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Emergenza Coronavirus. L’appello degli infermieri di tutto il Piemonte al premier Conte: «Serve aiuto, lo Stato sostenga i nostri sforzi».

«Gli infermieri sono da parecchi giorni sottoposti a turni massacranti e sovente sono costretti ad intervenire senza le necessarie protezioni. Molti di loro risultano contagiati e quindi posti in isolamento, impoverendo ulteriormente le già deboli risorse di cui disponiamo. Altri sono ricoverati, parecchi anche in gravi condizioni a seguito del contagio»: è una richiesta di aiuto per una emergenza assolutamente nuova e inesplorata, quella che il Coordinamento regionale delle professioni infermieristiche ha fatto al Governo.

In una lettera, il presidente Massimiliano Sciretti – a nome dei presidenti provinciali OPI di tutta la Regione Piemonte – si è rivolto al presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, al Ministro della Salute Roberto Speranza, al capo dipartimento della Protezione Civile Angelo Borrelli e al Governatore del Piemonte Alberto Cirio.

Un accorato appello ai vertici di Stato e Regione per evidenziare le enormi difficoltà in cui si trovano gli operatori sanitari negli ospedali piemontesi: «In pochi giorni i paradigmi della nostra professione si sono dovuti rivedere completamente. In breve tempo ci siamo dovuti confrontare, oltre che con la sofferenza fisica dei pazienti, anche con la loro profonda angoscia specie quando si trovano agonizzanti, senza il conforto di persone a loro care a morire soli, con il solo conforto di un infermiere come in tempo di guerra».

E ciò perchè lo scenario in cui gli infermieri si trovano ad operare è assolutamente nuovo ed inesplorato di fronte a una epidemia che mette a dura prova il Servizio Sanitario Nazionale e coinvolge direttamente migliaia di cittadini e di professionisti. «La situazione è grave e riteniamo che nei prossimi giorni possa aggravarsi ulteriormente – spiega Sciretti in rappresentanza di tutti i presidenti delle OPI del Piemonte – c’è l’urgente e indilazionabile necessità di personale infermieristico che possa almeno sostituire i professionisti contagiati, di dispositivi di protezione individuali, di medicinali e di posti letto. La nostra preghiera è di non far mancare il sostegno dello Stato al nostro sforzo e di rispondere all’appello che Vi rivolgiamo».