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martedì, Luglio 27, 2021
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Metodo “PICOMT”: come formulare un quesito di ricerca per medici, infermieri e professionisti sanitari.

PICOMT: Come eseguire ricerche scientifiche in Evidence Based Clinical Practice.

Il metodo “PICOMT” racchiude in sé tutti i criteri fondamentali per eseguire una corretta ricerca. Rappresenta una delle diversificazioni del modello PICO.

Per effettuare una ricerca efficace il professionista sanitario deve aver chiaro il quesito da porre ai “database”. Inoltre il quesito deve essere tradotto in un linguaggio recepibile dai “data”.

Per chiunque si appresti ad eseguire una ricerca bibliografica è importante avere ben chiaro l’obiettivo della ricerca: dove si vuole arrivare. La ricerca può essere effettuata da qualsiasi specialista dell’ambito sanitario con un’adeguata preparazione in ambito Evidence-Based.

Conoscere le banche dati è fondamentale, ma è altrettanto importante formulare un quesito di ricerca corretto e intelligibile dai “database”. In quest’ottica il metodo “PICOMT”, il cui acronimo verrà spiegato di seguito, è utile per formulare un quesito completo che non manchi di alcune caratteristiche fondamentali.

PICOMT è un acronimo inglese che sta per:

  • Population, patient, problem: popolazione in studio: malattia, stadio, eventuali comorbidità, fattori di rischio, età, genere, etnia, elenco dei principali criteri di inclusione e di esclusione, setting di arruolamento;
  • Interventetion:  intervento sanitario di natura preventiva, diagnostica, terapeutica, assistenziale, riabilitativa, palliativa; oppure un’esposizione a fatto con dose e frequenza e durata di somministrazione stabiliti, o eventuali fattori prognostici noti. Causa, fattore prognostico, trattamento;
  • Comparison, control: confronto, inteso come intervento attivo, oppure intervento di controllo con placebo o assistenza standard;
  • Outcome: risultato preventivo/diagnostico/terapeutico o esito clinico, economico, umano atteso e quindi migliorabile;
  • Method: metodologia o tipologia di studio (Sistematic Review, Guide Line, RCT, Studi di coorte, Studi caso controllo, report di casi, etc);
  • Time: momento in cui è stata effettuata la ricerca;

La chiave di una buona ricerca sta nella riproducibilità.

Quando mettiamo “T”, lo facciamo con un’intenzione precisa, rendere il più riproducibile possibile la nostra ricerca.

Una precisazione: non sempre sarà presente “C” in quanto non tutti i quesiti clinici necessitano di una comparazione, si pensi ai quesiti di background.

Anche la metodologia “M” ricopre un ruolo importante; infatti escludere alcune tipologie di studi farà restringere la ricerca e ci permetterà di raggiungere fonti più autorevoli. Ma questo non è sempre possibile per alcune aree di ricerca in via di sviluppo non sono presenti studi di alto livello.

Sistema Pico e varianti: modelli scientifici ordinati.

Dott.ssa Giulia De Francesco
Infermiera, classe 1994. Vive a Imola e lavora presso l’AUSL Romagna (Faenza); studia a Bologna per conseguire la laurea magistrale. Laurea in infermieristica con Lode presso l'Università di Bologna, I sessione (ottobre 2016). Master in funzioni di coordinamento con Lode presso l'Università di Modena e Reggio Emilia, I sessione (novembre 2018). Una pubblicazione scientifica sulla rivista italiana ANIPIO "Sperimentazione di una check-list per implementare un Bundle per la prevenzione delle batteriemie correlate a Catetere Venoso Centrale" (ottobre 2017). Ama leggere e camminare, non datele un microfono perché improvvisa un karaoke ovunque.
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