infermieri inutili
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L’appello degli Ordini degli infermieri ai vertici del Piemonte: «Dopo l’emergenza Covid, ora sapete chi siamo».

In rappresentanza di ben 31.847 iscritti agli albi provinciali, tutti gli Ordini delle Professioni infermieristiche del Piemonte vogliono far sentire la loro voce. Il documento, inviato da Fnopi lo scorso aprile al presidente del Consiglio Giuseppe Conte e al Ministro Speranza, è il punto di partenza per ribadire l’importanza e l’unicità degli infermieri nella cura e assistenza alle persone.

«Ora tutti sanno chi siamo – dice Massimiliano Sciretti, presidente di Opi Torino e del coordinamento delle professioni infermieristiche del Piemonte –
cosa facciamo e quanto valiamo. Ora tutti hanno toccato con mano la nostra professionalità e disponibilità, la vicinanza ai cittadini e agli assistiti senza curarsi di turni mai interrotti e del rischio infettivo che ne ha fatto una categoria di operatori più colpiti da Covid19».

In questa emergenza gli infermieri hanno messo in campo competenze, flessibilità nell’aggiornamento, disponibilità nell’assistenza e la loro stessa integrità per assicurare la migliore assistenza in un contesto che è stato considerato “di guerra”.

Ora, insieme al SIDMI (Società italiana per la direzione e il management delle professioni infermieristiche), ai sindacati regionali ed al coinvolgimento di tutte le parti sociali, il Coordinamento OPI con una lettere indirizzata al Governatore del Piemonte Alberto Cirio e all’assessore regionale alla Sanità Luigi Icardi chiede alla classe politica un energico intervento. E di aprire un confronto sull’adeguamento degli organici e dei piani di fabbisogno di personale infermieristico, sull’aggiornamento della programmazione degli accessi universitari con nuove risorse, sulla gestione dei fondi contrattuali. Senza dimenticare la possibilità di costituire rapporti di collaborazione con le Asl per fornire personale in prestazione aggiuntiva – indispensabile per far fronte all’emergenza e coprire la carenza di personale infermieristico nelle Rsa – e definire i titoli sull’accesso alla Direzione delle Aziende di servizi alla persona.

A ciò si aggiungono le proposte avanzate da Fnopi che spaziano su più fronti:

1 – Una sezione contrattuale per le professioni infermieristiche che riconosca la competenza e capacità dimostrate in situazioni estreme;
2 – L’istituzione di una indennità infermieristica che sia parte del trattamento economico fondamentale;
3 – Adeguamento dei fondi contrattuali e possibilità di un loro utilizzo per un’indennità specifica per tutti i professionisti che assistono pazienti con un
rischio infettivo;
4 – Adeguamento della normativa sul riconoscimento della malattia professionale in caso di infezione;
5 – Immediato adeguamento delle dotazioni organiche con l’aggiornamento altrettanto immediato della programmazione degli accessi universitari;
6 – Aggiornamento della normativa sull’accesso alla direzione delle aziende di
servizi alla persona;
7 – Superare il vincolo di esclusività e dare anche agli infermieri pubblici una
intramoenia infermieristica che consenta loro di prestare attività professionale
a favore di strutture socio-sanitarie per far fronte alla gravissima carenza di
personale.
8 – Norme relative di accreditamento delle strutture sanitarie private che tengano conto delle indicazioni definite per quelle pubbliche.

«La peculiarità delle nostre funzioni – conclude Sciretti – è stata messa in evidenza in modo inequivocabile nonostante le carenze infermieristiche oggettive nei numeri più volte segnalate. In questa circostanza gli infermieri hanno messo in campo l’impossibile per contenere l’emergenza Covid».