Infermieri e Medici Specialisti: in Italia servono ambedue le figure!

Infermieri e Medici Specialisti pari sono: in Italia servono queste figure!
Infermieri e Medici Specialisti pari sono: in Italia servono queste figure!

In Italia non mancano solo i Medici Specialisti, ma anche gli Infermieri. A gridarlo ad alta voce è stata Barbara Mangiacavalli, presidente nazionale Fnopi, che ha rimarcato l’esigenza di assumere personale infermieristico nel Sistema Sanitario italiano.

Lo ha fatto attraverso un comunicato stampa diffuso poco fa in cui si ribatte a quanto chiesto dalle Regioni al Governo centrale e al Ministero della Salute in occasioni di apposite audizioni presso il Senato della Repubblica.

“Non c’è dubbio che la gravità di non avere sufficienti medici specialisti, mirati nelle specializzazioni che di più servono oggi con la mutata epidemiologia della salute sia un serio problema di gestione delle cure. E non c’è dubbio che una eventuale carenza dei medici di medicina generale porti a un ulteriore deterioramento delle cure sul territorio che già oggi non brilla per il livello di assistenza fornito dal servizio pubblico”.

Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche (FNOPI), il più grande Ordine d’Italia con i suoi oltre 440mila iscritti, interviene sulla posizione manifestata dalle Regioni nell’audizione dei governatori avuta oggi in Senato.

“Non c’è dubbio nemmeno – prosegue Mangiacavalli – che il problema non sia solo in un senso, quello dei medici. La loro categoria professionale è infungibile, cosa che chiediamo anche per alcuni aspetti della professione infermieristica, quelli più specialistici e dove necessariamente non è vero che tutti possono fare tutto, e non si può far fronte alla carenza utilizzando fonti alternative esterne al Servizio sanitario (lavoro interinale, cooperative ecc.), ma questa abitudine deve cessare anche rispetto a chi dell’assistenza deve farsene carico h24: gli infermieri”.

“Per questo – aggiunge – siamo d’accordo con le Regioni che si adottino soluzioni legislative in grado di non rendere la spesa per il personale motivo di ulteriore blocco del turn over e siamo d’accordo con loro quando affermano la necessità di rivedere l’inserimento delle nuove esigenze assistenziali anche con riferimento alla ricerca e in questo senso anche la formazione continua, l’aggiornamento e la valutazione continua delle competenze che per noi rappresenta un tassello essenziale”.

“Anche sulla rivalutazione della potenzialità formativa, in termini numerici, dei corsi di laurea, delle scuole di specializzazione, della formazione post laurea siamo d’accordo – sottolinea la presidente FNOPI riferendosi ad alcune richieste delle Regioni (il testo dell’audizione è in allegato) -: lo abbiamo fatto presente e chiesto ormai da più anni, senza avere ancora riscontro dei nostri dati e delle nostre proposte. Ma non c’è dubbio nemmeno che sia necessaria una visione più ampia del futuro dell’assistenza”.

“Ma non siamo d’accordo – afferma la presidente FNOPI – con la proposta di nuovi modelli contrattuali per i medici che non accedono alle scuole di specializzazione. Sarebbe una sorta di abbassamento delle competenze mediche. La gestione dei pazienti post acuti e molti altri ambiti assistenziali hanno già la soluzione: gli infermieri e l’infermieristica. Il sistema deve andare verso lo sviluppo delle competenze e mettere i professionisti in condizioni di saturarle ed esprimere tutte le loro potenzialità. Infermieri specializzati con competenze avanzate che lavorano insieme a medici specializzati dediti al loro specifico disciplinare. Non servono nuove figure o nuove funzioni, ma investire sui professionisti che già sono in grado di ricoprirle se messi in condizioni di farlo”.

E’ necessaria secondo Mangiacavalli una visione più ampia del futuro dell’assistenza.

“Il sistema è complesso – spiega – e non vogliamo banalizzarlo attraverso slogan o renderlo malleabile alle nostre istanze. La sanità ha bisogno non solo di professionisti, ma di appropriatezza: garantire cioè il giusto professionista   possa essere messo in grado di rispondere al giusto bisogno, nel giusto contesto, con il giusto utilizzo di risorse nella maggiore autonomia possibile. Serve una visione più ampia e coraggiosa. Gli infermieri sono qui ad illustrarvi cosa serve al Paese, non cosa serve alle professioni”.

“Lo ripetiamo: mancano professionisti, mancano anche gli infermieri, tutti lanciano il loro grido di allarme, nessuno si sottrae. A mancare, però, è soprattutto un serio ed equilibrato rapporto tra i professionisti che si realizzi attraverso lo sviluppo delle competenze.

Ma attenzione – conclude Mangiacavalli -: una scelta oggi condiziona il futuro per i prossimi 30 anni. Che sia quella giusta per il bene degli stessi cittadini”.

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