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Tromboelastogramma: cos’è, a cosa serve e come funziona?

Tromboelastogramma: cos’è, a cosa serve e come funziona?
Tromboelastogramma: cos'è e come funziona?

Tromboelastogramma: cos’è e come funziona?

In una situazione di sanguinamento d’emergenza si può ricorrere ad un esame clinico come il tromboelastogramma (TEG) che consente di valutare la coagulazione del sangue, misurando la velocità di formazione, l’elasticità e la velocità di retrazione del coagulo.

Tramite il tromboelastografo è possibile  determinare il processo di coagulazione del sangue in presenza di deficit di uno o più dei fattori di coagulazione, si possono inoltre rilevare eventuali alterazioni da imputare  al numero ed alla funzionalità delle piastrine.

L’esame offre vantaggi in termini diagnostici e soprattutto di approccio terapeutico in caso di sanguinamento massivo con lo scopo di arrestare tempestivamente l’emorragia, mantenendo una certa stabilità emodinamica per poter così garantire la perfusione tissutale periferica.

Assume quindi grande centralità la conoscenza dello stato della coagulazione nel caso in cui il paziente si trova in una condizione d’urgenza, per comprendere il meccanismo fisiopatologico del sanguinamento e poter scegliere una terapia farmacologica adeguata per trattare la coagulopatia e le varie disfunzioni fisiopatologiche che si possono riscontrare dal punto di vista clinico.

Il tromboelastogramma, ideato da Helmut Hartet nel 1948, rappresenta ancora oggi il solo metodo di misura della coagulazione globale.

Usando questo esame è possibile analizzare le proprietà fisiche del coagulo prendendo in considerazione tutte le componenti cellulari e plasmatiche che prendono parte al processo di coagulazione del sangue, dall’analisi dei vari parametri del grafico è possibile formulare un’accurata valutazione delle varie fasi dell’emostasi.

Si traccia così il profilo di emostasi che fornisce una misura del tempo necessario per la formazione del primo filamento di fibrina, della cinetica della formazione del coagulo, della forza del coagulo e della dissoluzione del coagulo.

Attraverso il test di tromboelastogramma si ottiene la registrazione grafica delle diverse fasi della coagulazione e della trombolisi, è possibile dunque studiare le proprietà fisiche del coagulo: nel corso del test della coagulazione si effettua la registrazione grafica di alcuni dei fenomeni che accompagnano il processo di coagulazione tra cui la velocità di formazione del coagulo, le sue caratteristiche fisiche e la velocità di retrazione.

Il tromboelastografo, o tromboelastometro, è lo strumento che misura in tempo reale le caratteristiche meccaniche di un materiale coagulante durante il processo di indurimento.

È costituito da un pendolo appeso ad un filo di torsione e sospeso in un campione di sangue che ruota avanti/indietro in un arco di cerchio noto con tempi noti.

Man mano che il sangue coagula, stabilisce un legame fisico con il pendolo, inducendogli una rotazione proporzionale alla sua forza ed elasticità.

Il segnale derivato dal movimento del pendolo fornisce delle informazioni specifiche sulla qualità (ma non sulla quantità) dei componenti del sangue e della loro combinazione, consentendo di effettuare terapie mirate in pazienti sottoposti ad interventi invasivi comportanti compromissione del sistema coagulativo.

Dopo un periodo di accantonamento, questo strumento è stato recentemente rivalutato per le informazioni che fornisce durante i trapianti, e per il suo contributo al risparmio di emoderivati.

Dott. Giovanni Maria Scupola

Nato a Lecce. Blogger, web-writer, nurse-reporter. Laurea in Infermieristica (Bari, 2004), Laurea Specialistica (Parma, 2008), Master in Management e Coordinamento (Roma, 2011).

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