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Allarme RSA: rischiano di rimanere senza Infermieri per via dei Concorsi Pubblici delle ASL.

Le assunzioni di infermieri della Asl rischiano di svuotare le case di riposo. E’ allarme nelle Rsa dell’estremo Ponente ligure dopo l’annuncio della Asl1 Imperiese di assumere 56 nuovi infermieri.

di Lorenza Rapini (*)

Già, perchè anche se le condizioni economiche magari possono essere non così distanti, certamente la sicurezza di un impiego nelle aziende sanitarie locali, cioè nel pubblico, è un atout pesante e questa possibilità di impiego è molto più attraente, per la sicurezza del lavoro in primis, rispetto a quella nel privato. E così l’annuncio della Asl di assunzione di alcune decine di infermieri rischia di mettere in ginocchio le tante strutture private che si occupano di assistenza anziani, dove queste figure professionali sono necessarie.

«E’ un grande problema, generalizzato e no nsolo per noi – dice Achille Fontana, presidente della casa di riposo Borelli di Pieve di Teco, una delle eccellenze dell’Imperiese – anche perchè gli infermieri sono pochi, visto che la laurea è a numero chiuso».

Non solo: «Qualcuno se n’è già andato, in questi ultimi mesi – aggiunge – e non dimentichiamo che le spese per noi, con il Covid, sono aumentate notevolmente, per garantire la sicurezza, e ancora attendiamo i rimborsi».

Ha ben chiara la situazione Salvatore Labrosciano, presidente dell’ordine degli Infermieri di Imperia.

«L’ultimo avviso della Asl è molto allettante, visto che è per 3 anni. Lavorare per il pubblico è più attraente, più stimolante, soprattutto per i giovani ,visto che invece nelle strutture private si occupano sostanzialmente soltanto di lungodegenze. Senza contare che lavorare per il pubblico dà un punteggio molto più alto, per fare i concorsi, rispetto a un impiego nel settore privato». E 3 anni sono un contratto sufficientemente lungo da lasciare speranze, per chi sarà assunto, di essere magari confermato.

«Alcuni dei partecipanti alle selezioni – prosegue Labrosciano – che sono per titoli e colloquio, lavorano già in Asl, ma magari con contratti più brevi, di un anno. Molti vengon odalle case di riposo e ogni volta che c’è una selezione da parte della Asl il rischio di sguarnire i ricoveri c’è».

Un piccolo aiuto ci sarà, ma bisognerà aspettare tre anni, il tempo del corso universitario in infermieristica: «Siamo riusciti a ottenere un numero maggiore di studenti all’università. Proprio qui sta per iniziare un nuovo corso di laurea al polo didattico di Bussana con inizio l’11 ottobre per 42 studenti». Ma, appunto, il corso dura 3 anni.

Nell’attesa, le case di riposo dell’Imperiese possono soltanto sperare di perdere meno professionalità possibili. Le Rsa convenzionate con Asl nell’Imperiese sono 22, con circa 1500 anziani dove lavorano circa 700 tra infermieri e oss al lavoro.

(*) La Stampa

Redazione AssoCareNews.it
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