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APSILEF su tutte le furie: ma sicuro che FNOPI va contro gli Infermieri Forensi?

APSILEF su tutte le furie: ma sicuro che FNOPI va contro gli Infermieri Forensi?
APSILEF su tutte le furie: ma sicuro che FNOPI va contro gli Infermieri Forensi?

Riceviamo e publichiamo comunicazione dell’Associazione Professioni Sanitarie Italiane Legali e Forensi (APSILEF) relativamente al Protocollo d’intesa tra Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche, Magistrati e Avvocati sui consulenti infermieristici nei tribunali. Intesa che ha mandato in tilt un intero sistema già consolidato da anni che, di fatto, viene smantellato con tutti i suoi pregi e i suoi difetti. L’APSILEF come noto è presieduta da Mara Pavan, che poco fa ci ha diffidati e invitati a rimuovere questo servizio. Noi abbiamo deciso di tenerlo in piedi, ma di modificarlo per meglio chiarire ciò che sta accadendo e quello che volevamo dire.

Nessuna volontà da parte nostra di ledere l’immagine della Pavan o della sua organizzazione ovviamente.

La presa di posizione di APSILEF

Nelle scorse ore è arrivata la presa netta di posizione dell’APSILEF che verte su un problema sostanziale: le associazioni come questa non hanno più ragion d’esistere così come sono strutturate oggi e devono necessariamente rimettersi in discussione e riprogrammarsi. Quando si ha uno stop, dopo la protesta, tuttavia, si deve avere anche il coraggio di ammettere che qualcosa non va e ripartire dai punti consolidati in anni di duro lavoro nel settore di appartenenza.

La nostra testata fin dalla sua nascita ha cercato e cerca di restituire ai lettori non opinioni strumentali, ma un’analisi corretta della cronaca e degli avvenimenti. Sulla questione degli Infermieri Legali e Forensi siamo stati alla finestra a guardare lo scempio che si sta attuando sui social-network. Litigi, urla, spintoni, offese, ingiurie, reazioni sproporzionate per un Protocollo che andrebbe prima esaminato per bene e poi eventualmente ristrutturato in modo da non penalizzare chi il Master lo ha conseguito.

Ieri abbiamo ripreso anche la posizione dell’Associazione Italiana Infermieri Legali e Forensi (AIILF), che ha ribadito in sostanza la necessità di esaminare meglio l’accordo-protocollo con magistrati e legali prima di emettere inutili sentenze di disapprovazione.

Ma cosa sta succedendo e perché gli Infermieri Forensi sono preoccupati?

Per prima cosa un sistema formativo legato ai Master che continua a fare acqua da tutte le parti. Migliaia di colleghi sono stati presi letteralmente in giro su tanti fronti e da un ventennio a questa parte. A questi Infermieri, Infermieri Pediatrici e Professionisti Sanitari di altre discipline sono stati proposti dei Master che di fatto non avrebbero portato e non hanno portato a nulla. Dietro alle associazioni, per forza di cose, basta guardare i portali internet dei vari sodalizi di settore, vi è un mondo diverso dalle dichiarazioni urlate di ieri (con commenti al limite dell’esilarante):

  • Master di formazione in area legale e forense organizzati dalle stesse Associazioni che oggi protestano (spesso proposti on line, con tutti i dubbi legati alla formazione a distanza relativamente ad un argomento così importante);
  • Docenti dei Master che fanno parte delle stesse organizzazioni;
  • Pubblicazioni scientifiche e didattiche legate ai Master e ad altri corsi di media ed alta formazione legale e forense;
  • Corsi di formazione liberi e a pagamento.

Questo è uno spaccato reale di quello che accade e quello che appositamente non viene detto dagli interessati. Con il Protocollo tra FNOPI – CSM – Legali tutto questo mondo viene a crollare. Ciò accade, tuttavia, nel segno dell’evoluzione professionale e lungo una strada necessaria di perfezionamento e di specializzazione che non può più basarsi su Master o corsi fatti male o tanto per offrire un titolo (non perché chi li struttura non sa fare il so lavoro, ma perché è l’intero sistema formativo post-universitario italiano che ha bisogno di urgenti modifiche e rettifiche).

L’intervento della Pavan (lasciato così come ci è stato spedito)

Ho pensato al significato della parola Federazione. Esso focalizza l’attenzione su scopi comuni a tutti gli appartenenti alla stessa, realizza interessi per gli affiliati e, come dice il Treccani: “Realizza comuni interessi di difesa di valori materiali e morali (se ne hanno esempi dal sec 16°)”.

Cioè in quel lontanissimo secolo gli uomini ne erano ben a conoscenza, quindi.

Quel periodo segnò notevolmente l’animo umano, molti accadimenti lo dimostrano: il Rinascimento era al culmine, ma la cornice fu ricca grazie a Riforma e Controriforma, guerre per la Religione insomma, ma anche molte per la supremazia, nelle quali spiccarono mercenari ed esploratori.

Ma in tutto questo antico struggersi di un periodo storico che toccò la fine del Medioevo, credo che in effetti, se ovunque si fosse guardato nel bene e nel male il senso di appartenenza e affiliazione tenne sempre in alto la suddetta difesa dei valori materiali e morali di siffatte unioni dei propri adepti.

