Assunzione Infermieri in Svizzera e Germania: attenzione alle truffe!

Se vi chiedono di lavorare in Germania o in Svizzera prima di accettare leggete attentamente il contratto che vi propongono: non siete Caporali, ma Infermieri!
Se vi chiedono di lavorare in Germania o in Svizzera prima di accettare leggete attentamente il contratto che vi propongono: non siete Caporali, ma Infermieri!

Sono giunte alla Redazione di AssoCareNews.it diverse segnalazioni di colleghi Infermieri che pensavano di aver trovato lavoro, soldi e carriera assicurata in Svizzera e in Germania. In realtà si sono presto ritrovati ad affrontare un incubo difficilmente preventivatile.

Vi chiediamo di fare attenzione ad annunci a pagamento pubblicati su alcune testate infermieristiche e sanitarie. Prima di accettare qualsiasi proposta leggete questo servizio. Abbiamo mandato segnalazioni alle autorità e alle istituzioni competenti per una opportuna verifica degli annunci e per l’eventuale presenza su queste testate di pubblicità ingannevole.

Tra fine agosto e per tutta la prima decade di settembre un nostro quotidiano competitor si sta attivando per dimostrare che soprattutto in Germania si lavora bene e che gli infermieri italiani sono contenti di andarci. In realtà questa testata è pagata profumatamente per dimostrare a voi lettori e colleghi che in terra tedesca si lavora tra rose e fiori. La realtà è ben diversa e per correttezza abbiamo segnato questi servizi agli organi competenti per palese pubblicità non veritiera legata ad un guadagno contingente.

Oggi vi raccontiamo la storia di due colleghi che si sono rivolti ad agenzie di reclutamento sponsorizzate su siti italiani e addirittura da alcuni Ordini Provinciali Infermieri (OPI).

La prima storia che vi raccontiamo è quella di Barbara (nome di fantasia), 24 anni, originaria della Basilicata, partita per la Germania munita di pochi euro, ma di tanta voglia di lavorare e di far carriere nella terra di Angela Merkel. Il secondo racconto vede protagonista Antonio (anche in questo caso il nome è di fantasia), 27 anni, originario del Gargano, scappato in fretta e furia da un cantone Svizzero dopo essere stato a suo dire “sfruttato e truffato”.

Nei prossimi giorni vi parleremo del reclutamento di Infermieri in InghilterraBelgio, Canada, Australia, Francia, Spagna e Stati Uniti d’America.

Prima di passare ai brevi racconti che seguono ecco alcuni consigli da seguire:

  1. non farsi prendere dal foga di cercare lavoro a tutti i costi;
  2. quando vi convocano per un colloquio fisico, telefonico o in video-conferenza concentratevi sulla proposta di lavoro;
  3. prima di firmare pretendete la copia del contratto in italiano con eventuale trascrizione certificata;
  4. leggete attentamente ogni clausola del suddetto contratto;
  5. se vi vengono dei dubbi non soprassedete e chiedete immediatamente spiegazioni;
  6. formate solo se siete convinti al 100% della bontà dell’offerta proposta.

E non è tutto, prima di firmare ricordatevi che:

  1. se non conoscete la lingua vi proporranno un corso a pagamento (quanto costa? come pagate? quando pagate?);
  2. andate a lavorare all’estero e vi proporranno un alloggio già pronto (quanto costa l’affitto? vivrò da solo? quanto costano le bollette? entro quando posso disdire l’affitto?);
  3. quanto vi costa recedere dal contratto di lavoro e da quello di affitto.

Ricordatevi che:

  1. se il contratto è ingannevole l’azienda che ve lo propone non spiegandovi nei dettagli i singoli punti può essere passibile di denuncia, al di là se ha la sua sede legale in Italia o all’estero;
  2. se firmate un contratto che non avete letto attentamente vi rendete complici, ignorando le parti dubbie, della truffa ai vostri danni e quindi non potete richiedere alcun risarcimento o condanna;
  3. cosa buona e giusta sarebbe quella di chiedere spiegazioni sul contratto (prima di firmarlo) tramite e-mail o lettera scritta e di attendere la risposta elettronica o cartacea dell’azienda;
  4. nessuna azienda fa reclutamento in Italia su ordine di strutture sanitarie estere senza guadagnarci nulla (chiedete se prendono percentuali dal vostro futuro stipendio);
  5. i siti internet e gli Ordini infermieristici provinciali che vi hanno proposto l’annuncio di lavoro all’estero sono passibili di denuncia per non aver verificato la pubblicità ingannevole e quindi si rendono correi di eventuali truffe e irregolarità; i primi lo fanno essenzialmente per guadagnare soldi, i secondi per offrire servizi ai propri iscritti, per cui ambedue ricevono un beneficio da quell’annuncio e hanno l’obbligo di verificare se la proposta commerciale/di assunzione è favorevole o sfavorevole al neo-assunto;
  6. quando siete all’estero occorre munirsi di una assicurazione a valenza internazionale (se fate un danno al paziente chi paga? pagate voi!).

