Pubblicità

A Milano si cerca un Medico che faccia il Direttore delle Professioni Infermieristiche, Ostetriche e Tecnico-Sanitarie. E’ scandalo.

Apprendo in queste convulse giornate, tramite la giusta ed acuta osservazione di un mio collega, che una grande ed importante Azienda Ospedaliera pubblica Milanese, avendo indetto un concorso di dirigente delle professioni sanitarie infermieristiche, tecniche, della riabilitazione, della prevenzione e della professione di ostetrica – Direttore di struttura complessa “S.i.t.r.a.”, abbia previsto, nel fac-simile di domanda di ammissione, il possesso dei seguenti “requisiti specifici”:

  • Laurea in Medicina e Chirurgia;
  • Abilitazione alla professione Medico Chirurgica;
  • Iscrizione all’albo dell’Ordine dei Medici;
  • Diploma di Specializzazione.

Ciò in evidente conflitto con quanto indicato dal Dpcm 25.01.2008, sulla normativa concorsuale, per l’assunzione dei dirigenti di area, che, all’articolo 1, fa esplicito riferimento al possesso della «Laurea Specialistica o Magistrale della classe relativa alla specifica area» per accedere alla dirigenza di quell’area.

Certamente i professionisti sanitari non hanno dimenticato quanto occorso nel 2007 nella vicina Melegnano (Mi), ove tra ricorsi al Tar ed al Consiglio di Stato, fu emblematica la scapicollante insistenza di organismi sindacali medici che ritenevano, su basi in vero mai ben comprese, di poter avocare a sé certe cariche, malgrado un inequivocabile titolo della famosa sentenza T.A.R. Lombardia – Milano, sez. III, n. 274 del 19.02.2007: «Non serve un dirigente medico all’interno del SITRA per garantire il coordinamento tra medici ed infermieri».

A ciò piace altresì aggiungere il riconoscimento di una certa linea fallimentare che a pena di cecità organizzativa pure si deve ammettere, al modello organizzativo dipartimentale, che partendo da un disegno complesso, impeccabilmente presentato con altisonanti presentazioni di fine anni’90 del secolo scorso:

«Una federazione di unità operative ed altre compartimentazioni organizzative delle aziende sanitarie o ospedaliere che mantengono la loro autonomia, indipendenza e responsabilità, così come quella di ciascuno dei membri che la costituiscono e che, nel medesimo tempo, riconoscono la loro indipendenza in funzione del raggiungimento di comuni obiettivi, ed adottano codici concordati e consensuali di comportamenti clinico assistenziali, didattici e di ricerca, con accettati e condivisi risvolti operativi, collaborativi, etici, medico legali ed economici» (Bertoni O. – 1998 [1])

non ha poi trovato, a più di vent’anni di distanza, particolari motivi di concretizzazione: primo fra tutti proprio quello di una ormai contrattualizzata (e pur tuttavia ancora alquanto figurativa) “valorizzazione delle lauree magistrali”, soprattutto in chiave di carriera, visto anche il richiesto, ma assai difficilmente realizzabile requisito di «anzianità di servizio di ameno 5 anni prestato in Enti del Servizio Sanitario Nazionale nella qualifica unica di Dirigente» …

Attualmente il numero assoluto dei concorsi per la dirigenza medica è semplicemente incommensurabile con quello della dirigenza e del comparto sanitari messi insieme: situazione che, oltre a rendere quanto mai evidente una linea di dominanza medica ancora assai attiva in Italia, ha esclusivamente fatto da volàno a ben altro collaudato ma disdicevole modello “organizzativo”: quello dei concorsi pilotati.

Il concorso in parola è ancora aperto: il termine ultimo per la presentazione delle domande scade alle ore 12.00 del 07 maggio p.v. : pare semplicemente scandaloso che nessuno, nemmeno tra i partecipanti, abbia ancora fatto notare nulla alla Azienda Ospedaliera Milanese (bando + fac-simile domanda ancora online); la domanda nasce spontanea: cosa può significare?

[1] Atti congresso: “La figura del Tecnico Sanitario di Radiologia Tra Tecnologia, Qualità e Rapporti Umani”. Collegio TSRM Vicenza – Ass. Sanità Regione Veneto ; Vicenza. 03 Ott 1998.

Ecco il bando: bando