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Emergenza Coronavirus. I morti (e gli infetti) per/da Covid-19 nelle Residenze Sanitarie Assistenziali e nelle strutture socio-sanitarie sono stati tenuti nascosti, oggi una studio dell’ISS li ufficializza. Sono numeri da paura.

Ecco la Survey nazionale sul contagio COVID-19 nelle strutture residenziali e sociosanitarie in Italia. Si tratta di un report aggiornato al 6 aprile 2020 e prodotto dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS). I dati che andremo a presentarvi sono paurosi e devono far riflettere su queste aree dell’assistenza, abbandonate a sé stesse e oggi fonte di lutti e di infezioni.

Il documento è stato curato da: Antonio Ancidoni, Ilaria Bacigalupo, Guido Bellomo, Marco Canevelli, Maria Grazia Carella, Annamaria Confaloni, Alessio Crestini, Fortunato (Paolo) D’Ancona, Carla Faralli, Simone Fiaccavento, Silvia Francisci, Flavia Lombardo, Eleonora Lacorte, Paola Luzi, Tania Lopez, Flavia Mayer, Maria Masocco, Monica Mazzola, Graziano Onder, Ilaria Palazzesi, Luana Penna, Daniela Pierannunzio, Paola Piscopo, Maria Cristina Porrello, Giulia Remoli, Emanuela Salvi, Giulia Scaravelli, Andrea Siddu, Sabrina Sipone, Lucia Speziale, Andrea Tavilla, Nicola Vanacore per ISS.

Hanno collaborato con Mauro Palma e Gilda Losito (Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale) e con Gianluca Pucciarelli (Dipartimento di Biomedicina e Prevenzione-Università di Tor Vergata), Daniela Accorgi (UsL Centro Toscana), Catia Bedosti (Ausl Imola- Emilia Romagna), Gabriella Carraro (Aulss 2 Veneto) Maria Mongardi (Dipartimento di Malattie Infettive – Università di Verona),

Il questionario online è stato preparato da Gianluca Ferrari dell’Area Comunicazione e Informatica srl.

Obiettivo.

L’Istituto Superiore di Sanità (ISS) – in collaborazione con il Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale – ha avviato, a partire dal 24 marzo 2020, una survey specifica sul contagio da COVID-19 nelle residenze sanitarie assistenziali (RSA) al fine di monitorare la situazione e adottare eventuali strategie di rafforzamento dei programmi e dei principi fondamentali di prevenzione e controllo delle infezioni correlate all’assistenza (ICA).

L’indagine, rivolta al momento alle circa 2500 strutture censite nella mappa on line dei servizi per le demenze realizzata dall’Osservatorio Demenze dell’ISS (che raccoglie strutture sanitarie e sociosanitarie residenziali, pubbliche e/o convenzionate o a contratto, che accolgono persone prevalentemente con demenza), si basa sulla compilazione di un questionario finalizzato ad acquisire informazioni sulla gestione di eventuali casi sospetti/confermati di infezione da SARS-CoV- 2.

Fonte dei dati e metodologia.

La fonte dei dati è costituita, ad oggi, da 2399 RSA presenti in tutte le regioni Italiane e le due province autonome, incluse nel sito dell’Osservatorio Demenze dell’ISS. Ad ognuno dei referenti di ogni singola RSA è stato inviato un questionario di 29 domande che indaga la situazione in corso a partire dal 1 febbraio 2020 e le procedure ed i comportamenti adottati per ridurre il rischio di contagio da COVID-19. Il giorno successivo all’invio della email, con il link per la compilazione online del questionario, i componenti del gruppo di lavoro dell’ISS hanno contattato telefonicamente ogni referente della struttura con la finalità di fornire un supporto nella compilazione del questionario. Gli elenchi di ogni singola regione vengono continuativamente verificati durante il contatto telefonico ed aggiornati sulle informazioni relative alle email e ai recapiti telefonici. Ciò implica che il numero delle RSA potrà presentare delle minime modifiche nel corso della survey. Ogni lunedì verrà redatto e diffuso un aggiornamento dei risultati della survey.