Dopo i consigli passiamo alle brevi storie di Barbara e Antonio, che abbiamo intervistato telefonicamente dopo contatti su Facebook.

  • “Carissimi Amici di AssoCareNews.it è da tempo che volevo raccontarvi la mia storia. Mi chiamo Barbara, ho da poco compiuto i 24 anni e sono reduce da una disavventura professionale in Germania. La faccio breve: ho visto una pubblicità su un quotidiano infermieristico che annunciava il reclutamento di personale infermieristico in Germania. Ho scritto all’e-mail indicata nell’articolo firmato dalla redazione e sono stata subito contattata da una società italo-tedesca; mi hanno promesso mari e monti; un corso di preparazione alla lingua tedesca; un alloggio da favola; un primo incarico in una clinica privata specializzata in Chirurgia Estetica e della Mano; la possibilità di fare carriera dopo aver superato gli opportuni test linguistici. Una proposta allettante insomma. Ho accettato subito, firmato il contratto e partita nel giro di un mese. Sono arrivata in una grande città tedesca e qui sono stata recuperata assieme ad altri 20 colleghi. Dico recuperata perché quella era la sensazione, ci hanno ammassati in un vecchio pullman da 30 posti e portati a distanza di 80 Km dal luogo di arrivo. Eravamo colleghi italiani, spagnoli, rumeni e polacchi. Arrivati a destinazione ci hanno chiesto di scendere dal pullman, ci hanno dato delle chiavi numerate, fatte firmare un contratto d’affitto in tedesco e abbandonati a noi stessi. Un ragazzo italiano ci ha illustrato brevemente cosa sarebbe accaduto di là a breve. L’assunzione sarebbe arrivata a breve e comunque solo dopo aver superato il test linguistico presso la locale scuola di tedesco. Per un mese abbiamo seguito il corso, molti di noi sono andati via prima, io ho deciso di restare e di provarci. Nell’alloggio vivevamo in 6, con un solo bagno dotato di una sola doccia e di nessun bidet; con una cucina malandata e con dei letti a castello in una stanza mista. Quasi un lager insomma. Ho superato brillantemente il test. Sono stata assunta dopo una settimana in Chirurgia della Mano. Fin da subito mi sono accorta che in realtà in Germania gli Infermieri hanno compiti che in Italia corrispondono agli Assistenti di Base o agli Operatori Socio Sanitari. Non potevamo fare prelievi, non potevamo somministrare terapia, non potevamo fare un ECG o reperire parametri vitali; tutto era ad appannaggio dei medici; potevamo solo fare l’igiene ai pazienti (in una chirurgia della mano spesso non sono in grado di lavarsi), di vestirli e di aiutarli a mangiare. Ero andata in Germania per farmi avvilire così professionalmente parlando? E no! Ho iniziato subito a protestare, mi sono rivolto al coordinatore della struttura, ovvero un medico, ma senza esito. La beffa più grande poi al primo stipendio: 2400 euro netti, 800 euro percepiti realmente dopo tutte le trattenute non annunciate! Ben 2200 euro trattenute per affitto, corso di tedesco e spese varie dell’agenzia che ci ha reclutati. Ho protestato con l’azienda, ho chiamato i sindacati in Italia, ho contattato i sindacati tedeschi. Tutti mi hanno detto che non potevo fare nulla. Da registrare che il costo della vita in Germania è doppio rispetto all’Italia e che con 800 euro puliti non riuscivo nemmeno ad arrivare a fine mese. Sono stata là 90 giorni, poi mi hanno chiamata a lavorare in Italia e sono scappata. Ho fatto la valigia e sono tornata in Patria. Se potete non andate a lavorare in Germania!”

Più chiaro di così si muore.

