Rischio clinico, focus per medici e infermieri.

Rischio clinico, focus per medici e infermieri.
Rischio clinico, focus per medici e infermieri.

Gestione del rischio in ambito sanitario.

Oggi prevenire gli errori in ambito sanitario è sempre più importante per tutti i professionisti, come medici e infermieri. Nella logica della gestione dell’errore è importante parlare di gestione del rischio (risk management).

Il Ministero della Salute nel suo glossario, edito nel sito istituzionale, definisce rischio (risk): “condizione o evento potenziale, intrinseco o estrinseco al processo, che può modificare l’esito atteso del processo. È misurato in termini di probabilità e di conseguenze, come prodotto tra la probabilità che accada uno specifico evento (P) e la gravità del danno che ne consegue (D); nel calcolo del rischio si considera anche la capacità del fattore umano di individuare in anticipo e contenere le conseguenze dell’evento potenzialmente dannoso (fattore K)”.

Il rischio di per sé è passibile del controllo da parte dell’uomo, e per questa caratteristica lo si distingue dal pericolo che invece si connota come non controllabile da parte dell’uomo. Nel suddetto glossario si parla di gestione del rischio clinico (clinical risk management) definendola come: “processo sistematico, comprendente sia la dimensione clinica che quella gestionale, che impiega un insieme di metodi, strumenti e azioni che consentono di identificare, analizzare, valutare e trattare i rischi al fine di migliorare la sicurezza dei pazienti.”

Le caratteristiche fondamentali del complesso sistema di gestione del rischio clinico sono: l’approccio sistemico, il metodo e gli strumenti operativi. Questi elementi si intersecano creando un processo complesso e che si evolve su più livelli, orizzontale e verticale, all’interno della organizzazione sanitaria che nel suo essere si contraddistingue per complessità e vulnerabilità.

Si stima che l’80% degli incidenti che si verificano in ambito sanitario sia di natura sistemica (Di Denia, 2007), pertanto si evince che gli incidenti non avvengano per mancanza di conoscenze. Orientando l’approccio di gestione verso un’ottica sistemica si sposta l’attenzione dal singolo operatore verso l’intera organizzazione. Questo approccio si compone di diversi elementi tra cui:

  • Accountability, termine anglosassone che identifica i risultati che si sviluppano da determinati processi. Un termine che si accosta di più al suddetto vocabolo è in italiano il termine responsabilità. Nel contesto sanitario è evidente che calandolo nell’ottica sistemica si parli di responsabilità di sistema e quindi di un principio che richiama la coerenza al mandato che l’organizzazione stessa si è data. Rendere trasparenti le proprie decisioni ed essere in grado di rispondere davanti ai fatti sono elementi fondamentali di tale principio.
  • Efficacia, efficienza, appropriatezza. Questa triade di vocaboli è alla base del comportamento di ogni sanitario sia esso nel comparto o nella dirigenza, questi tre principi sono tra loro interconnessi e imprescindibili per la realizzazione della corretta gestione del rischio; infatti all’interno di ogni organizzazione qualsiasi azione dovrà raggiungere un risultato prefissato (essere efficace), col minor dispendio di risorse (essere efficiente), rivolgendo l’attenzione al soggetto giusto nel minor tempo e con la maggiore utilità possibile (appropriatezza). Si definisce dunque efficacia il raggiungimento di un risultato, mentre efficienza il corretto uso delle risorse disponibili. Per definire il concetto di appropriatezza bisognerà invece individuare il contesto di utilizzo; a livello clinico si definisce appropriato ogni prestazione erogata in modo efficace e indirizzata al bisogno effettivo del soggetto, a livello organizzativo si parlerà di appropriatezza per definire il miglior utilizzo del contesto organizzativo ai fini dell’erogazione di una prestazione sia essa temporalmente adeguata, sicura, economica, gradevole per il soggetto che la riceve;
  • Sicurezza organizzativa e qualità. Questi due concetti si legano in una simbiosi che permette ad ogni organizzazione sanitaria di far fronte a nuovi bisogni costruendo percorsi standardizzati e il cui controllo della qualità è elemento fondante.

Le organizzazioni sanitarie si caratterizzano per la loro complessità gestionale, sia in termini di natura clinica sia di natura organizzativa. Uso di tecniche di analisi e elaborazione dei processi è alla base del metodo. Inoltre tra gli elementi fondamentali della gestione del rischio troviamo oltre all’approccio sistemico, uso di un metodo e di strumenti operativi. La gestione del rischio si sviluppa attraverso strategie che metodologicamente si distinguono in processi proattivi e processi reattivi

Link di approfondimento:

Bibliografia:

  • Calamandrei C., a cura di Orlandi C., Manuale di management per le professioni sanitarie, McGraw Hill, 2015
  • Joris M.C., Coletti P., Gestione di progetti e del rischio clinico, Il Pensiero Scientifico Editore, 2012
  • Del Poeta G., Mazzufero F., Canepa M., Il risk management nella logica del governo clinico, McGraw Hill, 2006
  • Caminiati A., Di Denia P., Mazzoni R., Risk Management, Carrocci Faber, 2007

 

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