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Emergenza Coronavirus. Il DL 18/2020 non fa chiarezza sulle mascherine protettive anti-Covid. Siamo tutti nella “giungla delle mascherine” e del caos più totale.

Il Decreto legge 17/03/2020 n.18 dice all’Art.15, comma 1, che “…è consentito produrre, importare e immettere in commercio mascherine chirurgiche e dispositivi di protezione individuale in deroga alle vigenti disposizioni”; inoltre al comma 2: “I produttori e gli importatori delle mascherine chirurgiche di cui al comma 1, e coloro che li immettono in commercio i quali intendono avvalersi della deroga ivi prevista, inviano all’Istituto superiore di sanità una autocertificazione nella quale, sotto la propria esclusiva responsabilità, attestano le caratteristiche tecniche delle mascherine e dichiarano che le stesse rispettano tutti i requisiti di sicurezza di cui alla vigente normativa. Entro e non oltre 3 giorni dalla citata autocertificazione le aziende produttrici e gli importatori devono altresì trasmettere all’Istituto superiore di sanità ogni elemento utile alla validazione delle mascherine chirurgiche oggetto della stessa. L’Istituto superiore di sanità, nel termine di 3 giorni dalla ricezione di quanto indicato nel presente comma, si pronuncia circa la rispondenza delle mascherine chirurgiche alle norme vigenti”.

Ma vi lascio leggere tutti gli articoli a questo link, inutile riproporli in questo servizio.

La sostanza è che la responsabilità è di chi le produce o le commercializza ossia di chi, in deroga, ha fornito le mascherine facendo salti mortali per inventarsene qualcuna col materiale a disposizione. Intanto cominciamo a dire che Mascherina Chirurgica NON è una mascherina sanitaria ma è detta chirurgica perché protegge il paziente che deve essere operato, in sala operatoria, da eventuali “droplet” ovvero schizzi di piccolissime particelle di saliva. Quindi è una qualunque mascherina che protegge gli altri. Questa è la prima contraddizione nel mondo mascherine, infatti le persone comuni, pensano che le mascherine chirurgiche sono quelle che più proteggono se stessi! Se le adoperano in ospedale sono di sicuro le migliori!

Ma torniamo a bomba sul decreto: comma 4: “Qualora all’esito della valutazione di cui ai commi 2 e 3 i prodotti risultino non conformi alle vigenti norme, impregiudicata l’applicazione delle disposizioni in materia di autocertificazione, il produttore ne cessa immediatamente la produzione e all’importatore è fatto divieto di immissione in commercio”. Prima ce le fai produrre, ci fai attrezzare per immettere sul mercato le mascherine, non ci dici quali caratteristiche debbano avere per essere considerate idonee, o meglio ci dai delle indicazioni contrastanti, in 3 giorni l’Istituto Superiore di Sanità ci darà il parere tecnico. I giorni effettivi sono 60 circa da come si evince da un articolo del sole 24 ore del 01.04.2020 “Le aziende producono mascherine ma negli ospedali non si possono utilizzare”.

E i medici dicono NO a quelle chirurgiche! Ma come? Quelle chirurgiche? I medici dicono NO? La popolazione è confusa non ci capisce più nulla! Ma l’approssimazione al buon senso ci ha sempre caratterizzati quale popolo Italiano. È vero che ci prodighiamo e siamo padroni dell’arte dell’arrangiarsi, soprattutto nei momenti difficili, quanto è vero che la burocrazia la fa da padrona e spesse volte parla chi di sanità non dovrebbe parlarne e soprattutto scriverne.

Torniamo alle mascherine: Il Politecnico di Milano e anche nelle altre Regioni, sono stati incaricati di esaminare le schede tecniche delle mascherine prodotte e di valutarne l’effettiva traspirabilità e coefficiente di protezione per poter presentare all’Istituto di Sanità un documento che dichiari che effettivamente le mascherine prodotte siano protettive.

Le richieste al politecnico sono arrivate nell’ordine di migliaia. Troviamo a Milano soltanto due persone incaricate che sono responsabili di queste procedure: la Prof.ssa Pedeferri e il Prof. Sala che siamo andati a trovare il 14/04/20 ma non erano presenti al mattino alle 10.00 così riferito dalla signora Adriana della portineria. In un momento così cruciale per l’Italia vuoi che soltanto due persone debbano esaminare due bancali pieni di mascherine?

Torniamo alle mascherine: tra le migliori mascherine per proteggere i sanitari troviamo in commercio le FFP3 che consentono di proteggersi da batteri, virus e proteggono anche gli altri da eventuale trasmissione da chi le indossa infatti hanno un potere filtrante a 0.023 micron. Anche le FFP2 consentono questo tipo di protezione contro virus e batteri ma hanno un potere filtrante 03 micron ovvero 10 volte inferiore alle FFP3 e non sono adatte a proteggere il personale sanitario dal Coronavirus SARS-Cov-2!

Esistono poi le omologazioni cinesi ovvero Niosh 95 o N95, anch’esse corrispondenti alla FFP2, quindi poco efficaci contro il covi19 la cui grandezza è di circa 0.12 micron. La mascherina chirurgica, quella usa e getta per intenderci ha un filtraggio fino a 2 micron, quindi protettiva soltanto per la polvere.

Adesso fate le vostre considerazioni. Gli unici che dovrebbero avere mascherine altamente protettive sono i sanitari che stanno a contatto costante con persone infette o potenzialmente infette da covid19, tutti i sanitari, specialmente quelli che lavorano sul territorio. Loro sono maggiormente esposti al contagio così come lo sono tutti gli operatori sanitari degli ospedali, delle RSA, dei nosocomi di cura.

E’ a loro che la protezione civile deve garantire, visto che ha sequestrato tutte le forniture in arrivo, la salvaguardia della salute. Senza sanità non ci può essere salute e senza salute non esiste un paese!