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Epatite: varie tipologie di epatiti infettive.

Epatite: varie tipologie di epatiti infettive.

L’epatite è tra le patologie infettive più diffuse. Infermieri e medici quotidianamente si impegnano nel trattamento e nella prevenzione della patologia.

Un virus se contratto non è facilmente curabile. Ci sono diverse tipologie di epatite e altrettante vie di trasmissione. Ecco le tipologie, i trattamenti e le cure necessarie.

Dal suffisso “-ite” è semplice capire come la parola epatite si caratterizzi per un’infiammazione, ma è importante sapere che non tutte le tipologie di epatiti sono di natura infettiva. Esistono alcune tipologie di epatiti che hanno natura autoimmune.

Le tipologie di epatiti infettive sono cinque: A, B, C, D, E. L’epatite A, detta anche “alimentare” deriva dall’ingestione di cibi o acqua contaminati da materiale infetto. La trasmissione avviene per via oro-fecale, solitamente ha un esordio acuto e si risolve con specifiche cure. Inoltre esiste anche un vaccino, che attualmente in Italia è previsto per tutti coloro che si recano in paesi esotici e tropicali.

L’epatite B può manifestarsi in maniera acuta ed evolvere in affezione cronica. Per prevenirla oltre ad adottare comportamenti non a rischio, è possibile vaccinarsi. La vaccinazione è offerta a tutti i bambini nati dal 1991 (Legge 165 del 27 maggio 1991). La trasmissione del virus avviene per via sessuale o ematica, tramite il contatto tra fluidi corporei e sangue. Il periodo di incubazione va da un mese sino a sei mesi. Una volta contratta l’infezione se non viene debellata può svilupparsi in patologia cronica.

L’epatite C, la più temuta, non ha un vaccino per prevenirla. Sicuramente è quella che si è riuscita ad arginare meno rispetto all’epatite B per via della mancanza del vaccino. Nel nostro paese un 3-15% di tutta la popolazione nostrana ha contratto il virus e non lo sa.

L’epatite D, detta anche “delta” come la lettera greca, è forse la meno conosciuta, sicuramente la più rara e temuta è un appendice dell’epatite B.

L’epatite E, contratta per via oro-fecale attraverso l’ingestione di acque contaminate da materiale fecale di persone infette da HVE, è una forma molto acuta e pericolosa.

Dott.ssa Giulia De Francesco

Infermiera, classe 1994. Vive a Imola e lavora presso l’Istituto di Montecatone - Ospedale di Riabilitazione; ha prestato la sua opera in passato nell'AUSL Romagna. Laurea in infermieristica con Lode presso l'Università di Bologna, I sessione (ottobre 2016). Master in funzioni di coordinamento con Lode presso l'Università di Modena e Reggio Emilia, I sessione (novembre 2018). Una pubblicazione scientifica sulla rivista italiana ANIPIO "Sperimentazione di una check-list per implementare un Bundle per la prevenzione delle batteriemie correlate a Catetere Venoso Centrale" (ottobre 2017). Ama leggere e camminare, non datele un microfono perché improvvisa un karaoke ovunque.

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