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Emergenza Coronavirus. Oltre il danno ora anche la beffa. Il bonus di 100 euro per molti colleghi è solo un miraggio. Non tutti gli Infermieri, gli OSS e le Professioni Sanitarie l’hanno ricevuto.

Il premio previsto dall’art. 63 del “Cura Italia” non è mai giunto a tantissimi colleghi. I 100 euro lordi promessi dal Governo Conte dovevano arrivare sullo stipendio di aprile, ma in molti casi non sono mai giunti, soprattutto ai colleghi delle RSA, che stanno combattendo in prima linea come gli altri contro il Covid-19.

Poca pubblicità per i moduli di richiesta del Bonus e aziende che hanno ignorato i versamenti.

In realtà vi è una elargizione a “macchia di leopardo”, con Aziende Sanitarie ed Enti locali che hanno versato la somma inviata dal Governo centrale e altri che non lo hanno fatto. Alcune Asl, come quella della Romagna, prevedeva ad esempio la richiesta da parte dell’operatore, chi non ha compilato e inviato il modulo non ne ha praticamente diritto. Peccato che sulla questione sia stata fatta poca pubblicità.

In altre realtà è andata peggio. Le auto-certificazioni e le richieste del bonus non sono state mai messe a disposizione di Infermieri, Infermieri Pediatrici, Ostetriche/i, OSS, Professioni Sanitarie e altri operatori.

I 100 euro sono stati promessi a marzo e dovevano arrivare in busta paga ad aprile, ma come dicevano non sempre è stato così, di qui la polemica e la protesta di tanti colleghi.

Chi avrebbe dovuto ricevere il premio di 100 euro?

Ne avrebbero diritto i titolari di reddito da lavoro dipendente che possiedono una dichiarazione reddituale complessiva dell’anno precedente di importo non superiore a 40mila euro (per i giorni effettivamente svolti presso la propria sede di lavoro).

Pagamenti a singhiozzo.

Pagamenti a singhiozzo si sono registrati in Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Puglia, Sicilia, Sardegna, Lazio, Campania e Veneto, ma ci giungono notizie anche dalle restanti regioni.

Possibile che si debba sempre promettere e mai mantenere?