Scala ASA: valutazione del rischio anestesiologico.

Scala ASA, prezioso strumento per valutare il rischio anestesiologico per gli interventi chirurgici.

La Scala ASA (che prende il nome dalla società scientifica statunitense American Society of Anesthesiologists) è un prezioso strumento utile a capire l’idoneità o meno di un paziente in procinto di intervento chirurgico.

In Italia viene somministrata specialmente in fase di preospedalizzazione chirurgica ed è stata adottata da diversi sistemi sanitari regionali (uno su tutti l’Emilia Romagna).

L’ASA prevede una valutazione dello stato di salute complessivo del paziente con conseguente classificazione in 6 stadi:

  1. Nessuna alterazione organica, biochimica o psichiatrica.
  2. Malattia sistemica lieve correlata o no alla ragione dell’intervento.
  3. Patologia sistemica severa ma non invalidante correlata o no alla ragione dell’intervento.
  4. Malattia sistemica grave con prognosi severa che pregiudica la sopravvivenza indipendentemente dall’intervento.
  5. Paziente moribondo che non sopravviverà alle prossime 24 ore successive, che viene sottoposto a intervento come ultima possibilità.
  6.  Paziente dichiarato deceduto cerebralmente i quali organi sono destinati a espianto.

Questa scala ha visto inserire anche un nuovo stadio, grazie ad alcune revisioni ispirate alla pratica clinica.

E. Intervento chirurgico non dilazionabile e che non permette una completa valutazione del paziente e la correzione di ogni anomalia.

Dove E sta, ovviamente, per Emergenza.

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