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In Italia vi è carenza di medici, ma è un falso problema. Le regioni in realtà sbagliano a programmare. Ci sono 10.000 giovani disoccupati e 15 milioni di ore non retribuite. Lo sfruttamenti legalizzato.

“La situazione è drammatica, le Regioni hanno sbagliato la programmazione e oggi ci troviamo nelle condizioni in cui ci sono pochi professionisti all’interno delle strutture sanitarie”. Lo ha detto il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (Fnomceo), Filippo Anelli, intervistato dall’agenzia Dire oggi a Roma in occasione del ‘Primo Symposium Nursing Up’.

“Per quanto riguarda i medici – ha proseguito – mancano in realtà gli specialisti e non i medici, perchè all’ultimo concorso di
specializzazione, che metteva a disposizione 8mila borse, hanno partecipato 18mila medici, questo vuol dire che 10mila giovani
medici oggi sono disoccupati, in attesa di continuare il loro percorso formativo”.

Lo stesso discorso, ha fatto sapere Anelli, vale per gli infermieri che “attendono di entrare negli ospedali perché il blocco del turnover e i tagli che ci sono stati hanno inciso fortemente sulla qualità dell’erogazione al servizio, tutelato e garantito in qualche maniera dalla passione dei nostri professionisti, ma questo non è assolutamente sufficiente”. Uno studio dell’Anaao, intanto, rileva che 15 milioni di ore svolte dai medici ospedalieri “sono quelle oltre lo straordinario – ha fatto sapere il presidente della Fnomceo – quindi non sono retribuite e vengono  soltanto ‘regalate’ per il bene del paziente. Il medico e l’infermiere non abbandoneranno mai il proprio assistito e continueranno a garantire sempre, fino in fondo, l’assistenza”, ha concluso.