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domenica, Novembre 28, 2021
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In Italia gli Infermieri capaci sono troppo sottovalutati.

Nel nostro Paese gli Infermieri sono molto capaci, ma sono troppo spesso sottovalutati.

Ciao Direttore,

sono infermiera da oltre 30 anni, e preferisco restare anonima per evitare ripercussioni. Da quando ho iniziato a lavorare nel mio attuale ospedale ho avuto da subito problematiche caratteriali con primari e caposale.

Certamente non ho un carattere remissivo, quello che penso lo dico e questo é uno svantaggio (meglio che i giovani che vogliono intraprendere questa carriera lo sappiano).

Ero una bella giovane mi dicono, ma questo ha influito sull’opinione della caposala, che grazie ad un commento lusinghiero di un medico il primo giorno mi ha relegata a peggior nemico da tenere il più possibile lontana dal marito (primario nello stesso reparto). Per ottenere questo su 30 gg. del mese… 15 erano notti. Finché non ce l’ho più fatta. Ho chiesto il trasferimento in un blocco operatorio. per ottenerlo ho dovuto scavalcare il caposala della direzione sanitaria che prendeva queste decisioni perché da questo non avevo ottenuto risposte. Ottenuto il trasferimento scopro che prima di me erano arrivate altre due infermiere da formare e a sentire la responsabile ci voleva almeno un anno a testa (per un’unica specialità!). Fatto sta che il destino ha voluto che grazie a pensionamenti e gravidanze il mio turno é arrivato prima. Non ho potuto fare molta esperienza perché di​ 5 anni nel blocco operatorio in realtà ne ho lavorato 2 come strumentista. Per 3 anni sono rimasta in punizione a fare da circolante. Perché? Durante gli interventi il primario aveva il vizio di menarci con i ferri chirurgici (quante pinze ad anelli mi son presa sulle mani…e non solo io), oppure prenderci per le braccia, tirarci verso di sé e darci testate. Ho chiesto il trasferimento per questo motivo. Lui é venuto a saperlo e mi ha impedito di strumentare, e ha coinvolto tutti (infermieri, non medici) i quali pena ripercussioni avrebbero dovuto riferirgli se durante le reperibilità o le sue assenze strumentavo. E così é stato…gli é stato riferito… ed é iniziata una battaglia che é durata 3 anni finché mi sono decisa a denunciarlo (non ho mai capito poi perché nessuno ha mai denunciato le sue violenze), infine ha fatto un grosso errore e l’hanno costretto ad anticipare la pensione e mi é stato chiesto dalla direzione sanitaria di ritirare la denuncia. Ho accettato. Sbagliando. E ho ripreso a strumentare.
Il caposala della direzione sanitaria con una frase “nessuno ti vuole”. Certo o si sta zitto oppure sei scomodo.
Non importa…arriva la prima gravidanza e con quella l’inserimento in reparto.( E di conseguenza con la gravidanza ho saltato il passaggio di fascia). Non mi hanno reinserita in sala operatoria ma comunque é stata una bellissima esperienza con un gruppo di colleghe fantastiche. Dalla prima all’ultima. Durante questo periodo d’estate venivamo trasferite negli altri reparti per aiutare e permettere le ferie a tutti e in una di queste estati, avendo una malformazione congenita alla colonna vertebrale la situazione é precipitata (mi avevano messo, pur sapendo il problema, in riabilitazione dove tutti erano allettati e da sollevare. E gg e la schiena é andata. Con la seconda gravidanza nasce mio figlio disabile al 100%. E visti i miei problemi fisici mi mettono in ortopedia (reparto perfetto x chi ha limitazioni, giusto?). Li dopo essere stata accusata pubblicamente dalla caposala con lettere appese x l’ospedale con nome e cognome e il problema di cui sono affetta, dove richiedeva l’allontanamento di tutto il personale con limitazioni e quindi mi spostano. Torno nel blocco operatorio, dove tra alti e bassi resto lì anni finché non decido di andare all’estero, in un grande ospedale e una grande università dove ho imparato davvero molto.

Quando rientro scrivo su facebook le differenze tra l’Italia e lo Stato estero e x questo vengo sanzionata disciplinari amente (ah ovviamente nessuna possibilità di tornare nel blocco operatorio, ma anzi sembra che improvvisamente la mia malformazione sia diventata così importante che devo lavorare solo negli ambulatori, almeno così mi dice la direzione sanitaria…io non me n’ero accorta)…insomma una scusa…ma siamo finiti in tribunale e ho vinto.

In questi ultimi anni di attività mi sono dedicata a mio figlio alternando assenze a giornate di lavoro…poco lavoro. Se prima mi facevo aiutare dai nonni per mio figlio a quel punto ho usato le leggi a mia disposizione per restare a fianco di mio figlio. E ho continuato così per 7 anni. Nel 2017 dopo 12 anni ancora non passavo di fascia grazie ai voti negativi del dirigente che non mi aveva mai visto in faccia ma che riceveva suggerimenti dal famoso caposala a cui avevo chiesto il trasferimento. E mi sono ribellata. Oggi sono qui a scrivere perché per l’ennesimo passaggio di fascia il voto non é stato del tutto negativo ma colleghi che non fanno nulla e che sono costretta ad aiutare perché non fanno la loro parte con conseguente disagio dei pazienti o prestazioni perse per l’azienda, hanno preso il voto massimo.
Stasera scrivo solo perché suggerisco ai nuovi infermieri di stare zitti e remissivi o di tenersi qualche amico importante per poter sopravvivere… perché le persone che non stanno zitte, anche se professionali e competenti non vanno bene…per loro sarete sempre meno di una mosca. Sarebbe bello un giorno che anche in Italia venisse data l’opportunità agli infermieri di scegliere la specialità che preferiscono perché solo così, il personale sarà contento di lavorare e non darà il 5% ma il 500%. All’estero l’hanno capito da anni ma qui esiste una casta con le proprie idee impossibile da muovere…si toglierebbe potere ai poveracci. PS. Comunque all’estero la mia professionalità e competenza sono state apprezzate e valorizzate e mi han dato la possibilità di fare carriera e di occuparmi della famiglia.​ Detto questo se qualche volta ho dubitato di non essere sufficiente come infermiera, mi rileggo​ le referenze e le emails che i miei superiori, i medici e il direttore generale dell’università in questione mi hanno scritto. Purtroppo in Italia invece, continuando così si perderanno numerose professionalità e competenze​ che avrebbero molto da dare, ma sminuendole come hanno fatto e fanno con me sarà solo come pagare uno stipendio a qualcuno solo per andare a timbrare il cartellino in un posto fisso, non perché ama la sua professione… ma tanto chi ha ruoli di potere non paga gli stipendi di tasca propria…e quindi gioca con queste situazioni.

Buona serata.

Ersilia, Infermiera

Redazione AssoCareNews.it
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