E' ora di curare la Sanità in Liguria. Incontro-dibattito a Genova.
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L’Azienda sanitaria locale di Lanciano – Chieti – Vasto è stata condannata per aver costretto un infermiere ad occuparsi per 5 anni di mansioni da OSS.

L’Asl di Lanciano Vasto Chieti è stata condannata a risarcire un infermiere che, per cinque anni, si è dovuto occupare di mansioni da operatore socio sanitario, dequalificate rispetto al ruolo per cui è stato assunto. È quanto riferisce la collega Francesca Rapposelli su Chietitoday.it.

Questa la decisione della Corte d’appello dell’Aquila dopo il ricorso di un professonista in servizio nel policlinico teatino, assistito dall’avvocato Enrico Raimondi, che si era rivolto al tribunale del lavoro per vedere riconosciuto il suo diritto a svolgere solo mansioni adeguate alla sua competenza.

I giudici di primo grado, però, avevano respinto la tesi dell’infermiere. Un anno dopo, in appello, è stata riconosciuta una “mortificazione dell’immagine e della professionalità”, nonché un “danno alla dignità professionale”. La Asl è stata condannata a pagare un risarcimento pari al 10% della retribuzione mensile relativa al periodo tra luglio 2012 e luglio 2017, oltre alle spese di giudizio, quantificate in poco meno di 16 mila euro; inoltre, l’azienda dovrà adibire l’uomo alle mansioni relative al suo inquadramento professionale, quello di infermiere.

La vicenda è iniziata nel 2012. Ora l’epilogo, con l’ASL che potrebbe ricorrere presto in Cassazione.