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Clorexidina o Betadine: cosa usano medici e infermieri per l’antisepsi.

Clorexidina o Betadine: cosa usano medici e infermieri per l’antisepsi.

Per eseguire l’antisepsi della cute gli infermieri e i medici possono scegliere tra vari prodotti, ma qual è il migliore?

Ecco uno trial randomizzato che conferma ciò che da vari anni si sta implementando: l’uso della clorexidina a discapito dello Iodiopovidone. Infermieri e medici praticano l’antisepsi prima di ogni una manovra invasiva. tale azione viene eseguita più volte al giorno.

Partiamo dalla distinzione tra antisepsi e disinfezione, entrambe profilassi per la diminuzione della carica microbica. Quando parliamo di antisepsi intendiamo la prassi utilizzata per impedire e diminuire la proliferazione di microrganismi su substrato, cioè su tessuto vivente. La disinfezione invece è una misura profilattica al fine di diminuire la contaminazione microbica in fase vegetativa, ovvero su superfici o sostanze inerti, attraverso un azione chimica o fisica.

Pensiamo ora alla pratica quotidiana: quante volte un infermiere effettua l’antisepsi della cute in turno? o un chirurgo durante un turno di sala operatoria? La risposta è svariate volte. Sono stati condotti numerosi studi per verificare e distinguere l’efficacia dei due prodotti, e ciò che si è dimostrato è che nonostante nella pratica quotidiana vediamo spesso l’uso del povidone iodio è meglio preferire secondo le evidenze la Clorexidina.

Che caratteristiche sono richieste per l’antisettico ideale:

  • Potenza e selettività di azione;
  • Bassa tensione superficiale tale da essere spalmati;
  • Attività anche alla presenza di essudati infiammatori;
  • Assenza di tossicità sulla cute;
  • Mancanza di potere allergico;
  • Basso costo.

La Clorexidina nelle normali attività quotidiane è utilizzata al 2%, mentre lo Iodiopovidone al 10%. Mentre la Clorexidina si utilizza non diluita e quindi direttamente dal flacone, lo Iodiopovidone andrebbe diluito sempre in misura 1:10. Il più conosciuto e forse padre di tutti gli antisettici il “Betadine” andrebbe utilizzato diluito, prendendo una siringa per esempio da 10 cc e aspirandone 1cc per poi diluirlo con soluzione fisiologica 9 cc. Il “Betadine” inoltre si trova in formulazione sia da 5% sia da 10%, con utilizzi distinti.  La Clorexidina esiste anche in altre formule: al 0,5%, 2% e 10%. La Clorexidina inoltre può essere a base acquosa, o in soluzione gluconata o alcolica. Entrambi gli antisettici agiscono su gram positivi, gram negativi, miceti e virus, ma solo lo Iodio povidone agisce sui micobatteri. Questi due antisettici analizzati non sono gli unici ma sicuramente i più conosciuti.

“Betadine” e Clorexdina hanno anche due tempi di azioni differenti, per il primo è necessario aspettare almeno 2 minuti mentre per il secondo bastano dai 30 secondi sino a 2 minuti. Questo confronto tra Clorexdina versus Iodio Povidone va interpretato nella pratica quotidiana solo con la cute integra, se ci riferissimo alla cute lesa sarebbe differente il confronto.

Concludendo molti studi presentano la Clorexidina come antisettico migliore rispetto allo Iodiopovidone per la cute. L’effetto antisettico sulla cute della Clorexidina è più celere e più persistente rispetto al “Betadine”.

 

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Dott.ssa Giulia De Francesco

Infermiera, classe 1994. Vive a Imola e lavora presso l’Istituto di Montecatone - Ospedale di Riabilitazione; ha prestato la sua opera in passato nell'AUSL Romagna. Laurea in infermieristica con Lode presso l'Università di Bologna, I sessione (ottobre 2016). Master in funzioni di coordinamento con Lode presso l'Università di Modena e Reggio Emilia, I sessione (novembre 2018). Una pubblicazione scientifica sulla rivista italiana ANIPIO "Sperimentazione di una check-list per implementare un Bundle per la prevenzione delle batteriemie correlate a Catetere Venoso Centrale" (ottobre 2017). Ama leggere e camminare, non datele un microfono perché improvvisa un karaoke ovunque.

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