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Management Sanitario: principi fondamentali e norme di riferimento per le professioni sanitarie.

Come è cambiato il management sanitario tra i Professionisti della Salute in Italia? Ecco un sunto su ciò che è accaduto dal 1992 ad oggi.

Nella storia dell’evoluzione del Servizio Sanitario Nazionale, i decreti legislativi 30 dicembre 1992 n.502 e 7 dicembre 1993 n.517 introdussero il concetto di Aziendalizzazione e direzione manageriale per le professioni sanitarie, affidata ad un Direttore Generale che si impegna a perseguire gli obiettivi indicati dal Piano Sanitario Regionale delle singole Aziende Sanitarie.

La dirigenza del Servizio Sanitario Nazionale si articola attualmente in due aree principali: dirigenza del ruolo sanitario e dirigenza dei ruoli professionale, tecnico e amministrativo. Nello specifico la dirigenza del ruolo sanitario si suddivide ulteriormente in: dirigenza medica (dirigente medico, dirigente veterinario, dirigente odontoiatra), e dirigenza non medica (dirigente psicologo, dirigente biologo, dirigente fisico, dirigente chimico e dirigente farmacista).

Con la legge 251/2000 all’art. 6, viene introdotta nella dirigenza del ruolo sanitario anche la qualifica di

dirigente delle professioni sanitarie, infermieristiche, tecniche, della riabilitazione, della prevenzione e della professione ostetrica e di assistente sociale. A tutti i dirigenti spettano funzioni di indirizzo, controllo e gestione di tutti i processi aziendali degli uffici ai quali sono preposti. Le norme in campo sanitario fondamentali negli anni per lo sviluppo della figura dirigenziale sono:

Decreto legislativo 19 giugno 1999 n. 229 – DECRETO BINDI, ridefinisce per primo i criteri di accesso alla figura di direttore generale richiedendo un diploma di laurea ed un’esperienza di almeno cinque anni nel settore sanitario o sette anni in altri settori. Il direttore è nominato dal Presidente della Regione dopo delibera della Giunta regionale, l’incarico ha una durata che non può essere inferiore a 3 anni né superiore a 5, rinnovabile. Il direttore generale nomina il direttore amministrativo (laureato in discipline giuridiche con un’età inferiore ai 65 anni e almeno 5 anni di attività di direzione) e il direttore sanitario (medico con età inferiore a 65 anni e almeno 5 anni di attività di direzione) definendone i compiti e delegando funzioni.

Decreto legge 13 dicembre 2012 n. 158 – RIFORMA BALDUZZI, ridefinisce i criteri di nomina del direttore generale, nominato attingendo da un elenco regionale di idonei aggiornato ogni due anni. Cambiano anche i requisiti poiché possono accedere alla funzione anche coloro che hanno compiuto 65 anni. I direttori generali nominano inoltre i responsabili di unità operativa complessa a direzione universitaria ed incaricano quelli di struttura semplice. Viene introdotta l’istituzione obbligatoria del Collegio di Direzione.

Legge 7 agosto 2015 n. 124 – RIFORMA MADIA, l’età di accesso viene riportata al di sotto dei 65 anni e i direttori vengono nominati dai Presidenti di Regione che sono obbligati ad attingere da un elenco nazionale aggiornato ogni due anni. Tra i requisiti viene aggiunto il possesso della laurea magistrale e il possesso di un attestato rilasciato all’esito di un corso di formazione in materiale di sanità pubblica e organizzazione sanitaria.

Ulteriore norma fondamentale per valorizzare il ruolo manageriale dei professionisti sanitari è la legge 1° febbraio 2006 n. 43 che individua la funzione di coordinamento delle professioni sanitarie istituendo come requisito di accesso il possesso di un master di primo livello in management o per le funzioni di coordinamento ed esperienza almeno triennale nel profilo di appartenenza.

Queste norme sopra elencate, insieme a molte altre, hanno permesso di riconoscere nella storia della sanità italiana il ruolo e il livello intellettuale raggiunto dai professionisti sanitari che ci auguriamo nel tempo vada sempre crescendo e valorizzi l’importanza di queste figure professionali nella società.

Bibliografia.

R. Caruso, G. Guerriero, F. Pittella – EDISES, Il manuale dei concorsi per infermiere, III edizione, capitolo 7 (2019).

Dott.ssa Alessandra Salerno
Classe 1996. Ha studiato presso l'Università di Bologna conseguendo la laurea in Infermieristica (Aprile 2019) con tesi di laurea in salute mentale "Assistenza infermieristica al paziente oncologico con disturbo da stress post traumatico". Attualmente studentessa del Corso di Laurea Magistrale in Scienze Infermieristiche ed Ostetriche all'Università di Bologna. Le piacerebbe un giorno occuparsi di assistenza infermieristica in area pediatrica.
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