Pubblicità

Emergenza Coronavirus. Roberto Saviano, lo scrittore di Gomorra, scrive sugli Infermieri e sul loro eroismo: “avere in famiglia uno di loro è un dono speciale”.

Avere nella propria famiglia un infermiere è un dono. L’avevo ascoltata, questa sorta di invocazione, con distrazione. La consideravo una di quelle frasi tipiche dell’opportunismo paesano del tenersi comodità vicine. È arrivata l’ora in cui ho compreso che avere nella tua famiglia un infermiere non è sapere chi chiamare per farti fare un’iniezione: ti permette di avere a tiro di braccio ben altro.

La possibilità di cogliere l’istinto all’altro, il naturale scegliere all’istante, l’assistenza, l’aiuto, l’essere accanto. Nulla di tutto questo è scontato in un essere umano.
In questi giorni l’infermiere di cui parlo si è dato con tutto se stesso, e mai mi sono sentito così fiero di lui.
Stanco, sottopagato, spesso maltrattato, ma ostinato nel suo lavoro. Infastidito dalla parola eroe, che viene spesa sugli infermieri come un modo galante per conferire un alloro momentaneo e coprire mancanze, la sottovalutazione economica, l’abbandono di una professione spesso considerata come un’alternativa alla disoccupazione. Assurdo.

Siamo un Paese disorganizzato, condannato ad essere sempre impreparato a ciò che accade, con una classe politica perennemente inadeguata. Ma in questo momento, come è nello spirito italiano, gli individui, le singole donne e i singoli uomini, stanno facendo la differenza andando al di là dei loro compiti, ben oltre le procedure.

Avere quest’infermiere, qui dinanzi a me (anche se posso vederlo solo via Skype), che si è dato senza esitare, rischiando e pagando il suo rischio di lavoro, ora mi riempie di senso.

E quella frase, “avere nella propria famiglia un infermiere è un dono”, solo ora so cosa significa.

Roberto Saviano – Scrittore

Illustrazione: Barbara Lupo.