Gli infermieri militari dell’Aeronautica Militare rischiano di arrivare impreparati e fortemente penalizzati alla nascita del futuro Corpo Unico della Sanità Militare. È la denuncia lanciata dal SIULM, che ha inviato una formale segnalazione ai vertici della Difesa, chiedendo un intervento urgente per porre fine a quella che definisce una “prassi discriminatoria” ai danni del personale infermieristico militare.
Al centro della vicenda vi è il nuovo bando pubblicato nell’aprile 2026 per il reclutamento di 108 Ufficiali del Ruolo Speciale dell’Aeronautica Militare. Secondo il SIULM, il concorso esclude completamente gli infermieri appartenenti al Ruolo Marescialli – categoria Supporto Sanità, nonostante la normativa vigente riconosca esplicitamente la possibilità di accesso al Ruolo Speciale del Corpo Sanitario Aeronautico.
Nessun posto per gli infermieri dell’Aeronautica.
Nel documento inviato al Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, allo Stato Maggiore Difesa, all’IGESAN e alle Commissioni parlamentari Difesa, il sindacato evidenzia una contraddizione ritenuta ormai insostenibile.
Da una parte, il decreto concorsuale riconosce formalmente la corrispondenza tra la categoria “Supporto – Sanità” del Ruolo Marescialli e il Ruolo Speciale del Corpo Sanitario Aeronautico; dall’altra, il bando non prevede alcun posto destinato al personale infermieristico.
Secondo il SIULM, si tratta dell’ennesima esclusione che si ripete da oltre vent’anni e che avrebbe prodotto una forte disparità di trattamento rispetto ad altre categorie professionali delle Forze Armate.
Il richiamo alle norme ignorate.
Il sindacato richiama esplicitamente i decreti legislativi n. 490 del 1997 e n. 94 del 2017, che prevedono la possibilità di alimentare il Ruolo Speciale del Corpo Sanitario attraverso il personale interno proveniente dal Ruolo Marescialli della sanità aeronautica.
Nonostante ciò, secondo quanto denunciato, questa possibilità non avrebbe mai trovato concreta applicazione negli ultimi due decenni, privando molti infermieri militari di opportunità di carriera e avanzamento professionale.
Il SIULM sottolinea inoltre come già nel 2003 e nel 2005 fossero stati assunti impegni formali da parte dell’Amministrazione Aeronautica per tutelare le aspettative professionali degli infermieri militari, impegni che però sarebbero rimasti senza seguito concreto.
“Carriere bloccate e nessuna rappresentanza”.
Nel documento emerge anche un altro elemento critico: la difficoltà degli infermieri militari ad accedere a incarichi di responsabilità all’interno dell’organizzazione sanitaria militare.
Secondo il SIULM, le attuali tabelle organiche non prevederebbero per il personale sanitario non medico posizioni come capo nucleo o capo sezione, limitando ulteriormente le prospettive di crescita professionale.
Una situazione che, sempre secondo il sindacato, viola i principi di parità di trattamento tra professionisti sanitari appartenenti alla stessa Forza Armata. Infermieri con identico grado, anzianità e requisiti professionali si troverebbero infatti a percorrere carriere differenti soltanto per l’appartenenza alla categoria Sanità.
Il nodo del Corpo Unico della Sanità Militare.
La questione assume oggi un valore ancora più delicato in vista della nascita del futuro <span>Corpo Unico della Sanità Militare</span>, prevista per il 1° gennaio 2027. La riforma porterà all’unificazione del personale sanitario di <span>Esercito Italiano</span>, <span>Marina Militare</span> e <span>Aeronautica Militare</span> in un unico ruolo interforze.
Ed è proprio questo passaggio a preoccupare maggiormente gli infermieri dell’Aeronautica.
Attualmente, infatti, l’Aeronautica Militare conterebbe appena circa quattro Ufficiali Infermieri nel Ruolo Speciale del Corpo Sanitario, contro oltre cento unità presenti nelle altre Forze Armate.
Secondo il SIULM, senza un concorso straordinario interno prima dell’entrata in vigore del CUSM, la componente infermieristica aeronautica rischierebbe di entrare nel nuovo sistema in una posizione di assoluta marginalità numerica e rappresentativa.
La richiesta del SIULM.
Per questo motivo il sindacato chiede allo Stato Maggiore Aeronautica l’indizione urgente di concorsi straordinari e speciali riservati al personale interno, così da consentire agli infermieri militari dell’Aeronautica di transitare nel Ruolo Speciale prima dell’integrazione interforze.
L’obiettivo dichiarato è garantire una rappresentanza equa della componente infermieristica aeronautica all’interno del futuro Corpo Unico della Sanità Militare, nel rispetto dei principi di pari opportunità e valorizzazione delle professioni sanitarie militari.
Una vicenda che riaccende il dibattito sul ruolo degli infermieri nelle Forze Armate italiane e sul riconoscimento professionale di una categoria che, anche in ambito militare, rappresenta una componente essenziale del sistema sanitario.
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