Nella nostra quotidianità abituati ad affrontare questioni inconcludenti e scarne di mezzi, di soluzioni ormai desuete e non più attuali, usiamo spesso questa frase.

Stiamo ritornando al Medioevo!!”

Cosa non sempre vera. Guardare indietro serve sempre, evidenziare ai nostri tanto acclamati allori da dove stiamo venendo, aiuta nei successivi passi.

Guardare chi eravamo e cosa stiamo diventando.

Siamo infermieri. Ma chi eravamo? Siamo qui ora, per merito di chi?

La nostra tenacia, il senso di appartenenza che ci ha sempre contraddistinto sembra perdere pezzi per strada.

La continue lotte e i riconoscimenti ci stavano rinsaldando, le Leggi c’erano, un’identità professionale ferma e prospera con alti e bassi ci stava stringendo come accoliti intorno ad un simbolo associativo che dovrebbe sempre realizzare comuni interessi di difesa di valori materiali e morali come avveniva, appunto già nel lontano fine-Medioevo.

La Federazione nazionale degli Ordini degli infermieri (FNOPI), che dovrebbe segnare il passo alla nostra crescita quale professione intellettuale oramai allo stesso piano di quella medica, che dovrebbe innalzare il riconoscimento e favorire il palco alle competenze acquisite, e comunque tanto auto-sponsorizzate e pagate a caro prezzo da numerosissimi colleghi, butta giù il castello di carte costruito ai danni degli infermieri legali forensi, si tira la zappa sui piedi.

Il neo protocollo siglato tra FNOPI, Consiglio Superiore della Magistratura e Consiglio Nazionale Forense sta gettando scompiglio nel nostro intelletto; l’incoerenza, il cambio di rotta, l’inspiegabile agito a disconoscenza del proprio passato atterrisce ed inconsapevolmente non mette in buona luce il percorso di un’amministrazione che dovrebbe rivelarsi sempre coesa e incline al rispetto di ciò che è stato fatto.

Coerenza, rispetto, soldi e tempo buttati nella spazzatura, da parte di chi già nel lontano 2005

iniziava a lavorare per l’introduzione di questa specialitica: Cristina Busetti, Caterina Di Viggiano, Barbara Mangiacavalli, Giovanni Muttillo, Marialucia Portato e Roberta Salvadori. Questi istituivano un gruppo di lavoro in infermieristica legale per la produzione di linee guida nell’area giuridico-legale con l’intento di fornire agli infermieri una specifica preparazione per individuare, valutare e prevenire il rischio professionale correlato all’attività assistenziale.

Ora, secondo questo protocollo di intesa, per poter accedere all’ Albo dei Periti (in sede Penale) ed all’Albo CTU (in sede Civile) nei Tribunali italiani sarebbero previsti dei requisiti.

Tra i requisiti primari, punto saldo ed inequivocabile è il possesso della Laurea Magistrale.

Chi è in possesso del Master di I o di II livello in Infermieristica Legale e Forense farebbe meglio a farci uno spessore per la gamba del tavolo che zoppica. Gettarlo ai pesci!

Mi chiedo perchè? Perchè lo fecero? Se poi oggi non possiamo sentirci uniti e chiamarci Federazione…..

Forse meglio ritornare al Medioevo, almeno le lotte avevano un senso, almeno prima si combatteva uniti per uno scopo…. perfino i mercenari.

La diffida della Pavan nei nostri confronti

Egregio direttore di Assocare news,

la invito a togliere immediatamente o modificare ciò che ha scritto sul suo recentissimo articolo che ho salvato ed inviato ai nostri legali. (https://www.assocarenews.it/index.php/infermieri/associazioni-infermieristiche/1635-apsilef-su-tutte-le-furie-ma-sicuro-che-fnopi-va-contro-gli-infermieri-forensi).

La documentazione che in questi anni e mesi abbiamo prodotto nei confronti di FNOPI ed in collaborazione con questa, smentiscono completamente le affermazioni diffamatorie che mi ha attribuito nei confronti della Presidente FNOPI.

Se voleva un’intervista sul punto di vista che ci porta ad avere una vision contraria dall’accordo recentemente firmato, poteva tranquillamente chiederla, invece di limitarsi a raccogliere post qua e là che non sono affatto circostanziati ma STRUMENTALIZZATI al fine di diffamare la mia persona oltre a ledere l’immagine dell’Assocuazione che rappresento.

Pertanto la invito a rimuovere quanto pubblicato ed eventualmente avere da fonte certa e inequivocabile ciò che serve.

Distinti saluti.

Mara Pavan, presidente APSILEF

* * *

Ovviamente noi preferiamo non risponderle per non alimentare ulteriori questioni che francamente non ci interessano. Come AssoCareNews.it continueremo a fare i giornalisti e ad essere corretti e coerenti con i nostri lettori.

Dott. Angelo Riky Del Vecchio

Nato in Puglia, vive e lavora in Emilia Romagna, Giornalista, Infermiere e Scrittore. Già direttore responsabile di Nurse24.it, attuale direttore responsabile del quotidiano sanitario nazionale AssoCareNews.it. Ha al suo attivo oltre 15.000 articoli pubblicati su varie testate e 18 volumi editi in cartaceo e in digitale.

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