Secondo il GNPL National Register – la banca dati realizzata dal Garante nazionale per la geolocalizzazione delle strutture sociosanitarie assistenziali sul territorio italiano – le RSA nel nostro Paese sono 4629 ed includono sia quelle pubbliche che quelle convenzionate con il pubblico e le private. Si sta procedendo ad un confronto fra le due fonti di dati per poter inviare il questionario, in una seconda fase, a tutte le strutture.

La survey è iniziata il 24 marzo 2020 ed ha coinvolto ad oggi 2166 RSA (90% del totale) distribuite in modo rappresentativo in tutto il territorio nazionale. Dal 25 marzo al 6 aprile sono state complessivamente effettuate dal gruppo di lavoro dell’ISS circa 1550 telefonate. Alle ore 9.00 del 06 aprile hanno risposto al questionario 577 strutture pari al 27% delle strutture contattate. La distribuzione per regione e le risposte al questionario da parte di queste 577 strutture sono riportate di seguito in questo report.

La maggior parte dei 577 questionari compilati provengono da Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Toscana e Lazio (tabella 1). Il tasso di risposta è stato del 26,6 %, con un’ampia variabilità regionale dallo 0% (Valle D’Aosta e Basilicata), a oltre il 40% per il Molise, Campania, Toscana e Piemonte. Tuttavia, anche se alcune regioni hanno un elevato tasso di risposta considerato il limitato tempo trascorso dall’invio dei questionari bisogna considerare che la rappresentatività delle risposte sul totale delle strutture presenti in regione coinvolge il 24 % delle strutture complessive presenti nei territori (tabella 1).

1. Quanti sono complessivamente gli operatori sanitari e di assistenza in attività nella struttura?

In media sono stati riportati 2,6 medici per struttura, 10 infermieri e 35 OSS (con mediane rispettivamente pari a 2, 8 e 27). Circa l’8% delle strutture, ha dichiarato di non avere medici fra le figure professionali coinvolte nell’assistenza (figura1). Complessivamente, considerando le tre figure professionali, sono presenti mediamente 48 operatori per struttura, con una mediana di 37 operatori.

Inoltre, fra le figure che operano in struttura, si aggiungono fisioterapisti/terapisti/tecnici della riabilitazione, educatori/animatori, psicologi e assistenti sociali, per una media complessiva di 5 operatori per struttura. A questi, si aggiungono varie tipologie di figure professionali quali, fra le più diffuse, ausiliari socio-assistenziali, responsabili di attività assistenziali, addetti di assistenza di base, oltre che, ovviamente, addetti alle pulizie e ausiliari cucina, manutentori, personale amministrativo.

Figura 2. Frequenza delle RSA per numero di medici in attività nella struttura.

2. Quanti sono i posti letto della struttura?

Mediamente sono stati riportati 80 posti letto per struttura, con un range da 10 a 667 posti letto. Considerando il numero medio di posti letto per operatore (somma di medici, infermieri e OSS), si osserva un rapporto medio di 2 posti letto per ogni operatore (range 0.9 –7.8).
Considerando solo i medici e gli infermieri, si ottiene una media di 7 posti letto per figura professionale con un minimo di 0.6 e un massimo di 20.

3. Quanti residenti erano presenti nella struttura al 1° febbraio?

Le 572 strutture che hanno risposto alla domanda (cinque strutture non hanno risposto) hanno riportato un totale di 44457 residenti alla data del 1° febbraio 2020, con una media di 78 residenti per struttura (range 8-632). I dati sono riportati per regione in figura2.