  • “Cari colleghi di AssoCareNews.it vi ringrazio per questa opportunità di sfogo. Sul finire del 2017 sono stato ‘assunto’ in Svizzera come Infermiere in una clinica geriatrica; gestivo pazienti con demenze, Alzheimer, Parkinson, Ictati e post-RCP; fino ad all’ottobre scorso lavoravo saltuariamente sul Gargano facendo assistenza privata o prestando la mia opera ad una cooperativa che di fatto mi sfruttava; mi faceva comò, ma avevo voglia di evolvermi professionalmente ed iniziare a lavorare veramente come infermiere; ho partecipato a vari concorsi e sono in graduatoria in Emilia Romagna, Veneto, Liguria e Lombardia; a Dicembre ho visto la pubblicità su un noto sito infermieristico e ho deciso di provare a farmi reclutare; la stessa proposta di lavoro era pubblicizzata su vari portali di Ordini Infermieristici Provinciali (OPI); ho pensato tra me e me che se l’Ordine degli Infermieri pubblicizza queste strutture vuol dire che hanno verificato la bontà della richiesta e soprattutto la veridicità della proposta; dopo un paio di mesi mi sono accorto che questa verifica non c’è mai stata e che avevo firmato un contratto-capestro che in Italia avrebbe portato a sicuri arresti per abuso e truffa. Mi spiego: ho mandato il mio curriculum professionale all’azienda di reclutamento, così come indicato sul quotidiano infermieristico e sul sito di due noti OPI; sono stato immediatamente chiamato ad un primo colloquio telefonico e successivamente ad un rendez-vous tramite Skype; dopo mezzora al cellulare e un’ora al PC l’azienda mi propose di iniziare; c’era un posto a disposizione in un cantone svizzero dove la lingua più parlata era il francese; mi proposero di seguire un corso di lingue e di perfezionare il mio francese scolastico; nel frattempo potevo iniziare a lavorare occupandomi di compiti a bassa valenza assistenziale. Accettai immediatamente, anche perché lo stipendio mi sembrava allettante: 3600 Franchi Svizzeri, ovvero 3000 euro mensili. Non male! Non pensai però al costo della vita in Svizzera e alle trattenute per affitto, corso linguistico e spese varie. Mi proposero di dimorare in un monolocale, dotato di ogni confort e di utilizzare il pullman-staffetta per raggiungere il luogo di lavoro. Anche in questo caso accettai immediatamente. Non l’avessi mai fatto. Al primo stipendio la sorpresa: dei 3600 Franchi Svizzeri nemmeno l’ombra; mi pagarono appena 1200 franchi; dallo stipendio originario si trattennero 1200 Franchi per l’affitto del monolocale; 400 Franchi di abbonamento al treno; 400 Franchi per le bollette e altri 400 Franchi per spese varie dell’agenzia di reclutamento. Al secondo mese ero già con i primi debiti, 1200 Franchi non mi servivano nemmeno per arrivare al 15 del mese. Al distanza di 60 giorni ulteriori trattenute e l’impossibilità da parte mia di ritornare in Italia. I miei genitori mi hanno dovuto inviare i soldi per tornare in Puglia e per permettermi di uscire da quell’incubo, durato appena due mesi per fortuna. Quando firmai il contratto non ebbi modo di leggerlo attentamente, perché avevo fretta di concludere e perché, prima di me, avevano fretta di concludere i reclutatori. Ora sono disoccupato e sto attendendo le chiamate dai concorsi che ho vinto. Me la sono vista brutta in Svizzera, prima di accettare una proposta di lavoro simile fate attenzione, leggete il contratto per bene e soprattutto fatevelo tradurre in italiano; potreste trovarvi a firmare un contratto-truffa che porta soldi solo ai reclutatori. Invito l’Ordine degli Infermieri a verificare la veridicità delle offerte di lavoro e a chiedere a queste aziende le giuste garanzie per non penalizzare chi nel lavoro e nella professione infermieristica ci crede ancora.”

Antonio lo ha detto a modo suo, ma fate attenzione, non sempre è oro ciò che luccica e non sempre quello che propone la stampa infermieristica e gli OPI corrisponde a proposte occupazionali serie!

Se anche voi vi siete trovati a fronteggiare situazioni simili non esitate a contattarci tramite e-mail all’indirizzo redazione@assocarenews.it o tramite messaggio WhatsApp al numero 3494009003. Daremo spazio al vostro sfogo.

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