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Coronavirus: Infermieri ringraziano sui social il proprio Ordine di Arezzo per l’impegno serio e costante nel supporto alla lotta al Covid-19.

Coronavirus: nel sostegno agli Infermieri nella lotta al virus, menzione d’onore all’Ordine di Arezzo. A premiarlo sono gli stessi infermieri iscritti all’ordine che si sono espressi chiaramente sui social a più riprese.

Da cosa nasce questo ritorno di gradimento?

Consultando l’attività dell’Ordine risulta piuttosto chiaro il costante impegno nel sostenere i propri infermieri. Già dai primi giorni dell’epidemia in Italia sono state promosse iniziative volte alla ricerca e distribuzione di DPI, senza corsie preferenziali.

Una ricerca e distribuzione che ha portato agli Infermieri aretini la possibilità di avere a disposizione centinaia di migliaia di dispositivi, presìdi e apparecchiature per combattere al meglio la battaglia in corsia.

Ma qual’è la ricetta di questo successo?

Sempre osservando emerge come l’Ordine di Arezzo non si sia limitato a parlare nei palazzi e disporre “questo e quello” dalle poltrone.

E mentre gli infermieri sudavano, si emozionavano e non si arrendevano dentro alle tute o dietro alle maschere, chi doveva tutelare una professione si è messo a fare rete con aziende, enti e soggetti del territorio.

Sono nate quindi sinergie serie con Azienda Toscana Sud-Est, CALCIT (Comitato Autonomo Lotta Contro I Tumori), Onlus, Aziende, Artigiani e cittadini.

E questa rete di solidarietà ha permesso di superare quota 60.000 ffp2 distribuite (dato al 20 aprile), centinaia di tute, migliaia di guanti e tanto altro.

Insomma un Ordine che si è rimboccato le maniche e si è immerso tra i suoi iscritti.

Lo dimostra anche la concreta vicinanza ai colleghi risultati positivi e ricoverati, come si può leggere sulla pagina FB dell’Ordine stesso.

Non è stato ovviamente l’unico Ordine a muoversi concretamente.

Ma fa specie come un Ordine che non è neanche tra i più grandi possa essere così realmente vicino rispetto ai propri iscritti mentre altri più blasonati non hanno dimostrato la stessa veemenza a concentrarsi sulla solidarietà piuttosto che sulla ricerca di visibilità.