4. Quanti residenti sono deceduti nella struttura dal 1° febbraio ad oggi?

In totale, 3859 residenti sono deceduti dal 1° febbraio alla data della compilazione del questionario (26 marzo-6 aprile). La percentuale maggiore di decessi, sul totale dei decessi riportati, è stata registrata in Lombardia (47.2%) e in Veneto (19.7%). I dati sul numero totale di decessi si riferiscono a 576 strutture, poiché una struttura non riporta risposte alla maggior parte delle domande, e sono riportati in figura 7. Il tasso di mortalità, calcolato come numero di deceduti sul totale dei residenti (somma dei residenti al 1 febbraio e nuovi ingressi dal 1 marzo), è complessivamente pari al 8.4%.

5. Quanti tra i residenti deceduti nella struttura dal 1° febbraio ad oggi erano COVID-19 positivi? (conferma da tampone)

Il numero dei residenti deceduti risultato positivo è riportato in figura 8. Questa variabile risente delle politiche adottate da ciascuna Regione, e a volte da ciascuna ASL o distretto sanitario, sull’indicazione ad eseguire i tamponi.

6. Complessivamente quanti tra i residenti deceduti nella struttura dal 1°febbraio ad oggi presentavano sintomi simil-influenzali, respiratori (per esempio febbre, tosse o dispnea) o polmonite (indipendentemente dall’esecuzione del test per COVID-19)?

Tra il totale dei 3859 soggetti deceduti, 133 erano risultati positivi al tampone e 1310 avevano presentato sintomi simil-influenzali. In sintesi, il 37.4% del totale dei decessi (1443/3859) ha interessato residenti con riscontro di infezione da SARS-CoV-2 o con manifestazioni simil-influenzali. Il tasso di mortalità fra i residenti (residenti al 1° febbraio e nuovi ingressi dal 1° marzo), considerando i decessi di persone risultate positive o con sintomi simil-influenzali, è del 3.1% ma sale fino al 6.8% in Lombardia. Da un ulteriore approfondimento, risulta che in Lombardia e in

Liguria circa un quarto delle strutture (rispettivamente il 23% e il 25%), presenta un tasso di mortalità maggiore o uguale al 10%.

Poiché l’indicazione dei decessi per intervallo temporale è stata richiesta solo a partire dal 30 marzo, la distribuzione temporale dei decessi è disponibile solo per 1854 eventi.

7. Quanti residenti sono stati ospedalizzati dal 1° febbraio ad oggi?

Nel periodo considerato, 1969 persone residenti nelle 570 RSA rispondenti sono stati ospedalizzati. Per ospedalizzazione si intende tutti i ricoveri effettuati per qualsiasi causa, quindi tutti i ricoveri di almeno un giorno dovuti sia per procedure elettive che per cause di emergenza. Il rapporto tra ospedalizzati e numero di strutture per regione è riportato nella tabella 3

8. Quanti tra i residenti ospedalizzati dal 1° febbraio ad oggi erano COVID-19 positivi? (conferma da tampone)

Il numero dei residenti ospedalizzati è riportato in figura 9. Anche questa variabile risente delle politiche adottate da ciascuna Regione, e a volte da ciascuna ASL o distretto sanitario, sull’indicazione ad eseguire i tamponi.

9. Quanti tra i residenti ospedalizzati dal 1° febbraio ad oggi presentavano sintomi simil- influenzali, respiratori (per esempio febbre, tosse o dispnea) o polmonite (indipendentemente dall’esecuzione del test per COVID-19)?

Nella figura 9 e nella tabella 4 sono riportati gli ospedalizzati COVID-19 positivi e i pazienti con sintomi simi-influenzali per regione. Anche questa variabile risente delle politiche adottate da ciascuna Regione, e a volte da ciascuna ASL o distretto sanitario, sull’indicazione ad eseguire i tamponi. Complessivamente, circa la metà degli ospedalizzati (48.5%) era costituito da queste due categorie di pazienti.

Il resto dello studio cliccando qui: LINK.