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Giorgia, Infermiera: Vi racconto il Coronavirus più duro. Quello che supera le mura dell’ospedale e si insinua tra le mura dell’assistenza domiciliare.

Giorgia, Infermiera dell’ASL, ci racconta il Coronavirus visto dall’assistenza domiciliare.

“Gentile AssoCareNews.it,

innanzitutto vi ringrazio per l’opportunità di parlare dell’assistenza domiciliare che in troppi considerano il futuro senza però investirci.

Ad oggi il Coronavirus, ve ne sarete accorti, è un problema che ha lasciato gli ospedali.

Abbiamo più di mezzo milione di persone a casa e una buona percentuale di positivi che hanno sintomi da lievi a moderati/gravi.

Abbiamo protocolli che mettono in sicurezza le persone, ma l’insicurezza morale e psicologica è forte, fortissima.

Ho una coppia, ad esempio, in cui lui è negativo e lei è sintomatica con tantissimi dolori. Hanno entrambi un’ottantina di anni e quando vado devo consolare più lui che lei.

Questo virus sta modificando la normale quiete di casa e ne soffrono tanto sia gli anziani che i bambini, spesso via dai nonni mentre uno dei genitori guarisce (lo sanno tutti che i bambini rischiano pochissimo ma chi glielo va a dire a un genitore?).

Nelle case siamo sempre accolti con affetto, ci offrono caffè che le tute non ci permettono di bere e le chiacchiere sono sempre ben spese.

E’ la bellezza del domicilio: la sanità arriva al cittadino e lo fa bussando alla porta e portando rispetto, non come a volte succede in ospedale dove vige il “reparto mio, regole mie”.

Il Coronavirus è una battaglia tutt’altro che vinta ma abbiamo almeno il vaccino, che invito tutti a fare.

Ce la possiamo fare, anche se è piuttosto dura. Ancora, per quanto si pensi, è piuttosto dura. Il virus ha cambiato campo, non è finito niente.

Grazie mille.

Giorgia”.

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