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17 Gen 2026, Sab

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Bruxelles mette sotto accusa l’Italia e altri 13 Stati per non aver recepito la direttiva sul riconoscimento delle qualifiche professionali degli infermieri formati in Romania prima del 2007. Due mesi di tempo per evitare sanzioni.

A quasi vent’anni dall’ingresso della Romania nell’Unione Europea (2007), gli infermieri romeni formati prima di tale data si trovano ancora ad affrontare ostacoli significativi per il riconoscimento delle loro qualifiche professionali in numerosi Paesi membri. Una situazione che ha spinto la Commissione europea ad avviare una procedura d’infrazione nei confronti di 14 Stati, tra cui l’Italia.

L’accusa di Bruxelles è chiara: questi Paesi non hanno recepito correttamente la Direttiva sul riconoscimento delle qualifiche professionali. Questa direttiva mira a facilitare specificamente il riconoscimento dei diplomi conseguiti prima dell’adesione della Romania all’UE da parte degli infermieri responsabili dell’assistenza generale che hanno seguito un programma di aggiornamento.

Oltre all’Italia, gli Stati sotto procedura d’infrazione sono: Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca e Spagna.

Il mancato riconoscimento di queste qualifiche crea una discriminazione ingiustificata e rappresenta una barriera al mercato unico europeo. Questa situazione è paradossale, considerando che l’Unione Europea si trova in un periodo di forte carenza di infermieri, tanto da dover cercare personale anche al di fuori dei suoi confini.

L’esecutivo comunitario ha concesso ai 14 Stati due mesi di tempo per fornire spiegazioni e aggiornare la situazione. Trascorso questo periodo, se non verranno presi provvedimenti soddisfacenti, Bruxelles valuterà l’invio di un parere motivato, che rappresenta la seconda tappa della procedura d’infrazione. Questa fase è l’anticamera di un possibile deferimento alla Corte di giustizia dell’UE, con il conseguente rischio di pesanti sanzioni e multe per i Paesi condannati.

La decisione della Commissione europea sottolinea l’urgenza di armonizzare le normative sul riconoscimento delle qualifiche per garantire la libera circolazione dei professionisti e, al contempo, rispondere alle crescenti esigenze del sistema sanitario europeo.

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