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Emergenza Coronavirus. Roberto Romano (presidente nazionale della SIIET): “per aprire una Terapia Intensiva in Italia non servono solo strumenti, ma le competenze degli Infermieri”.

Questa pandemia sta tirando fuori tante delle contraddizioni presenti da sempre nella sanità del nostro paese. Quando, recentemente, uno studio (RN4CAST) ha tirato fuori la stretta correlazione che c’è tra mortalità e mancanza di infermieri nei servizi questo è passato, purtroppo, quasi inosservato nelle stanze che dove si decide. Gli infermieri hanno continuato a mancare.
Reparti al minimo o sotto organico, strutture private con rapporti di 1:40 o 1:60, dove spesso quell’uno è un collega appena laureato al suo primo incarico. La sanità è stata depauperata, in maniera sistematica, da decenni, nel silenzio colpevole di tutti noi, anche all’interno della professione, che avremmo invece dovuto denunciare ogni giorno questo scempio.

Adesso, in emergenza, si rincorrono ancora le situazioni tampone, si prova ad esempio a shiftare competenze infermieristiche su altre figure. Non ci sono abbastanza infermieri nel privato? Che problema c’è… inseriamo più OSS, magari quelli con formazione complementare (la mania tutta italiana delle spillette abilitanti), cosi scarichiamo i pochi infermieri che ci sono.

No. Servono infermieri, gli OSS figura importantissima, non possono subentrare ad infermieri che già mancavano in strutture dove già il livello di assitenza era ridotto all’osso prima di questa pandemia. Questo potrebbe accadere, e sarebbe anzi auspicabile se non come subentro come rinforzo, solo se il numero di infermieri fosse davvero adeguato. Ma non lo è, da sempre. E allora queste diventano soluzioni che depauperebbero ancora di più un sistema già in crisi, rischiando peraltro di stabilizzarsi, per motivi economici, anche alla fine di questa situazione da cui, chissà come e chissà quando, comunque usciremo.

Dovremo ridisegnare tante cose alla fine di tutto questo, e avere il coraggio di innovare il pensiero e le azioni. Le toppe sono anche quello che ci ha portato a questa situazione, quello che ci fa credere che per aprire un letto di terapia intensiva basti un letto, un monitor multiparametrico ed un ventilatore. Non è cosi. Servono competenze, altrimenti la gente muore. Sulle competenze, e la loro valorizzazione, dovremo agire.

Le soluzioni tampone, di emergenza, arrivano quando ha fallito la programmazione. E da noi, in buona parte, ha fallito.

Roberto Romano, Presidente Società Italiana Infermieri Emergenza Territoriale