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Il dramma dei sanitari deceduti nel corso dell’epidemia COVID-19. Troppi Medici (solo il 40% di loro era in attività) e Infermieri (noi ne abbiamo calcolati 36) deceduti.

É quotidiana la conta che i media eseguono riguardo ai professionisti (Medici e Infermieri in primis) morti sul campo di battaglia che il Covid-19 sta determinando in Italia e nel Mondo. Ecco uno studio compiuto dai coordinatori del gruppo di ricerca dell’OPI Giovani di Bari Molinari Francesco e Cinzia Papappicco, sostenuto dal presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Bari, Andreula Saverio.

Riguardo alle fonti che inducono i media alla ormai prassi quotidiana della conta, si è avuto occasione di rilevare che gli stessi sono attinti per la professione medica dal sito istituzionale della FNOMCEO, ente presieduto da Filippo Anelli, anche lui pugliese, con aggiornamenti giornalieri, mentre per gli Infermieri da una sintesi d’informazioni abbastanza generiche raccolte dalle singole provincie.

Il Centro Studi di OPI Giovani di Bari, con uno studio di approfondimento, cui si produce in allegato l’analisi finale aggiornata alla data del 20 aprile c.a., ha portato a termine una ricerca sui decessi dei medici che la FNOMCEO espone sul proprio sito istituzionale con un approfondimento analitico e di studio dei dati che la stessa FNOMCEO pone in chiaro, evidenziando alcune incongruenze che di seguito si riporta alla V/attenzione:

Analisi e considerazioni.

Abbiamo limitato la nostra osservazione, studio e analisi alle due categorie professionali maggiormente coinvolte. Il dato dei decessi alla data del 20 aprile è di n.142 medici e 31 infermieri. In via preliminare si esprimono vicinanza e cordoglio a tutte le famiglie coinvolte, per il grande dolore e per il dramma vissuto. L’informazione che campeggia dei decessi, ripetuta nella quotidianità e a ogni giorno che segue è “pesantissima” e tocca il cuore della gente!

L’elenco dei medici deceduti (sito ufficiale FNOMCEO) è lungo e drammatico; pur tuttavia, un’attenta lettura del documento informativo consente di evidenziare e riflettere su due note riportate in testa e in calce al documento. La prima riporta la seguente frase:

In memoria di Roberto Stella e degli altri medici caduti durante l’epidemia di Covid-19 – Elenco dei Medici caduti nel corso dell’epidemia di Covid-19”.

Nella seconda nota, la FNOMCEO, specifica: “si è deciso di includere tutti i medici, pensionati o ancora in attività, perché per noi tutti i medici sono uguali e uguale è il cordoglio per la loro perdita. Alcuni dei medici pensionati, inoltre, erano rimasti o erano stati richiamati in attività; alcuni di loro avevano risposto a una chiamata d’aiuto. Perché non si smette mai di essere medici, lo resta sino in fondo e per tutta la vita”.

Sono sicuramente condivisibili il dolore e le espressioni usate dal Presidente della FNOMCEO… certamente il valore professionale delle parole del Presidente vale per tutte le professioni e per tutti i professionisti, senza esclusione di alcuno.

Poiché le informazioni sono riprese da tutti i “media” e largamente diffuse, con le emozioni che evidentemente provocano, alla luce dei dati e risultati cui la ricerca, effettuata dal gruppo OPI giovani di Bari perviene, si rende (forse) necessario usare più attenzione.

Si è molto discusso nel gruppo di lavoro, del dato riguardante il numero dei morti dei sanitari medici in Italia che sembra non avere uguali nel mondo se rapportati a tutti i dati percentuali della diffusione del virus COVID-19 e sulle fonti che utilizzano i media per descriverli numericamente. Tanto a fronte del dato che ha chiarito l’Istituto Superiore di Sanità che ha conteggiato nel numero di 60 i medici morti per il Covid-19 in Italia.

Da un punto di vista semantico la parola «informare» significa, nell’accezione più comune, trasmettere una conoscenza, «ragguagliare qualcuno comunicando notizie, dati e simili» Purtroppo a volte capita che la fonte dell’informazione sia interpretata dai media e questo diventa un problema (perché il dato interpretato, potrebbe determinare decisioni politiche, sociali o professionali che potrebbero non riguardare il bene comune ma interessi di parte). Pertanto, è di fondamentale importanza la correttezza, anche deontologica, dell’accertamento dell’informazione, pena l’esposizione ai rischi della necessità di risposte a quesiti chiarificatori.

Nel caso specifico, appaiano comprensibili le espressioni della Presidenza della FNOMCEO in testa e in calce al documento pubblicato sul proprio sito istituzionale (anche se solo in parte), e nel ribadire la vicinanza e il cordoglio a tutte le famiglie coinvolte e al loro dolore, si deve considerare, a correttezza e completezza delle informazioni, che i media dovrebbero esaminare più nel dettaglio le informazioni riprodotte sulla morte dei sanitari Medici per il Covid 19 precisando se il loro numero complessivo si riferisce ai decessi intervenuti nel corso dell’esercizio professionale, come avviene per le atre professioni nella conta delle “vittime” o perché, si tratta di medici (anziani) in pensione e non esercitanti e quindi periti, cosi come avviene per tutti i cittadini a prescindere dalla professione esercitata, per causa del COVID- 19.

C’e un sottile distinguo che la ricerca del gruppo di lavoro OPI giovani ha evidenziato e che offre alla lettura di tutti con grafici e approfondimenti per dato anagrafico, per fasce di età, per posizione regionale e provinciale.
OPI Bari, Viale Salandra, 1/L 70124 Bari Telefono 080/9147070 E-mail:[email protected]

I dati più espressivi che la ricerca espone e che in sintesi si riportano, meritano approfondimenti che la FNOMEO, vorrà dare per fornire elementi di chiarezza alle informazioni che i media diramano:

  • risultano n. 60 medici nella fascia di età 32-69 anni;
  • risultano n. 24 medici deceduti nella fascia di età 70-79 anni;
  • risultano n. 16 medici deceduti che supera gli 80 anni (Difficile comprendere, sempre nel rispetto delle persone e del valore dell’esercizio professionale svolto, il collegamento con le espressioni presidenziali sopra citate);
  • in ultimo, risultano 42 nominativi di medici deceduti non ricompresi nell’anagrafica della FNOMCEO, probabilmente per errori o refusi dei compilatori dell’elenco, senza ulteriori controlli prima della pubblicazione, o si tratta (ma la cosa è tutta da verificare), di professionisti che hanno esercitato l’arte medica… ma da tempo pensionati e non più iscritti all’Ordine (e pertanto senza possibilità di rispondere ad alcuna chiamata).

“Facciamo rinvio alla lettura integrale della ricerca in allegato, che si è certi fornirà ai destinatari della presente un quadro esaustivo della situazione italiana riguardante i decessi di professionisti medici per Covid -19 aggiornata alla data del 20 aprile 2020” – spiegano dall’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Bari.

Ecco il documento prodotto dal gruppo:

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