Coordinatore Infermieristico arrestato per furti in sala operatoria per un valore di 800.000 euro.

La notizia è di quelle con il botto. Arrestato qualche ora fa il coordinatore infermieristico del blocco operatorio dell’Azienda Ospedaliera “Santa Croce e Carle” di Cuneo.

Si tratta di Antonio Iannicelli (nella foto), 57 anni, iscritto dal 1991 all’Ordine delle Professioni Infermieristiche del cuneese. L’accusa è pesante. I militari della Guardia di Finanza, travestiti da Medici, lo hanno arrestato e poi condotto ai domiciliari per foto aggravato in varie sale operatorie. Mancherebbero all’appello attrezzature e presidi per circa 800.000 euro.

Lo riferisce il collega Lorenzo Boratto sul quotidiano “La Stampa“. A quanto sembra, lo hanno arrestato l’altra mattina nel nuovo blocco operatorio delle attività chirurgiche del «Santa Croce» di Cuneo, di cui è coordinatore per materiali, attrezzature, logistica.

I militari della Guardia di Finanza erano in borghese, pare «travestiti» da medici, per non dare nell’occhio. L’arrestato è Antonio Iannicelli, 57 anni, caposala del blocco operatorio. Fermato mentre era al lavoro insieme a parecchi altri colleghi. Ora è agli arresti domiciliari.

L’accusa per l’infermiere caposala è di truffa aggravata ai danni dello Stato. In diversi anni risulterebbe responsabile di un ammanco di materiale dalla sezione protesica dell’azienda ospedaliera e di altro materiale sanitario, per un valore superiori agli ottocentomila euro. Procura di Cuneo e Guardia di Finanza non commentano la misura cautelare eseguita nei giorni scorsi. «Gli accertamenti sono ancora in corso e i dettagli non possono essere rivelati per adesso – spiegano -. Sono indagini delicate, avranno probabilmente ulteriori sviluppi».

I finanzieri sono entrati nell’ospedale del capoluogo dall’ingresso di via Bassignano, proprio dove sorge il blocco operatorio. Dopo l’arresto, poi convalidato dal Gip del tribunale di Cuneo, avrebbero anche sequestrato documentazione e rendiconti dell’ospedale per le successive verifiche.

Fascicolo aperto nel 2018.

L’infermiere, originario della provincia di Salerno, è dipendente dell’ospedale di Cuneo da 34 anni. Il fascicolo della Procura del capoluogo, aperto a fine 2018, è curato dal procuratore capo Onelio Dodero. Le indagini e il fermo sono stati eseguiti dal nucleo di polizia tributaria della Finanza di Cuneo.

L’infermiere arrestato, che aveva accesso al magazzino delle protesi, non sarebbe accusato di aver favorito alcuna ditta, ma avrebbe contribuito a far «sparire» il materiale che poi veniva utilizzato altrove, forse all’estero.

Le indagini, innescate da una verifica di budget dell’Azienda ospedaliera che aveva rivelato discrpanze, potrebbero anche acclarare chi eventualmente collaborasse con lui.

L’intervento della direzione ospedaliera.

Il direttore generale dell’azienda ospedaliera S.Croce e Carle di Cuneo, in relazione all’arresto dell’infermiere dichiara: “Lo abbiamo fatto, tra l’altro, anche per tutelare i nostri dipendenti che nella stragrande maggioranza lavorano con impegno e abnegazione, garantendo un eccellente posizionamento dell’Azienda per qualità delle prestazioni nel contesto provinciale e regionale”.

Violate norme precise.

In Italia tutte le protesi impiantabili hanno per legge un codice e sono sempre tracciate, inclusi i dati anagrafici del paziente a cui sono state impiantate. Un provvedimento necessario per favorire gli accertamenti come quello in corso da parte della Procura di Cuneo, ma anche fondamentali in caso di difetti, problemi, richiami dei pazienti.

Il maggior numero di protesi impiantate in un ospedale come il «Santa Croce e Carle» riguardano il reparto di Ortopedia e le protesi al seno, ma sono decine le tipologie.

La più parte sono effettuate proprio nel blocco operatorio del «Santa Croce» dove l’altra mattina i finanzieri hanno arrestato il caposala.

Gli accertamenti sul maxi-ammanco per oltre ottocentomila euro di valore nel magazzino protesi sono iniziati grazie a un’indagine interna, che risale allo scorso anno: non c’era corrispondenza tra il materiale protesico acquistato dal maggiore ospedale della provincia e quello che poi era effettivamente impiantato su pazienti, sia in regime di sanità pubblica sia intra ed extra moenia. Incongruenze eccessive che hanno fatto nascere sospetti nell’ospedale e indotto i vertici dell’azienda pubblica a rivolgersi alla Procura di Palazzo di Giustizia in piazza Galimberti per le indagini e gli accertamenti. Dopo alcuni mesi di verifiche è scattato l’arresto dell’infermiere, ora ai domiciliari.

Da quest’anno inoltre la gestione della protesica è in fase di passaggio dagli uffici amministrativi di corso Brunet, ma alla farmacia ospedaliera interna: una decisione presa proprio in seguito agli accertamenti dell’azienda sanitaria, l’unica della provincia, che per adesso ha preferito non commentare né rilasciare dichiarazioni sulla vicenda.

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