrà eleggere al suo interno un nuovo leader.

Questa vicenda, finita sui giornali in Sicilia, mette cattiva luce sull’immagine della Professione Infermieristica e lancia un campanello d’allarme per quello che sta accadendo in altri OPI, come già denunciato ieri un un apposito servizio. Perché la necessità di imbrogliare o di tagliare la testa agli avversari pur di rimanere in sella ad un Ordine Infermieristico? Cosa non ci dicono i nostri presidenti?

Chi volesse intervenire nel dibattito può scrivere a [email protected].

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