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Emergenza Coronavirus. Gli Ordini infermieristici della Lombardia, all’unisono, plaudono ai sindacati Cgil, Cisl, Uil, Fials, Nursind, Nursing Up, Fsi Usa e USB: “state facendo un ottimo lavoro a sostegno delle professioni sanitarie”.

Per difendere gli Infermieri, ma anche i Medici, le Ostetriche, gli OSS e le Professioni Sanitarie, gli Ordini delle Professioni Infermieristiche della Lombardia scendono prepotentemente in campo per denunciare lo stato di pericolo e di degrado protettivo in cui sono costretti a lavorare gli operatori. Lo fanno incitando le organizzazioni sindacale a fare sempre di più e meglio a difesa dei lavoratori in uno scenario di vera e propria guerra mondiale.

Gli Ordini infermieristici lombardi scrivono ai sindacati una apposita lettere di incitamento a non arrendersi. La missiva è firmata dalla collega Stefania Pace, in rappresentanza di tutti gli OPI lombardi. Qui Infermieri e altri professionisti sanitari e socio-sanitari si sono infettati e sono morti di Covid-19 per la mancanza di procedure idonee alla loro difesa e soprattutto di necessari Dispositivi di Protezione Individuale, che molte aziende hanno negato, nascosto o rifiutato per troppo tempo.

Ecco la lettera degli OPI Lombardi ai sindacati.

Alla c.a.

  • Funzione Pubblica CGIL Lombardia Segreteria Generale
  • Funzione Pubblica CISL Lombardia Segreteria Generale
  • Funzione Pubblica UIL Lombardia Segreteria Generale
  • Coordinamento Regionale NurSind Lombardia
  • FIALS – Segreteria Regionale Lombardia
  • Nursing Up – Consigliere Referente Regionale
  • FSI – FUSAE
  • USB Lombardia

Come si evince dalle continue notizie la Lombardia è certamente la Regione più colpita dall’emergenza coronavirus. In prima linea, a difesa dei cittadini lombardi ci sono medici, infermieri, professionisti sanitari e operatori sociosanitari.

Il coordinamento degli OPI della Lombardia, in rappresentanza dei propri professionisti sostiene tutte le iniziative che le organizzazioni sindacali CGIL-CISL-UIL-FIALS-Nursing Up – FSI USAE – USB Lombardia e Nursind hanno messo in atto in questo difficile momento di emergenza sanitaria, riconoscendo e sostenendo il fondamentale ruolo che tutti gli infermieri hanno svolto e continuano a svolgere nella gestione dell’emergenza.

A un mese e mezzo dall’esplosione dell’epidemia da Covid-19 in Regione Lombardia gli infermieri lombardi lavorano e assistono i malati in un irrisolto scenario di carenza di appropriati Dispositivi di Protezione Individuale e in assenza di qualsivoglia misura di riconoscimento e valorizzazione per quanto stanno facendo, anche a costo della propria salute e della propria vita.

In qualità di Coordinamento degli Ordini delle Professioni Infermieristiche della regione Lombardia intendiamo dare voce ai colleghi che segnalano incessantemente carenze organizzative e procedurali, forniture di DPI inappropriate e insufficienti, condizioni stipendiali e salariali irrispettose e non più tollerabili.

Gli operatori sanitari della Lombardia stanno pagando un prezzo carissimo per i fallimenti delle strategie di contenimento di questo Servizio Sanitario Regionale ospedale-centrico, che paga l’aver voluto ignorare l’assistenza nelle case dei cittadini fragili e affetti da cronicità con l’attivazione puntuale e sistematica dell’infermiere di famiglia e di comunità.

Oggi gli infermieri lombardi raccontano dei contagi tra il personale sanitario per presidi inadeguati o assenti, di decessi di ospiti nelle Residenze Sanitarie Assistenziali lasciate sole e senza supporto, di centri storici con anziani lasciati soli in casa. Ciononostante, gli infermieri lombardi non lesinano impegni, passione, generosità, competenza e altruismo: ma che non vengano chiamati eroi, gli infermieri lombardi sono dei Professionisti!

Certi che mai come in questo momento, Ordine e Sindacato, ognuno nei propri ruoli, debbano lavorare assieme per raggiungere un obbiettivo congruo a ridare la giusta dignità ai nostri professionisti, auspichiamo la più ampia collaborazione con tutte le organizzazioni sindacali.

Non c’è più tempo, o si interviene adesso, economicamente e organizzativamente, o alla fine di questa epidemia il SSR non avrà più sufficienti pilastri per stare in piedi: gli infermieri.

Le azioni concrete richieste oggi sono il preludio a riconoscimenti dovuti da tempo e che si devono concretizzare domani: contratti degni per i professionisti, sviluppo di carriera con il riconoscimento effettivo degli infermieri specialisti ed esperti, dirigenze semplici e complesse, presenza accademica formalizzata.

Cordiali saluti.

Il Coordinatore Coordinamento Regionale OPI della Lombardia
Dott.ssa Stefania Pace