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martedì, Maggio 24, 2022
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Cicia (Fnopi): Infermieri o fantasmi, ultimo appello ai parlamentari! L’indifferenza non ha giustificazione.

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Cicia (Fnopi): Infermieri o fantasmi, ultimo appello ai parlamentari! All’indifferenza nessuna giustificazione, specialmente se si danneggiano i cittadini!

Infermieri o fantasmi, ultimo appello.

L’Europa (la Commissione UE) sottolinea la carenza infermieristica italiana.

Le Regioni propongono al Governo un fabbisogno di professionisti più alto del 38% circa di quello che poi è stato messo a disposizione negli Atenei per la categoria. Il Parlamento prende atto della situazione e propone emendamenti per cominciare a riequilibrare con la legge di Bilancio 2022 le sorti di un’assistenza che si sta, nei fatti, spostando sul territorio dove la carta vincente, lo sanno e lo affermano tutti, sono gli infermieri.

E superando addirittura le stime della Federazione nazionale degli ordini (FNOPI) che ha quantificato una carenza di 63mila professionisti, Centri di ricerca della maggiori Università e la stessa Agenas (l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari) indica una carenza tra 80mila e oltre 101mila infermieri.

Ma gli emendamenti proposti trasversalmente alla legge di Bilancio 2022 da forze di maggioranza e opposizione, svaniscono nel nulla. O meglio diventano capri espiatori di “questioni di principio” (come quella della firma del contratto del comparto sanità che non richiede davvero tempi brevi) che davvero il Covid non riconosce e che davvero non aiutano i cittadini, gli assistiti e i cronici che sul territorio rischiano, senza infermieri, di essere lasciati soli.

Per evitarlo, finora,  i nostri professionisti sono morti a decine nel 2020, quando non c’erano i vaccini che hanno abbattuto la gravità dei contagi e annullato i decessi. Ma nonostante tutto restare h24 accanto a chi ha contratto il virus (per oltre il 90% non vaccinato nei casi più gravi e contagiosi) non ha risparmiato gli infermieri e oltre 130mila finora sono stati contagiati da Sars-Cov2.

All’indifferenza non c’è giustificazione che tenga, specie quando questa danneggia i cittadini. E quella dimostrata verso semplici emendamenti che avrebbero aiutato ad avviare il recupero degli aspetti negativi dell’assistenza, ne ha ancora meno.

Tuttavia sono ancora possibili soluzioni di recupero.

Ad esempio l’emendamento che, senza sganciarla dal contratto, assegna intanto l’indennità di specificità infermieristica ai professionisti che l’attendono da oltre un anno e mezzo, potrebbe essere recuperato in uno dei disegni di legge all’esame del Parlamento. Anche nel cosiddetto Milleproroghe ad esempio, non essendo necessari impegni di spesa perché già finanziata nella legge di Bilancio 2021.

E quello che aumenta il numero di docenti-infermieri (oggi per ogni docente-infermiere ci sono 1.350 studenti contro i i sei per ogni docente di altre facoltà) per consentire di migliorare quantità e qualità della formazione infermieristica, se anche nel 2022 secondo l’emendamento sarebbe costato solo 2 milioni e negli anni successivi non più di sei, potrebbe essere legato all’emergenza – perché trovare infermieri necessari all’assistenza lo è – ed essere inserito nel Ddl di conversione del decreto sullo stato di emergenza.

Poi i bisogni contingenti (perché per formare nuovi infermieri specializzati servono almeno cinque anni): gli infermieri servono subito e servono esperti, specializzati e capaci di assistere nelle condizioni più difficili. Però, ad esempio, di infermieri di famiglia e comunità, indispensabili sul territorio e previsti come figura chiave anche nel PNRR, ne erano stati quantificati e finanziati a maggio 2020 dal decreto Rilancio 9.600, di cui però se ne sono potuti trovare solo 3mila secondo Agenas. E l’Agenzia nella sua proposta per la revisione dell’assistenza sul territorio rilancia: ne servono almeno tra 20 e 30mila.

Per riuscire a tamponare questa situazione d’emergenza la FNOPI ha indicato alcune strade tra cui quella dell’allentamento del vincolo di esclusività per gli infermieri dipendenti che così potrebbero dedicare altre ore del loro lavoro oltre quelle istituzionali a strutture sul territorio o all’assistenza domiciliare.

Se solo un terzo degli attuali dipendenti avesse la possibilità di un turno di lavoro senza esclusiva, si avrebbero oltre 550mila ore di assistenza infermieristica in più da dedicare alla prossimità.

Ma per farlo sarebbe necessaria una sensibilità che è quella già mancata al momento di far proseguire la strada agli emendamenti alla legge di Bilancio 2022. L’appello è chiaro: una chance ancora c’è, ma questa volta è davvero l’ultima.

Cosimo Cicia presidente OPI SALERNO e vicepresidente Federazione Nazionale Ordini delle Professioni Infermieristiche.

Comitato di Redazione
Servizio Redazionale.
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